
Elisabetta Gasperoni insieme al marito
di Laura Boccanera
Costretta a lasciare casa dopo la vendita all’asta, con un marito disabile percettore di invalidità e senza un lavoro perché l’azienda è fallita. È l’incubo dentro il quale è piombata una famiglia di Civitanova che nel giro di pochi mesi si è ritrovata a dover far fronte all’emergenza abitativa e in condizioni di fragilità sociale.
A raccontarlo è Elisabetta Gasperoni, 53 anni, civitanovese che vive col marito, che una disabilità e sta in sedia a rotelle. Un’escalation di difficoltà che iniziano lo scorso novembre quando la casa dove vivono in affitto va all’asta e viene venduta.
I nuovi acquirenti devono fare dei lavori e entro il 15 febbraio la famiglia dovrà lasciare l’immobile. Ancora prima, al rientro dalle ferie estive per la 53enne arriva anche la doccia fredda per quanto riguarda il lavoro: dipendente in una fabbrica di suole della zona, si ritrova dall’oggi al domani senza lavoro perché a settembre la ditta avvia la procedura di fallimento e lei assieme ad altri cinque dipendenti si ritrovano disoccupati.

Il Comune di Civitanova
«Quando sono rimasta senza lavoro il titolare non ci ha pagato neanche il Tfr – dice Gasperoni -, lavoravo lì da 30 anni. Percepisco la Naspi attualmente e con la pensione di invalidità di mio marito possiamo pagare un affitto, ma il problema è che senza un contratto di affitto nessuno ci affitta casa. Durante l’estate mi sono imbattuta in immobili stagionali, trovarne uno che può essere occupato per 12 mesi è un’impresa. Avevamo anche valutato, viste le tempistiche stringenti, un affitto temporaneo, ma io ora sono senza contratto e nessuno ce le affitta. Credevo che la garanzia della pensione di mio marito fosse sufficiente, invece mi hanno spiegato che siccome la pensione di invalidità è impignorabile non viene presa in considerazione come garanzia. E così ci ritroviamo con la scadenza del 15 febbraio, dobbiamo lasciare casa e non abbiamo un’alternativa. Mio marito oltretutto è su una sedia a rotelle per cui abbiamo anche alcune esigenze tecniche che non aiutano».
Gasperoni ha chiesto aiuto anche al Comune. «Case popolari non ce ne sono, il Comune non può garantire per noi, ci hanno suggerito di valutare un affitto breve o chiedere al Santissimo Sacramento a Civitanova Alta, ma lì ci hanno già detto che c’è una lista di attesa di 100 persone. Abbiamo cercato anche fuori Civitanova, nei comuni vicini. È assurdo perché non chiediamo la casa in regalo, possiamo pagare l’affitto, ma non riusciamo a trovare qualcuno disposto ad affittarcela senza un contratto a tempo indeterminato e non sappiamo come fare. Siamo disperati, se qualcuno potesse darci una mano, siamo persone serie».
Chiama a Giordano fuori dal coro vedrai come esce la casa e il sindaco si sveglia
Non ce l'hanno forse, perché ci abitano persone che non gli spetta o stranieri
E il Comune che deve farsi carico difronte a queste terribili situazioni di difficoltà che una famiglia sta attraversando
Qui sarebbe stato utile il reddito di cittadinanza......ma per qualcuno molto più fortunato,non era una forma di aiuto ma un invito a non lavorare!!
Vi auguro tanto di trovare qualcuno che vi aiuti a risolvere questo problema
Ci sono tantissime case popolari vuote . Una proprio di fronte a mia madre . Saranno 2/3 anni che è vuota .
La "sfiga" di essere Italiano.
Case popolari ce ne sono, un complesso ampio e tutto nuovo in massima classe energetica, con tanto di pannelli solari (conosco la zona), sono chiuse e stanno prendendo la muffa da oltre 5 anni perché le assegnazioni sono bloccate... Vai a capire cosa c'è dietro ........
Il comune deve aiutarli.
Se chiami la Rai di Matano oppure Rete4 vedrai che con la vergogna che si ritrova il comune, la casa te la fanno uscire fuori!!! Devi metterci la faccia ma secondo me è una buona soluzione!
A civitanova non vi ascolta nessuno, in comune hanno da fare foto e balletti alla ternana.
Chissà perché i governi e i partiti si fanno vivi solo per i voti
UNA METÀ DI COMMENTI TIRANO IN BALLO CHI STA PEGGIO DI LORO ..... MA PERCHÉ? PERCHÉ DOBBIAMO FARE LA GUERRA TRA POVERI? FORSE IL PROBLEMA STA CHE NON C'È UNA RIDISTRIBUZIONE DI "BENESSERE"?
Civitanova date una mano a questa famiglia
Il Comune di Civitanova, tramite l assessorato di competenza,aiuti questa famiglia.
Tranquilla oggi non hanno pena di nessuno!!!
Il comune cosa pensa se c'è un disabile è un dovere intervenire subito vorrei sperare che sistemino subito questa famiglia assistenti sociali svegliatevi intervenite grazie
Aiutano agli stranieri a questa povera signora con una persona disabile non si trova nessuno aiuto.!!! Vergognatevi
Spero proprio che il sindaco trovi una sistemazione a questa famiglia
Mandassero via tutti quei delinquenti ai loro paesi sai quanti appartamenti si troverebbero.
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Prima gli italiani! col kaiser.
Forse dovranno lasciare casa perché il contratto d’affitto è giunto a scadenza.
Il loro guaio è l’essere Italiani. Fossero stati ucraini, o pakistani, o africani, tutte le autorità, da quelle politiche a quelle religiose, si sarebbero mosse all’incanto. E’ il destino degli Italiani quello di essere lacchè di altri e considerati dei “fortunati” di vivere nella democrazia e nel benessere. E quindi finire sempre come gomme di scorta nel campo della solidarietà.
Spero di sbagliarmi nella valutazione. Ma vedo il “buio” che avanza.
Forse il signore di Civitanova Marche potrebbe fare qualcosa chissà. P.S. molte persone penso che sanno a chi mi riferisco una persona che non conosco personalmente ma che ho sempre ammirato in campo industriale e civile.
Se non devono abitare per forza a Civitanova dovrebbero cercare nell’entroterra, dove poi però sarebbe più difficile trovare un nuovo lavoro quando finisce la Naspi (che dura al massimo due anni).
Sottoscrivo quanto scritto da Giorgio Rapanelli: intanto ho inviato il link del servizio a La Verità.