Ospedale unico alla Pieve,
il Dipe dà parere positivo

MACERATA - Importante passo avanti verso la realizzazione della struttura. Oggi il Dipartimento della programmazione economica della presidenza del Consiglio dei ministri ha sostanzialmente approvato lo schema di realizzazione dell'opera. Soddisfazione in Regione: «Andiamo avanti»
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Il progetto dell’ospedale unico

 

di Luca Patrassi

Un importante passo in avanti, anche dal punto di vista formale del completamento dell’iter burocratico, è quello derivante dal parere – arrivato oggi pomeriggio – espresso dal Dipartimento della programmazione economica presso la presidenza del Consiglio dei ministri che sostanzialmente approva lo schema per la realizzazione del nuovo ospedale unico alla Pieve di Macerata. Un parere positivo con alcune indicazioni delle quali tener conto, iniziando dalla rivisitazione del piano finanziario alla luce degli strascichi economici che lascerà sui bilanci anche regionali l’emergenza Coronavirus. In sostanza il Dipe chiede di rivedere i termini economici del rapporto di concessione inizialmente sanciti con chi andrà a realizzare l’opera mentre riserve sono state espresse sul fatto che non ci sia (ancora) la proprietà dell’area sulla quale alla Pieve si andrà a realizzare la struttura ospedaliera. In ogni caso un parere largamente positivo accolto con soddisfazione in Regione: «Una notizia molto positiva quella che arriva dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, peraltro stiamo andando avanti nei tempi previsti pur nella difficoltà del momento. Andiamo avanti con l’ospedale di Macerata smentendo anche in questo caso le tante voci sollevate strumentalmente dall’opposizione. Rispondiamo con i fatti, con la concretezza». Quanto alla procedura per l’adozione della variante urbanistica, la pratica è in Provincia per l’esame finale prima del ritorno in Comune per il voto in Consiglio e per l’adozione finale. Poi la dichiarazione di pubblica utilità da parte della Regione e l’esproprio dell’area. Il tutto prima delle elezioni regionali (che sono state rinviate alla fine dell’anno) appunto per mettere in piedi una procedura che non possa essere cancellata dai nuovi amministratori.

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