Ampliamento discarica di Cingoli,
residenti e aziende all’attacco:
doppio ricorso al Tar
RIFIUTI - Dodici residenti e sei aziende affilano le armi e impugnano gli atti che danno il via libera alla realizzazione del progetto

Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia
di Marco Pagliariccio
Doppio ricorso al Tar, uno da parte dei privati e uno da parte delle aziende, contro l’ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli, che ha avuto il via libera nelle scorse settimane dalla Provincia
A firmare il primo sono 12 residenti, il secondo sei tra aziende e associazioni, tutti insistenti nelle aree circostanti quella che sarà oggetto dei lavori di allargamento dell’impianto e tutti difesi da un pool di avvocati composto da Gianfranco Borgani, Alessandra Piccinini e Fabrizio Panzavuota.
I ricorsi chiamano in causa comune di Cingoli, Provincia, Regione, ministero della Cultura, Arpam, Ast, Vigili del fuoco, Ata, Aato, ovvero tutti i soggetti che hanno preso parte all’iter decisorio culminato nella conferenza dei servizi che ha dato il via libera definitivo al piano, ma anche il Cosmari (quale soggetto proponente il progetto) e i comuni di Montefano, Pollenza e Treia, che hanno visto i loro siti balzare ai primi posti della graduatoria per la realizzazione del futuro nuovo impianto provinciale.

L’avvocato Gianfranco Borgani
I ricorrenti, riuniti nel comitato Campagna Pulita, secondo quanto riportato nei ricorsi, avevano presentato numerose osservazioni e richieste di chiarimento nel corso del procedimento: sulle emissioni di Co2; sull’analisi costi-benefici e le alternative; sulla percettività visiva del progetto, con perizie e documentazione fotografica; osservazioni su diversi profili. Hanno rilevato, tra l’altro, la collocazione dell’intervento fuori dalla Macroarea di idoneità individuata dallo studio universitario del 2001, l’inosservanza della fascia di rispetto del torrente Pavanella e il contrasto tra le opere permanenti previste e la dichiarata temporaneità dell’ampliamento.
Le argomentazioni a sostegno dei due ricorsi, 18 in tutto, sono molto simili. Oltre alle violazioni di varie norme, l’espressione che ricorre più di frequente è quella che riguarda l’eccesso di potere, comune a tutti i provvedimenti impugnati, per contraddittorietà, illogicità manifesta, difetto di istruttoria, carenza di motivazione.
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La discarica serve ma nessuno la vuole allora signori che si fa’? Questo no quello no allora non si faccia più rifiuti della serie va bene tutto ma no a casa mia.