Radiologia interventistica,
l’Asur la assegna a Macerata
e passa la palla alla Regione

SANITA' - I vertici dell'azienda hanno sottoscritto il documento che riorganizza i reparti. Manca la valutazione di palazzo Raffaello sulla compatibilità con le linee imposte dal decreto 70. Passaggio fondamentale la firma sul bando per il primario atteso da più di due anni
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Da sinistra il governatore Luca Ceriscioli e il direttore Asur Alessandro Marini

Da sinistra il governatore Luca Ceriscioli e il direttore Asur Alessandro Marini

 

di Federica Nardi

Carta canta e Radiologia interventistica va a Macerata ma serve l’ok della Regione. È di oggi la firma dei vertici Asur che riassegna reparti e ruoli nelle cinque Aree vaste delle Marche e che ha in parte accolto le richieste dei sindaci sulla ridefinizione dell’organizzazione sanitaria in provincia. Ma se è vero che il reparto compare nell’elenco dopo la battaglia tutta maceratese per chiedere quello che la legge stabiliva già due anni fa, nel documento si legge anche che «la relativa attivazione è rinviata». Il motivo: bisogna essere coerenti con le linee imposte dal decreto 70, cioè quello che dice che a ogni servizio deve corrispondere un adeguato numero di persone che nel reparto si vanno a curare. Nonostante in quel decreto non ci sia alcun riferimento a radiologia interventistica, come ha ripetuto più volte il sindaco del capoluogo Romano Carancini. 

L'ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata

Ora, si legge nel provvedimento, spetta alla Regione l’ultima parola su un servizio che aspira a essere fiore all’occhiello della sanità maceratese. E se non arriverà la firma del direttore di Area vasta Alessandro Maccioni per il bando del primario, l’unità operativa complessa (nome tecnico con cui si indicano i reparti), rischia di nuovo lo stallo, riportando la situazione alla stessa di due anni fa. Quando il reparto compariva nelle decisioni della Regione ma la firma per il primario si faceva (e ancora si fa) attendere. Il documento firmato oggi dall’Asur è in ogni caso un passo fondamentale per dare seguito alla riforma imposta dalla spending review del 2012 e per dare certezze a ruoli e competenze all’interno degli ospedali marchigiani e della provincia, anche se dal documento resta fuori l’organizzazione delle professioni sanitarie, «rinviata a successiva determina». Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare anche l’atteso bando per individuare un direttore sanitario unico per gli ospedali di Macerata, Civitanova e San Severino, che al momento ne hanno uno a testa.



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