Ok del consiglio al progetto Unicam,
la maggioranza non dice no a Eurobuilding

CIVITANOVA - Bocciata la mozione presentata dall'opposizione che chiedeva di rigettare il progetto Harbours. Scintille fra Ciarapica e Silenzi
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Il consiglio comunale su Zoom

 

di Laura Boccanera 

Riqualificazione del porto, il Consiglio respinge la mozione dell’opposizione che chiede di mettere nero su bianco lo stop a Eurobuilding, la maggioranza approva all’unanimità l’atto di indirizzo per la presa d’atto delle ipotesi progettuali dell’Università di Camerino.

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

Il sindaco Ciarapica critico contro il Pd e Silenzi: «con quest’atto si chiariscono molti aspetti come la  governance pubblica e che non saranno toccate le concessioni. Il resto è fuffa e strumentalizzazione di chi voleva far passare il progetto Eurobuilding come quello dell’amministrazione». Dopo un anno dalle prime lettere anonime che svelarono l’esistenza del progetto Eurobuilding sul porto sul quale la società lavorava da 4 anni, la discussione arriva nella sede istituzionale del Comune. Al voto in realtà nulla di dirimente sul piano tecnico. Il progetto presentato da Harbours e dall’imprenditore Umberto Antonelli ha attivato infatti la procedura della legge Burlando e il comune è corso ai ripari incaricando l’avvocato Ortenzi per dirimere la procedura da seguire per evitare di portare avanti il progetto. Ma il consiglio aveva una valenza soprattutto politica con la mozione dell’opposizione che chiedeva di respingere il progetto Eurobuilding in maniera chiara e di dire no alla concessione demaniale a 90 anni e all’edificazione di 500 mila metri quadrati di costruzioni (di cui 200mila a terra e 300mila metri quadrati in acqua). Il consiglio inizia con la discussione di una serie di interrogazioni tutte presentate dal capogruppo e consigliere del partito democratico Giulio Silenzi relative al porto in cui si chiedeva conto di una serie di questioni emerse nel dibattito in questi mesi. In particolare Silenzi chiedeva lumi sui rapporti fra amministrazione e Tiziano Giovannetti della Hopafi che aveva presentato prima di Antonelli un progetto per l’attracco di yacht di lusso per la cantieristica e manutenzione e le motivazioni per cui Hopafi è stata estromessa dopo l’arrivo di Eurobuilding. Altre interrogazioni avevano lo scopo di chiarire perché dopo un mese dalla richiesta di accesso agli atti questi non erano stati consegnati e perché l’architetto Andrea Silipo ha avuto accesso a informazioni riservate relative alla morosità di alcuni concessionari demaniali.

cc-civitanova-3-325x187A rispondere su quest’ultimo punto l’assessore al demanio Ermanno Carassai: «noi non siamo a conoscenza di ciò che dice Silipo – dice Carassai – non conosco le modalità con cui Silipo e Eurobuilding abbiano saputo delle morosità di alcune concessioni. Ho avuto rassicurazioni dall’ufficio demanio e dal segretario generale che non hanno mai rilasciato tali informazioni. Quello che esiste è un aggiornamento elaborato dall’ufficio demanio sulle morosità delle concessioni che è stato consegnato al segretario perché la procedura prevede due solleciti di pagamento». Il consiglio passa poi al vaglio della mozione: «200 mila metri quadrati di edificato a terra e 300 mila metri quadrati in acqua è uno stravolgimento, una città nella città – dice Giulio Silenzi –  Non è possibile che dopo 4 anni esca fuori un megaprogetto che propone di realizzare 500mila metri quadrati con una procedura che io valuto assurda. E il sindaco lo ha sposato in maniera entusiasta, lo cito: “ambiziosa trasformazione storica, idea che proietta la città nel futuro, occasione da non far sfuggire”. Queste non sono dichiarazioni neutrali ma il sindaco aveva sposato in maniera acritica il progetto. Con la mozione chiediamo di non accettare le proposte di concessioni a 90 anni, il consiglio dia questa indicazione poi il tecnico ci dirà la procedura». Critico anche Stefano Mei del Movimento 5 stelle: «è doveroso e importante chiarirci in consiglio comunale su chi sia d’accordo e chi no rispetto al progetto presentato da Eurobuilding. In tutti questi giorni nessuno ha raccontato che 6 anni fa in commissione urbanistica assieme a Scarpecci venne fatta una commissione in cui si dava il via ad un tavolo di lavoro con tecnici del comune di Civitanova e tecnici della Regione per la riqualificazione del porto. Quel tavolo di lavoro che fine ha fatto? Ma si deve partire da un punto fermo, tolta di mezzo Eurobuilding, ora c’è bisogno di una riqualificazione e questo è fuori dubbio. Se un merito Antonelli ce l’ha è quello di aver tirato fuori la questione. Ora però si dica no al progetto e si tiri una riga». Avanza dubbi anche Stefano Ghio: «questo è un progetto che comunque va avanti perché va in conferenza dei servizi, la mozione proposta è a sostegno della futura conferenza dei servizi in cui si chiede rispetto delle attività produttive esistenti e inedificabilità residenziale sul porto. La delibera di indirizzo che si andrà a votare dopo sembra una firma in bianco, dal punto di vista amministrativo non vale nulla, semmai vale dal punto di vista politico. E nella delibera non si esclude che Eurobuilding rientri in un progetto successivo». Ma la maggioranza compatta dichiara che non la voterà: «nella delibera della presa d’atto sono già garantite concessioni e governance pubblica, non vedo timori particolari» afferma Costantino Cavallo di Fdi. «Della riqualificazione del porto se ne discute da 30 anni – aggiunge Roberto Pantella – cosa ha fatto l’ amministrazione regionale precedente per il porto di Civitanova? Fratelli d’Italia si è espresso fin da subito in maniera contraria, la delibera può non avere un valore amministrativo, lo faranno i tecnici, ma diamo un segnale che la gestione spetterà al comune e non al privato». Alla fine la mozione non passa con 5 voti favorevoli e 15  contrari.

