«Maxi progetto del porto?
Oggi è impraticabile
La legge non lo consente»

CIVITANOVA - L'ingegner Giorgio Medori solleva diversi dubbi sulla fattibilità in una lettera aperta al sindaco Fabrizio Ciarapica: «Perché si possa realizzare qualcosa di diverso da quanto disposto dalla normativa bisogna aspettare che la democrazia parlamentare cambi totalmente orientamento»
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Il porto di Civitanova

 

«La fattibilità economica e legislativa per l’utilizzo delle aree portuali come compaiono sul progetto del porto presentato dall’ingegner Viola ad oggi è totalmente negativa». Giorgio Medori interviene nel dibattito cittadino sul nuovo porto di Civitanova con una lettera aperta al sindaco Fabrizio Ciarapica nella quale analizza da un punto di vista tecnico gli aspetti urbanistici, architettonici ed economici di un piano simile.

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Giorgio Medori

«Per correttezza professionale sento di dover precisare alcuni aspetti – sottolinea l’ingegner Medori – il porto di Civitanova intanto è classificato come porto categoria II classe IV e il Dpe 509 del 1997 citato dal progettista Viola non prevede in aree demaniali portuali nessuna struttura con destinazione abitativa, ma strutture dedicate alla nautica da diporto e cioè un porto turistico, l’approdo turistico e punti d’ormeggio. Inoltre nel riordino della legislazione portuale non sono previste volumetrie residenziali di qualunque tipo». Medori passa poi ad analizzare la questione legata alle concessioni demaniali: «il Parlamento le ha prorogate tutte al 2033 e ad oggi in nessun porto italiano esistono volumetrie abitative di qualsiasi tipo. Né ci si può appellare al federalismo demaniale che riguarda per lo più il demanio terrestre, ad esempio a Civitanova le aree Waikiki, Capitan Hook e Santini. Inoltre la legge dice che nelle città sedi di porti di rilevanza nazionale ovvero di categoria I possono essere trasferite dall’agenzia del demanio al comune aree già comprese nei porti e non più funzionali all’attività portuale, suscettibili di programmi di riqualificazione urbana, ma questo non vale per Civitanova, porto di rilevanza regionale e interregionale e non nazionale».

L’unica via per realizzare il maxi progetto dunque secondo Medori è un cambio della legge nazionale: «Perché si possa progettare e realizzare qualcosa di diverso da quello disposto da tutte le leggi in materia -conclude – bisogna aspettare che la democrazia parlamentare cambi totalmente orientamento. La fattibilità legislativa ed economica ad oggi è completamente negativa. Inoltre occorre precisare che tutte le strutture in aree demaniali di non facile rimozione sono immediatamente acquisite a patrimonio demaniale e non devono pagare più la concessione demaniale, ma il canone d’affitto delle superfici realizzate al prezzo medio dei locali vicini urbanisticamente».

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