«Subito un atto politico
contro il progetto Eurobuilding»

CIVITANOVA - Le associazioni tornano a chiedere rassicurazioni e vogliono che l'amministrazione manifesti in una delibera il disinteresse a portare avanti il progetto edificatorio con concessione a 99 anni ad Antonelli

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Nella foto da sinistra Marino Bigoni, Giuseppe Micucci, Gianni Santori e Andrea Cittadini del comitato contro il progetto Eurobuilding

 

«Un atto politico per fermare Eurobuilding», i portuali tornano a chiedere con forza una presa di posizione netta da parte della giunta nei confronti del progetto edificatorio del porto presentato dall’imprenditore Umberto Antonelli. Le risposte tecniche fornite dal legale o dal dirigente non bastano ai portuali preoccupati dalla possibilità di cavilli legali e tecnici che possano dare il via alla procedura passando “sopra le teste” di tutti. E così in un’ulteriore pec inviata a sindaco, presidente del consiglio e capigruppo consiliari tornano a sollecitare un atto ufficiale. I firmatari sono le associazioni “Casa del pescatore”,  “Piccola pesca”, Il Madiere” e il “Comitato Operatori Portuali”. «Si chiede non solo una risposta tecnica da parte del dirigente del servizio urbanistica sulla base del parere, altrettanto tecnico, dell’avvocato Ortenzi – scrivono – ma un atto politico dell’amministrazione in cui, oltre ai rilievi tecnici, si metta in evidenza la scelta politica della “non esistenza di un interesse” al progetto da parte del Comune». Il timore dei portuali è che l’eventuale ricorso che la ditta Eurobuilding potrebbe presentare al giudice ed il successivo giudizio possano dare comunque l’avvio della procedura con la pubblicazione della domanda e la successiva conferenza dei servizi. «Una volta avviata la procedura il rischio che la decisione passi ad altri livelli, regionale o addirittura ministeriale,  dove la volontà dei civitanovesi conterà molto poco, è un rischio reale – concludono – se invece l’inesistenza di un interesse pubblico al progetto fosse esplicitato dalla giunta nella risposta alla domanda presentata dal privato, cadrebbe anche la necessità di avviare la procedura. Se sono vere le rassicurazioni più volte espresse dai politici non ci dovrebbe essere difficoltà ad accogliere la richiesta che tutti i soggetti che operano nel porto hanno avanzato; se così non fosse sarebbe la prova che in realtà il progetto Eurobilding ha ancora degli estimatori e che attende solo il momento propizio per ritornare a galla, in questo caso il giudizio non potrebbe che passare agli elettori che saranno chiamati ad eleggere i loro rappresentanti».

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