Il ballottaggio si gioca anche nei commenti,
tutto il centrodestra scende in campo
sotto gli articoli di Cronache
ELEZIONI MACERATA - Dopo l’accordo tra Tittarelli e Romano Mari tantissimi interventi lunghi, argomentati, spesso firmati da esponenti politici della coalizione di Parcaroli a sostegno del candidato sindaco. Nel mirino la “corsa” al voto cattolico, il ruolo da vice promesso al presidente dell’Ordine dei medici e la tenuta del centrosinistra

Ex assessori in cerca di riconferma e aspiranti tali insieme a Sandro Parcaroli ieri hanno fatto campagna elettorale tra i negozi di corso Cairoli: quasi tutti i presenti in foto hanno commentato nelle ultime 24 ore l’articolo del candidato sindaco del centrodestra contro l’operazione Mari
di Leonardo Giorgi
C’è chi attacca i manifesti, chi cerca accordi davanti a un bicchiere di Prosecco, chi manda comunicati stampa giorno dopo giorno. E poi da qualche anno c’è la nuova frontiera, più economica e forse più efficace: fare campagna elettorale nei commenti di Cronache Maceratesi.
Il ballottaggio tra Sandro Parcaroli e Gianluca Tittarelli, dopo il primo turno chiuso dal sindaco uscente al 49,96%, a dieci voti dalla vittoria prima dei supplementari, si è ormai trasferito anche sotto i nostri articoli. Qui, tra un lettore indignato e un militante ispirato, si è accesso il dibattito. In particolare quasi tutti gli esponenti di punta del centrodestra hanno commentato l’articolo di Parcaroli contro l’operazione Mari (clicca qui per vedere tutti commenti).

La conferenza del centrosinistra di ieri con Romano Mari
Il tema caldo è l’accordo tra il centrosinistra e Romano Mari, indicato come vicesindaco in caso di vittoria di Tittarelli, mossa letta come tentativo di intercettare il voto cattolico e moderato. Un centrodestra che è stato “riunito”, nelle stesse ore, da un post di Andrea Marchiori, con una foto scattata in corso Cairoli e un attacco al centrosinistra, che sembra tra l’altro confermare Francesca D’Alessandro vice sindaca in caso di vittoria : «Ci viene naturale stare tra la gente, anche in campagna elettorale, in maniera semplice, direi “normale”; donne e uomini che credono nel progetto politico di Sandro Parcaroli. Per Tittarelli, invece, la normalità è andare a caccia di assessori e vice sindaci in cambio di consensi. Lecito, sia chiaro, ma una domanda si impone: la sinistra che a quattro ganasce si riempie la bocca di declinazioni al femminile la sindaca, la presidenta, l’assessora, non avrà neppure una vice… per incompetenza manifesta delle donne di sinistra, per scelta di convenienza, oppure per quale altra ragione?».

Barbara Antolini e Riccardo Sacchi (Forza Italia)
Poi, i commenti. Sotto l’articolo citato, più di 350 persone in totale, hanno scritto in difesa di uno o dell’altro candidato. I più numerosi sono stati sicuramente i protagonisti del centrodestra cittadino, ma anche qualcuno del centrosinistra si è fatto sentire. Barbara Antolini, coordinatrice provinciale di Forza Italia, con un intervento che sembra scritto più per una conferenza stampa che per una discussione tra lettori: «Caro Sandro – scrive Antolini – la fede, i valori e il mondo moderato meritano rispetto, non operazioni elettorali dell’ultima settimana. La credibilità si costruisce nel tempo, non con annunci improvvisi. I maceratesi sapranno valutare chi ha governato con coerenza e chi oggi cambia posizione per convenienza» E ancora: «Quando si nomina Berlusconi come fosse un insulto, si dimentica che milioni di italiani lo hanno votato per trent’anni e che è stato protagonista della storia politica del Paese. Ridurre tutto a una caricatura è più facile che confrontarsi con il tema posto da Parcaroli: i valori si vivono ogni giorno o si riscoprono soltanto a una settimana dal voto?» Infine, si parla di timori e paure, con una sorta di appello anche agli elettori dem: «A dire il vero, credo che la paura stia dalla parte di Tittarelli e della sinistra, non certo da quella di Parcaroli. Se così non fosse, non si spiegherebbe la corsa agli accordi e ai sostegni dell’ultima ora, compresa l’operazione Mari, arrivata proprio alla vigilia del voto. La vera domanda, però, è un’altra: in caso di vittoria, come farà Tittarelli a tenere insieme tutte le promesse e tutte le aspettative che sta creando? Come farà a distribuire assessorati e incarichi tra chi si è candidato, ci ha messo la faccia, ha lavorato per mesi, ha raccolto voti e si è misurato con gli elettori, e chi invece arriva all’ultimo momento senza essersi nemmeno candidato? Perché dopo gli annunci e le fotografie arriverà il momento delle scelte. E sarà interessante vedere come verranno premiati coloro che hanno lavorato sul campo rispetto a chi è salito sul carro soltanto all’ultimo minuto. Credo che anche molti elettori di centrosinistra oggi se lo stiano chiedendo».

