Ciclovia Adriatica, via Marco Polo
diventa strada urbana ciclabile
CIVITANOVA - Dalla mezzanotte entra in vigore la nuova circolazione in forma sperimentale. La strada sarà a doppio senso di marcia per le bici, divieto di transito per gli altri veicoli eccetto mezzi di soccorso, forze dell'ordine, disabili e residenti

Via Marco Polo
Ciclovia adriatica, a Fontespina parte la sperimentazione, via Marco Polo diventa strada urbana ciclabile “E-bis”. Il traffico è consentito solo a certe categorie di veicoli.
La novità è contenuta nell’ordinanza dirigenziale 80 del 17 luglio 2026, con cui il comune di Civitanova aggiorna la circolazione stradale per la realizzazione della ciclovia turistica Adriatica, il percorso ciclopedonale di circa 987 chilometri che collegherà Chioggia al Gargano attraversando sei regioni italiane, con le Marche capofila del progetto. Il provvedimento entra in vigore dalla mezzanotte di oggi.

Il tracciato della ciclovia adriatica a Fontespina per aggirare la statale 16
In attesa della realizzazione del nuovo sottopasso ciclopedonale che consentirà di superare la linea ferroviaria, il tracciato provvisorio della ciclovia nella zona nord passerà lungo via Carlo Alberto dalla Chiesa, la lottizzazione Belvedere e il tratto est di via Marco Polo. Le modifiche interesseranno il tratto di via Marco Polo compreso tra via Cristoforo Colombo (ex Statale 16) e via Bragadin. La strada sarà classificata come strada urbana ciclabile, con priorità per le biciclette (doppio senso di circolazione per le bici) e limite massimo di velocità fissato a 30 chilometri orari.

Via Marco Polo. Da domani transito consentito solo a residenti e mezzi di soccorso, forze dell’ordine e disabili
Questa mattina gli operai erano al lavoro per tinteggiare l’asfalto del classico colore turchese con il quale sono state dipinte tutte le ciclabili della città. L’ordinanza introduce in via sperimentale il divieto di transito alle auto, ad eccezione dei mezzi di soccorso, delle forze di polizia, dei veicoli al servizio di persone con disabilità muniti di regolare contrassegno e dei residenti nel tratto interessato. Su entrambi i lati della strada sarà vietata anche la fermata, mentre all’intersezione con via Bragadin sarà obbligatorio fermarsi e dare la precedenza. Le nuove disposizioni saranno adottate in via sperimentale per valutarne gli effetti sulla viabilità della zona. Il servizio segnaletica provvederà all’installazione della nuova cartellonistica, mentre i controlli sul rispetto delle norme saranno affidati agli organi di polizia stradale.
(l. b)
(foto Alessandro Panichelli)

Palesemente si vogliono creare sempre più problemi alle automobili, per creare una reazione alla quale proporre una soluzione… quale sarà questa soluzione?
Non mi sembra l’ideale far attraversare la statale adriatica dalla pista ciclabile, dobbiamo sempre aspettare qualche incidente?
…tranquillo, Domenico, che tra un po’, sono sicuro, per i residenti di Civitanova costruiranno dei bellissimi tunnel sotterranei (caldi d’inverno e freschi d’estate…), dove poter circolare senza pericoli e dove ci saranno parcheggi in abbondanza per tutti…siamo dentro al tunnel el el el… m.g. gv
E’ davvero un’opera straordinaria una pista ciclabile che procede a zig e zag che al sottopasso di Broccolo attraversa la Statale Adriatica, torna a farlo all’altezza dell’ingresso del Supermercato Si con Te e sara’costretta a farlo nuovamente prima delle tre case.
Evidentemente c’è stata una progettazione della rete viaria di Civitanova Marche lungimirante!
Certo, per far attraversare in sicurezza i pedoni e le bici facciamo tre ponti o scavi sotto la Statale, di cui uno all’altezza del ponte Broccolo, l’altra all’altezza di Si’ con Te ed il terzo prima delle tre case! Oppure in alternativa facciamo tre sopra elevate, intanto chi usa le piste ciclabili sono tutte persone agili!
Cosi’ facciamo tutti contenti!
Il “Bel Paese” soffre spesso di infrastrutture ciclabili inadeguate, realizzate senza una visione d’insieme o le necessarie competenze tecniche. Le principali criticità includono:
Interruzioni improvvise: Piste che finiscono nel nulla, costringendo i ciclisti a immettersi nel traffico pesante.
Promiscuità pericolosa: Percorsi pedonali e ciclabili mischiati, che creano inevitabili conflitti tra pedoni e bici.
Door-zone: Piste ciclabili disegnate troppo vicino ai parcheggi, con il rischio di essere colpiti dall’apertura improvvisa degli sportelli delle auto.
Ostacoli e interruzioni: Presenza di archetti, pali, cartelli o cordoli e frequenti interruzioni in corrispondenza dei passi carrabili che rendono il percorso a ostacoli.
Dimensioni non regolamentari: Corsie troppo strette che non rispettano le normative minime previste dal Codice.
Asfalto inadeguato e cantieri: Manutenzione scarsa con buche o radici affioranti, e frequente occupazione abusiva da parte di auto in sosta o veicoli in cantiere.
È possibile approfondire questi e altri difetti strutturali analizzando l’analisi critica pubblicata da Bikeitalia, https://www.bikeitalia.it/i-10-motivi-per-cui-in-italia-le-ciclabili-fanno-schifo/
La sperimentazione in via Marco Polo a Civitanova Marche trasforma un tratto della Ciclovia Adriatica in “strada urbana ciclabile” (E-bis), creando criticità legate all’eccessivo numero di deroghe al traffico veicolare e alla mancanza di separazione strutturale, secondo quanto riportato da Cronache Maceratesi. Il progetto rischia di generare caos burocratico e logistico, configurandosi più come una ZTL non presidiata che come una vera infrastruttura ciclabile sicura.
(Gemini AI)