La Diocesi chiude l’Anno pastorale:
«La vera grandezza è condividere»
ABBADIA DI FIASTRA - Parrocchie, oratori e uffici diocesani si sono ritrovati nel pomeriggio per un momento comunitario tra processione, testimonianze, podcast e la messa celebrata dal vescovo Marconi. Accolti anche i candidati ai ministeri del Lettorato e dell’Accolitato

Le realtà che compongono unità pastorali, parrocchie, oratori e uffici della Diocesi di Macerata si sono date appuntamento questo pomeriggio all’Abbadia di Fiastra per la chiusura dell’Anno Pastorale. Un passaggio importante, nel segno del cammino vissuto dalla Chiesa locale, che porta con sé le testimonianze significative del Giubileo della Speranza, conclusosi nel gennaio scorso, e gli auspici dell’Anno Santo della spiritualità francescana, attualmente in corso.

Diversi i momenti che hanno contraddistinto l’appuntamento. Prima il ritrovo per la processione nel territorio della riserva naturale, poi la realizzazione di un podcast dal vivo al Giardino dei Principi, con canti e testimonianze che hanno ripercorso alcune delle tappe più significative dell’ultimo anno pastorale: dal Giubileo dei giovani a Roma per l’Anno Santo della Speranza ai racconti legati alle opere di accoglienza e solidarietà portate avanti dalla Caritas diocesana, fino all’impegno missionario, ricordato in particolare nel 60esimo anniversario delle Missioni in Argentina.

Al termine del podcast, curato tra gli altri anche dalla pastorale giovanile, i fedeli si sono spostati all’interno dell’Abbadia per la Santa Messa celebrata dal vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi. Durante l’omelia, il vescovo ha richiamato le parole pronunciate pochi giorni fa da papa Leone alla chiusura dell’Assemblea dei Vescovi italiani.

«Il Papa ci esorta a purificare e correggere il nostro sguardo sul volto di Dio che cerchiamo di annunciare al mondo – ha detto il Vescovo -, rendendolo più evangelico, ponendo Cristo e Cristo crocifisso al centro della Trinità che ci rivela proprio questo messaggio di amore di Dio per l’uomo. Dio non è una solitudine eterna chiusa in sé stessa. Dio è comunione, relazione, dono reciproco».

Durante la celebrazione sono stati accolti anche i candidati al Ministero dei Lettori: Alessandra Campolo, Floriana Carletti, Monica Castellani, Roberto Delle Foglie, Francesco Paolo D’Onghia, Leila Giuggioloni, Paola Guardabassi, Alessandro Machella, Massimo Marinacci, Giovanni Piccinini, Gabriele Principi e Giovanni Wang.

Il Ministero dei Lettori è un ufficio liturgico della Chiesa cattolica. Il lettore ha un ruolo attivo e di grande responsabilità nella comunità per la proclamazione della Parola, la guida, la catechesi e l’animazione spirituale dei piccoli e degli adulti. Accolti anche i candidati all’Accolitato: Francesco Ansovini, Maurizio Canori, Stefano Coccia, Paolo Cotognini, Giuseppe Daniele, Giovanni Gentili, Elisabetta Marcolini, Enrico Melchiorri, Marco Perogio, Patrizia Prioretti e Gino Rosciani. L’Accolitato è invece un ministero istituito della Chiesa cattolica affidato ai laici per il servizio all’altare e l’aiuto ai sacerdoti o ai diaconi durante la liturgia.

Nella parte conclusiva dell’omelia, monsignor Marconi ha insistito sul significato concreto della fede trinitaria nella vita dei credenti. «Quale uomo nasce dalla fede nel Dio Trinità – si è chiesto ancora mons. Marconi – un uomo capace di amare, un uomo che non vive più per sé stesso. Un uomo che sa che la propria vita acquista significato quando diventa dono, offerta, servizio. Un uomo che, guardando Cristo crocifisso, impara che la vera grandezza non è possedere ma condividere, che la vera vittoria non è condannare ma salvare, che il vero potere non è dominare ma servire».