Sandro Parcaroli con Simone Livi
Pierfrancesco Tasso (Fratelli d’Italia), tra i più votati nel centrodestra: «Invocare la Dottrina sociale della Chiesa durante la campagna elettorale e poi stringere accordi con chi rivendica il proprio ateismo militante e il proprio anticattolicesimo è un esercizio che richiede una notevole elasticità di principi. Evidentemente, per qualcuno, le poltrone riescono a unire molto più di quanto facciano i valori».
Riccardo Sacchi, Forza Italia, assessore uscente, sceglie invece la chiave del voto cattolico. Il commento riprende il concetto espresso da Parcaroli. «Il direttore del Valdichienti – scrive – e i suoi pensano forse di comprare crediti di cattolicesimo come si fa con le lavanderie a gettone o, per restare in tema, con i punti del supermercato. Ma la fede non funziona così. Non si diventa cattolici per apparentamento, per convenienza elettorale o per un accordo dell’ultima settimana. Il cattolicesimo, prima ancora che una parola da mettere sui manifesti, è uno stile di vita: sobrietà, rispetto, coerenza, attenzione agli ultimi, senso della comunità. Valori che non si acquistano al mercato del voto e non si esibiscono a comando quando servono due consensi in più. Parcaroli ha detto una cosa semplice e giusta: la fede non è una bandiera elettorale. E chi prova a trasformarla in merce di scambio dimostra solo di non averne capito né il senso né la profondità»
Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo uscente di Forza Italia, porta invece il dibattito sul terreno sportivo. Anzi, calcistico. Per lui il campo largo assomiglia a una sessione di mercato chiusa in extremis, con il rischio che il nuovo acquisto non trovi lo spogliatoio adatto: «Tutto quello che sta succedendo in questi giorni in casa Tittarelli mi ricorda tanto il calciomercato cioè l’insieme delle trattative contrattuali atte a definire il trasferimento di alcuni giocatori, e in questo caso si cerca di acquistare non un solo giocatore, bensì tutto ciò che questi si porta dietro. Ma il calciomercato ci insegna che a volte ciò che si sperava di ottenere ha portato all’effetto contrario, soprattutto se il subentrato si trova spaesato all’interno della squadra in si inserisce. E se non sbaglio il dottor Mari uomo di centro più che di sinistra, ha detto più volte che non si trova proprio a suo agio con chi appartiene all’estrema sinistra, e nella squadra di Tittarelli di sinistra c’è n’è talmente tanta che all’ultimo momento si sono accorti che forse un innesto si sarebbe dovuto fare. Innesto secondo me tardivo e mortificante; tardivo perché è frutto di un ripensamento dopo che la coalizione di centrosinistra aveva rifiutato di prendere in considerazione l’ingresso nel campo largo del dottor Mari. Mortificante per quest’ultimo soprattutto perché scelto per convenienza e non per convinzione. Ma mortificante anche per Tittarelli che ha dovuto ammettere di aver bisogno di una stampella per poter sperare di camminare. Stia attenti Tittarelli perché ciò che è accaduto con il secondo governo Prodi nel 2006 dovrebbe insegnargli qualcosa: non è durato più i due anni, finendo spesso per dipendere da defezioni estemporanee nelle altrui fila».
Nel coro entra anche Guido Garufi (Noi Moderati). Il suo commento parte dall’intervento di Antolini e allarga il campo dalla politica comunale alla geopolitica: «Condivido l’argomentazione di Barbara Antolini. Mi permetto di aggiungere un riflessione poiché ben conosco, per averla letta e studiata, la Dottrina sociale della Chiesa. Questo è quanto penso: da oltre trenta anni il nuovo soggetto politico è il Mercato (e le leggi che lo guidano o teleguidano). Il capitalismo è senza volto giacché è la finanza il Dogma. In questa società “liquida” il Sistema ha “depresso” i Partiti, sia a destra che a sinistra, devitalizzandoli. Nella “narrazione” Putin è diventato Hitler, in America i miliardari sono filantropi, in Russia oligarchi o licantropi. Il gas russo che ci costa molto di meno è “cattivo”, non il gas, è cattivo perché Putin è cattivo. Basta con queste fiabe e questi like e specchietti per le allodole. Occorre un politica che abbia un pensiero e occorre che i pensieri siano diversi, radicalmente però».
Arriva anche Simone Livi, ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia: «La coerenza della sinistra è pari a zero. Comunque state tranquilli perché in questo caso la “pezza è peggio del buco”. Macerata vuole continuare a crescere con Sandro Parcaroli sindaco».
Romina Leombruni (Fratelli d’Italia) torna al cuore della polemica: vice, assessorati e voto cattolico. «Vicesindaco e assessorati già assegnati. Non un progetto per Macerata: una spartizione di poltrone. E poi si cerca un cattolico per prendere i voti dei cattolici. Peccato che nella stessa coalizione ci siano forze che con il mondo cattolico hanno poco da spartire anzi, qualcosa da sbeffeggiare. Come si tengono insieme queste due anime? Chi ha valori veri non li tira fuori sei giorni prima del voto. Li porta con sé ogni giorno».
Ma in supporto di Parcaroli anche gli incitamenti di Lorella Benedetti, Andrea Blarasin e Alberto Tombesi (Fratelli d’Italia), Deborah Pantana (Macerata Unica), Tommaso Lorenzini (Lega), Sabrina De Padova e Paolo Perini (Forza Italia) oltre ad Andrea Marchiori (Lega), tra i più attivi. Scusate se qualcuno non è stato citato ma eravate veramente in tanti.

Il post di Marco Caldarelli
Infine c’è chi ironizza sulla “caccia” al voto religioso di Tittarelli e sugli accordi con Mari e Sigona. Marco Caldarelli (Udc) sulla sua pagina Facebook scomoda il Dalai Lama e scrive: «Ultim’ora! Nuova proposta di assessore all’urbanistica del fronte progressista: bisogna scalare il voto buddista».






































In effetti nella sezione commenti di CM pratichiamo un’ottima terapia di gruppo.