Morgoni immagina il porto:
«Una nuova darsena a sud»

CIVITANOVA - Presentata ieri sera dal candidato sindaco, di fronte ad un centinaio di concessionari demaniali e operatori portuali, l'ipotesi progettuale della lista civica "La nostra città", dal costo di 50 milioni: prevede messa in sicurezza e un braccio nuovo di quasi 900 metri su cui collocare ristoranti, attività e monolocali
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Nella slide il porto attuale e in evidenza il nuovo braccio a sud

 

di Laura Boccanera

Un nuovo braccio del porto sul versante sud, lungo 850 metri e largo 50 in cui prevedere attività commerciali e ricettivo turistiche, c’è spazio anche per piccoli monolocali a destinazione turistica. E nell’area vecchia tutto rimane com’è con la sistemazione dei cantieri. Barriera protettiva a est per mettere in sicurezza l’imbocco. 

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Il candidato Vinicio Morgoni

Questo in estrema sintesi il progetto che la lista civica di Vinicio Morgoni, candidato sindaco con “La nostra città” immagina per il porto di Civitanova. Ieri sera al Cosmopolitan il candidato ha lasciato la parola ai tecnici e alle professionalità che lo accompagnano nella corsa elettorale per illustrare ai concessionari demaniali la sua idea di sviluppo della città. Un centinaio i presenti, fra loro soci del Club Vela e del Madiere, cantieri, concessioni balneari, tutti al momento più preoccupati per la liberalizzazione al 2023 che si è andata ad aggiungere alla questione portuale. Tra i relatori Pierluigi Cipolla e Serenella Ottone che hanno presentato il progetto del porto, gli ingegneri e tecnici Angelo Quintabà e Giacomo Circelli che hanno spiegato le procedure amministrative e Laura Aramini che ha illustrato le possibilità di finanziamento tramite progetti europei. «Il porto è l’ elemento centrale della città, non può essere staccato da essa – ha esordito il candidato Morgoni – le nostre sono al momento solo proposte e idee, ma è necessario aprire un tavolo di confronto con le parti interessate per decidere cosa fare del porto». Secondo Morgoni non è un’utopia: «le cose si fanno se si vogliono fare – dice raccontando un aneddoto della sua vita professionale – appena assunto al Ministero dell’ Interno ero un funzionario e il Questore mi ha mandato a Roma per ottenere dei fondi. Vado a Roma dal direttore generale e parlando viene fuori che lui era sindaco di un piccolo comune della Salaria e parliamo del paesetto e alla fine mi fa “Che vuoi? Quanto vuoi?” e sono tornato a casa con il finanziamento. Questo per dire che l’amministratore capace è colui che sa portare soldi e finanze al proprio territorio. Se non porta soldi poco funziona».

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Da sinistra Vinicio Morgoni con Pierluigi Cipolla

Ad illustrare il progetto Pierluigi Cipolla: «La caratteristica del nostro porto è che è un luogo vissuto, di convivialità, di lavoro, ma anche di svago, di teatro, di socialità, e non esiste un altro porto in Italia così. Però ha un problema: prima occorre mettere in campo le risorse per risolvere il problema delle mareggiate da est che d’inverno arrivano fino ai moletti. Poi ha bisogno di espandersi e noi questa espansione la vediamo verso sud». In uno dei progetti precedenti a quello Antonelli, la nuova darsena era sempre stata prevista a nord del molo nord con una deviazione a coprire l’imboccatura così da risolvere il problema della messa in sicurezza. E per questo c’è in corso anche lo studio della Regione Marche su moti ondosi e correnti simulando il prolungamento del molo est. Il progetto Morgoni prevede invece un braccio a sud che arriva oltre l’inizio attuale del molo est e si estende per quasi 900 metri, con un piano di calpestio largo 50 metri e una superficie di 20mila metri quadri che nelle intenzioni degli ideatori è finalizzata ad accogliere attività ricettive con destinazione alberghiera, ristorantini, passeggiata a mare, luoghi di condivisione e socialità e ci sarebbe spazio pure per una quarantina di monolocali da 60 metri quadrati con destinazione alberghiera.

morgoni-vinicio-porto-civitanova-2-325x244«La nostra idea è di non toccare gli spazi attuali pur chiedendo ai concessionari di investire sul decoro e sulla sistemazione e andare verso lo specchio acqueo senza consumare dal lato della città. E in più una barriera di protezione all’esterno verso nord est». L‘ingegnere Angelo Quintabà ha ripercorso la problematica del porto dal punto di vista urbanistico e della lacuna dell’assenza di un piano particolareggiato che mettesse a posto la parte a terra. Il progetto ideato dalla lista civica avrebbe un costo complessivo di 50 milioni di euro: «un quarto di quello di Antonelli ed è più bello» aggiunge Cipolla. Dove trovare questi soldi? Laura Aramini confida nei fondi europei: «non sono leggenda, ci sono, l’Italia non li prende e quelli che prende la metà ne restituisce, quindi occorre che i progetti siano redatti bene da professionisti, che siano innovativi, tecnologici e green, ma prenderli non è impossibile». A conclusione dell’incontro i concessionari di spiaggia hanno chiesto al candidato cosa pensa della sentenza del Consiglio di Stato che prevede la liberalizzazione anticipata al 2023 anziché al 2033: «la soluzione c’è – dice – ho visto come si fa, ma è complesso e occorre mettersi attorno ad un tavolo, ma un sindaco può fare molto».

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Il nuovo braccio a sud e in alto la barriera di protezione

 

 

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