Ventenne scomparso al porto,
i sommozzatori hanno trovato il corpo
CIVITANOVA - Alle 12 le ricerche dove si trova il motopontone hanno portato al rinvenimento. La zona è stata "blindata". Il giovane, R. M., aveva aggredito la madre di 53 anni, mentre si trovavano, venerdì, sera, nella loro casa di Pollenza. Poi è fuggito. L'ipotesi è che si sia gettato in mare. La donna è ricoverata in ospedale

Il telo bianco per coprire il corpo (Foto di Alessandro Panichelli)
AGGIORNAMENTO DELLE 12,25 – Trovato pochi minuti fa, alle 12, il corpo del ventenne R. M. di Pollenza. Lo hanno individuato i sommozzatori dei vigili del fuoco. Il punto in cui si trovava è quello dove c’è il motopontone, dove sin dall’inizio si erano concentrate le ricerche.

Il feretro portato in porto (foto di Alessandro Panichelli)
In base a quanto emerso nel corso di queste ore di ricerche, partite dalle 15 di ieri, il giovane era stato visto gettarsi in acqua, riemergere e gettarsi nuovamente. La zona del porto è stata “blindata”. Il corpo è stato recuperato dall’acqua e portato sulla riva. Sul posto è arrivato il medico legale Antonio Tombolini per gli accertamenti.
(Foto di Federico De Marco)

L’arrivo del medico legale Antonio Tombolini




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Sono riprese con le prime luci del giorno le ricerche del giovane di Pollenza che si sarebbe gettato in mare al porto di Civitanova dopo aver picchiato la madre ed essere fuggito di casa la sera di venerdì. L’auto è stata trovata ieri, aperta, all’ingresso del porto. Le telecamere mostrano il giovane andare verso l’acqua per poi gettarsi nel mare.

I vigili del fuoco questa mattina si sono immersi con i sub per proseguire le ricerche. In porto ci sono i militari della Capitaneria e i carabinieri. Nella notte è rimasto un presidio e le operazioni sono proseguite col buio, si sono poi interrotte per riprendere in forze con la luce del giorno.

Mentre proseguono le ricerche del ventenne, la madre, 53 anni, estetista, si trova ricoverata all’ospedale di Macerata ed è tenuta in coma farmacologico. La donna non sarebbe in pericolo di vita. La sera di venerdì, dopo cena, il figlio l’ha aggredita e picchiata prendendola a pugni al volto. Poi è fuggito. Il motivo dell’aggressione al momento non sarebbe stato chiarito.

Il padre, che si trovava fuori casa a fumare, ha sentito il trambusto dentro casa ed è rientrato. È stato lui a trovare la moglie, nel bagno, priva di sensi e insanguinata. Nel frattempo il ventenne è fuggito in auto, senza portare con sé il cellulare. Secondo le indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Macerata il 20enne ha girato in auto per un po’ e ha poi raggiunto Civitanova. L’auto è stata trovata ieri e dalle 15 sono cominciate le ricerche nel porto. La zona dove viene posta la maggiore attenzione è quella dove si trova il motopontone.
(Foto di Alessandro Panichelli)



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Picchia la madre e fugge di casa, ricerche nelle acque del porto (Foto/Video)

Le ricerche sono ricominciate questa mattina
Che tragedia!!!
Quando le istituzioni, tutte, si decideranno di iniziare a combattere seriamente il cancro che sta uccidendo decine e decine di giovani e stravolgendo migliaia di famiglie?
Il mondo e il silenzio
Il mondo è ciò che accade – necessità nuda,
stati di cose che pesano come catene invisibili,
fatti che sussistono senza perché né fine,
e il pensiero li guarda con attenzione spoglia.
Proposizione nasce dal semplice al composto,
tessitura di vero che l’anima non afferra,
ma contempla – come chi prega senza chiedere,
fissando il reale finché il dire si spegne.
C’è una forma che regge l’enunciato intero,
ma oltre il confine il nome si ritrae in ombra,
e ciò che è grazia non tollera parola.
Su ciò che sfugge – bellezza pura, dolore puro –
l’anima decreata deve tacere:
nel silenzio solo il soprannaturale respira.
Rispndo all’amico Bommarito. Mai Giuseppe, sono lustri che la politica latita sulle cose molto serie.
Dall’ordinaria follia nasce quella straordinaria.
Non saranno d’accordo psicologi e psichiatri, i materialisti, gli atei, eccetera. Ma certe manifestazioni di violenze, di guerre, di instabilità psichica potrebbero essere opera di Satana, che ha tutti i mezzi e le conoscenze per “possedere”, chi è in particolari situazioni psichiche ed esistenziali, in grado di essere penetrate e possedute, spingendo ad efferati delitti e a particolari violenze, magari pure con motivazioni ideologiche e sempre contro i dettati divini e della sanità mentale.
Solo chi c’è passato, può capire cosa significa essere “posseduti” e quasi incapaci di reagire, al fine di ritornare a gestire le proprie azioni in forma mentalmente sana..