«Il progetto del porto è per la città,
non l’ho fatto per avere profitto»
Antonelli scopre le carte

CIVITANOVA - Eurobuilding e lo studio d'architettura Harbours hanno presentato il piano di riqualificazione: 13 edifici, tra cui due hotel e 4 torri da 8 piani, e 2mila parcheggi oltre alla costruzione delle famose quattro direttrici con viali verdi che aprirebbero la visuale da piazza Gramsci, via Duca degli Abruzzi e dalla chiesa di Cristo Re. Il patron della società: «La domanda da farsi non è perché farlo, è perché non farlo. Chiedo che si valuti, tutti insieme, è troppo faraonico? Lo rimoduliamo, ma non si dica no a priori». Dal piano economico i costi si aggirano sui 145 milioni di euro
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Il fotomontaggio del progetto con nuova darsena e green village

 

di Laura Boccanera

«Questo è un progetto per la città, non l’ho fatto per avere profitto, lo si valuti prima di dire di no, sono pronto anche a fare casa casa per gruppi di famiglie per illustrarlo. Questa è diventata la mia città, la amo e l’ho scelta, è un progetto trasparente e c’è spazio per tutti».

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Umberto Antonelli di Eurobuilding e Angelo Zerilli

Umberto Antonelli, con la passione verace che ha conservato dai tempi delle sfuriate con la Civitanovese calcio mette la stessa energia nella presentazione del progetto Eurobuilding per la riconversione del porto cittadino. Questa mattina allo Shada ha riunito tutto lo studio Harbours, l’architetto Andrea Silipo, l’ingegnere Paolo Viola, Angelo Zerilli, relatore della legge Burlando, la via amministrativa che verrà utilizzata per costruire su aree demaniali con una concessione a 90 anni e l’architetto Roberto Frollà. Lo scopo ufficiale della conferenza la presentazione del progetto: che è quello illustrato già a suo tempo dall’ingegnere Viola a Cronache Maceratesi. Lo scopo secondario cercare di spostare un’opinione pubblica allarmata mostrando gli aspetti positivi del progetto: «La domanda da farsi non è perché farlo, è perché non farlo – chiosa Antonelli – perché è un’opportunità per tutta la città. Chiedo che si valuti, tutti insieme, è troppo faraonico? Lo rimoduliamo, ma non si dica no a priori». In apertura Antonelli ricorda le sue origini contadine, come a ribadire un sogno di crescita che oltre alla sua sfera personale vuole includere anche la città e quindi subito sottolinea come tutto ciò non sia fatto per speculazione: «Sono 4 anni che lavoriamo a questa idea, l’ho presentata a tutti, ho informato le istituzioni, voglio che sia di tutti, perché è bello e perché nel piano economico ho preteso che alle associazioni del diporto, alle concessioni demaniali sia mantenuto il canone attuale. A chi dovrà fare qualche sacrificio siamo disposti ad una trattativa. Un piccola sacrificio vale un bene più grande».

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Paolo Viola illustra il progetto

IL PROGETTO: L’ingegnere Paolo Viola, supportato dalle slide illustra il progetto che parte da quello regionale che prevedeva la nuova darsena e un prolungamento del molo foraneo per la messa in sicurezza. Da questa base di partenza si è lavorato inserendo 13 edifici di cui due hotel (uno nella zona a nord e uno nel green village e 4 torri da 8 piani) e 2000 parcheggi oltre alla costruzione delle famose 4 direttrici con viali verdi che aprirebbero la visuale sul porto da piazza Gramsci, via Duca degli Abruzzi e dalla chiesa di Cristo Re. Rispetto al progetto originale sono stati rivisti alcuni passaggi: intanto la marineria non viene più toccata. Rimangono al loro posto i posti barca per i pescherecci, mentre viene spostato il mercato ittico nel braccio del molo foraneo. Le concessioni balneari che si trovano subito a nord del porto verrebbero spostate: al loro posto infatti nascerebbe la nuova darsena e con la creazione di un ulteriore braccio di molo e con l’arenile che si creerebbe tra il prolungamento e il mare, in quel fazzoletto di spiaggia in direzione ovest est verrebbero ruotate le concessioni sfrattate. Il fosso Castellaro verrebbe sistemato come un canale con un laghetto artificiale a monte. Nel “Green village”, così l’ha battezzato il progettista, 12 edifici di cui un hotel 5 stelle e sotto negozi, ristoranti e anche un piccolo supermercato più a nord dove verrebbe spostata tutta la cantieristica e le concessioni portuali. Per il diporto mantenuti i posti barca nella nuova darsena. «L’area portuale è troppo importante per non rigenerarsi – ha commentato Viola – in tutte le città di mare sta accadendo quello che accade a Civitanova dove in origine attorno ad un porto peschereccio si sviluppa una città, una zona industriale e portuale e dove ad un certo punto è necessaria una rigenerazione del porto a scopo turistico».