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Il capogruppo del Pd Giulio Silenzi

Il sindaco prende la parola per illustrare il punto per la presa d’atto del progetto dell’Università di Camerino e nell’illustrare la proposta delle tre ipotesi fa un intervento politico attribuendo al Pd di cavalcare la polemica e averla costruita ad arte: «Silenzi e il Pd si sono resi autori di una strumentalizzazione politica per far passare un progetto presentato da un privato come progetto dell’amministrazione comunale ed è tutto falso – esordisce Ciarapica – una polemica cavalcata dall’opposizione. Quello che ho detto sul progetto non lo smentisco, ma quelle mie dichiarazione sono nate da un commento a quel progetto che era uscito in via informale e che non conoscevo i dettagli su metri cubi e concessioni e dissi che ero favorevole all’idea della riqualificazione del porto. Oggi approviamo un atto che esclude altri progetti e detta la linea. Questo documento non è una pezza, ne discutiamo da mesi e prendiamo atto dello studio che dà tre ipotesi, è qualcosa da cui partire con un ragionamento serio e con il coinvolgimento del consiglio comunale e delle categorie del porto». Ciarapica passa poi ad illustrare le tre ipotesi denominate “around”, “inside” e “beyond”: «abbiamo sposato il concept due inside, ma non è vero quello che dice Ghio – continua il sindaco – non si lascia spazio per far rientrare dalla finestra qualcuno. E’ solo per dire che il progetto è aperto e si lascia spazio a soluzioni che possano essere migliorative. Nessuno ha mai pensato di toccare i diritti di chi ha le concessioni sul porto. Ribadiamo che la governance è pubblica. Il resto è fuffa e strumentalizzazione e abbiamo rafforzato l’atto con un  emendamento venuto dalla maggioranza che ribadisce di mantenere diritti concessori senza possibilità di revoche e prevedere uno sviluppo del piano particolareggiato salvaguardando l’esistente». Dura la replica di Silenzi: «scarichi su di me che sarei anche contento di riuscire a mobilitare 4000 firme. Sono stati i portuali, i tuoi elettori, ed è offensivo per chi lavora al porto quello che dice, come se fossero manovrabili e non avessero le intelligenze e la passione per difendere il proprio posto di lavoro. La verità è che o affondava il porto o affondava Ciarapica e allora ritorna il progetto Unicam». Alla fine il punto della presa d’atto del progetto Unicam passa all’unanimità con l’emendamento della maggioranza. Al termine della discussione sul porto (oltre 1000 i collegamenti in streaming) il consiglio ha discusso anche una variazione di bilancio. Riassegnati allo Stato 80mila euro di fondi Covid destinati ai centri estivi. Silenzi: «complimenti, aver riconsegnato 80mila euro è un’impresa, il comune è stato capace di perdere 80mila euro». Intervengono i tecnici a risposta e poi il sindaco: «nel 2020 i centri estivi sono stati comunque fatti e finanziati, ma il finanziamento dallo Stato è arrivato dopo quando non poteva essere più speso». Replica politica da parte di Ciarapica: «vorrei ricordare a Silenzi i soldi che la passata amministrazione Corvatta ha rimandato indietro, i famosi 2 milioni e mezzo di euro per il raddoppio delle 4 corsie di via Einaudi e il finanziamento perso per il fotovoltaico».

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