Castelraimondo, seconda vittima
nella casa di riposo:
«Ciao mamma, respira libera ora»

COVID-19 - Rosa Dignani, 79enne di Camerino, si è spenta all'ospedale di Civitanova. Lo struggente ricordo della figlia Paola, che grazie al dottor Yuri Rosati era riuscita a parlare con la madre grazie ad una videochiamata: «Questo mostro sconosciuto e invisibile ci ha impedito di darti un'ultima carezza, un bacio»
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Rosa Dignani

 

di Monia Orazi

Seconda vittima del Coronavirus nella casa di riposo di Castelraimondo. Si è spenta nella tarda serata di ieri Rosa Dignani, 79enne di Camerino, che era ricoverata nel reparto di ematologia del Covid Hospital di Civitanova. All’appello della figlia Paola Gerini, maestra di Camerino, aveva risposto il pneumologo Yuri Rosati, creando una bellissima catena di solidarietà, che in questi giorni aveva permesso alla donna di mantenere i contatti con l’anziana madre, essendo impossibile farle visita, a causa delle norme sul Coronavirus. Le aveva parlato attraverso un tablet, si era rincuorata sulle sue condizioni, grazie a medici ed infermieri, sperando che la fibra forte della mamma, avesse la meglio su questo virus. Rosa Dignani era ricoverata da una settimana, ha lottato con tutte le sue forze, ma si è dovuta arrendere. La donna lascia anche i figli Walter e Sandro.

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Rosa Dignani con la figlia Paola Gerini

A dare l’annuncio è stata la stessa Paola Gerini, che sui social ha dedicato un messaggio tenero e commovente all’anziana madre: «Ciao mammina mia. Respira libera ora. Finalmente libera dalle sofferenze che ti hanno accompagnata per tutta la vita, una vita con tanti dolori e poche gioie, una vita sempre in salita. Una vita che hai sempre dedicato a noi e che, pur tra tante sofferenze, hai reso la nostra di vita piena d’amore, quell’amore che ci hai donato fino a quando questo mostro sconosciuto e invisibile ti ha strappato a noi, senza poterci dare neanche la possibilità di poterti accompagnare in questo passaggio, senza neanche poterti dare un’ultima carezza, un bacio, un ti voglio bene. Eppure spero che tu quell’amore lo abbia comunque sentito, che il tuo cuore sia stato sempre allacciato al mio. Quel tuo cuore buono, generoso, che ti faceva dire appena mi vedevi: stellina mia. Quei tuoi occhi che vedevano la mia stanchezza facendoti dire: appoggiati sulla mia spalla, riposati un po’. Quelle tue mani stanche che accarezzavano le mie, quella voce amorevole, quel sorriso dolce. Mancherai mammina mia, mancherai a tutti quelli che ti hanno conosciuto e che di te hanno un ricordo. Ora vai da papà, finalmente insieme, di nuovo uniti Renzu’ e Rosine’. Ora mammina mia è finita la sofferenza, ora finalmente sei in pace. Mi manchi mammina mia, mi manchi già, mi mancherai per sempre. Ciao mamy, ti voglio bene, dai un bacio a papà».

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