 

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Come sarebbe la visuale dal terrazzo di Cristo Re

 

L’ANALISI ECONOMICA – Ad illustrare numeri e piano economico è il presidente di Harbours Andrea Silipo:«Con l’apertura della SS77 Civitanova è divenuta lo sbocco a mare di un’area di circa 10milioni di abitanti ed è in controtendenza rispetto alle Marche dove cala mercato immobiliare, occupazione e reddito, Civitanova invece regge e ha un’opportunità di ambire ad uno sviluppo diverso e stabile. Abbiamo effettuato 6 analisi di mercato, quello delle concessioni portuali, quello della nautica, del settore alberghiero  e della manutenzione delle grandi barche. Alla fine ne è nata un’ipotesi di richiesta di concessione a 90 anni. I primi 8 anni i costi superano i ricavi, dagli 8 ai 16 anni si equivalgono dopo di che dal 18esimo anno inizia la redditività». Sugli attori dell’operazione al momento Antonelli conferma che a condurre il progetto sono Eurobuilding e Harbours seppure sono stati contattati alcuni gruppi internazionali per gli hotel di lusso: «C’è spazio per tutti, ci sono fondi di investimento europei che su progetti come questi investirebbero volentieri, ma preferisco partner industriali e commerciali, i soldi che servono ce li mettiamo noi» ha aggiunto Antonelli. Le cifre al momento sono ancora vaghe (anche su numero di appartamenti, quanti metri quadrati etc), dal piano economico i costi si aggirano sui 145 milioni, mentre i ricavi attesi sono di poco inferiori ai 222 milioni.

eurobuilding-presentazione-progetto-7-325x230L’ITER AMMINISTRATIVO – Il procedimento porta il nome di legge 509 del 1997 o decreto Burlando. E il consulente Angelo Zerilli, ex capitano di vascello in congedo ne è stato relatore e la conosce nel dettaglio. In pratica tutto passa dalla Conferenza dei servizi e il progetto preliminare dovrà passare in consiglio comunale prima e superare, motivandole, le osservazioni che privati e aventi diritti e interessi potranno sottoporre. Della Conferenza dei servizi faranno parte tutti gli attori istituzionali coinvolti nel progetto: comune, Regione, Capitaneria di porto, demanio, dogana, Sovrintendenza, vigili del fuoco. Qualora poi il consiglio comunale non approvasse il progetto e la Regione invece sì, la pratica finirebbe nel tavolo del Ministero. «Tutto inizia con la pubblicazione del progetto  – spiega Zerilli – c’è la possibilità di presentare obiezioni. Il porto turistico è opera pubblica e anche se realizzata dal privato al termine della concessione viene incamerata dallo Stato. Questi aspetti sulle presenze attuali è importantissimo, ma la previsione normativa comporta la possibilità per ciascuno di presentare le proprie posizioni che saranno esaminate dalla Conferenza dei servizi, è un esame e progetto che va approvato dall’insieme delle amministrazioni che possono determinare un parere positivo o con prescrizioni. A quel punto la società che ha presentato richiesta può accoglierle o ritirarsi».

 

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Da sinistra Paolo Viola, Andrea Silipo, Umberto Antonelli, Angelo Zerilli e Alessandro Lattanzi

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