Pazienti come burattini
per favorire politici d’occasione

SANITA' - Il trasferimento a San Severino di Oculistica, centro di eccellenza prima a Macerata. Frammentate prestazioni, clientela e giustizia per la salute
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Donatella Donati

 

di Donatella Donati

Può la politica programmare le scelte dei cittadini e costringerli a vagare da un ospedale all’altro tanto che devono muoversi come burattini e ricevere prestazioni da burattinaio?

Si possono far affluire ad un presunto Centro di eccellenza anche da oltre regione pazienti che desiderano essere operati a Macerata, storico luogo di formazione per oculisti, quelli sì di eccellenza: Borgioli, Dichiara, Lambertuci, Corradini che all’interno di quella struttura si sono formati, hanno operato e hanno formato una scuola. Oggi tutti a San Severino centro di eccellenza dichiarato tale dalla regione con la carta bollata senza più finanziamenti e, quanto all’eccellenza , come risultati tutti da verificare. I poveri ipovedenti vengono messi in lunghe file d’attesa mentre a Macerata è disponibile un equipe medica che deve alzarsi pure di notte per raggiungerete San Severino e affrontare i casi difficili. L’errore è quello di aver affidato ad uno stesso primario tre centri oculistici frammentando prestazioni, clientela e giustizia per la salute. L’ho sentita con le mie orecchie una richiesta e quindi posso ovunque testimoniarla. La richiesta di un cittadino del numero telefonico di chi aveva operato agli occhi la madre. Parlava da una clinica privata e per un quarto d’ora ha dovuto dibattere con l’impiegata per ottenere quel numero a causa delle condizioni precarie del occhio operato della madre. Alla fine, “col fucile puntato contro” l’impiegata ha dovuto cedere e fornire il numero.
Dove operano gli “eccellenti ” chirurghi della nostra maledetta Asur? Quando sono reperibili e come continuano a seguire i loro malati? Io ho cominciato ad essere seguita per la mia maculopatia all’ospedale del Sacro Cuore di Negrar dove operava la famosa Grazia Pertile. Ho trovato la stessa professionalità e le stesse procedure di garanzia dell’igiene e della cura nel reparto oculistico di Macerata e lo stesso impegno di seguire nel corso degli anni un caso abbastanza difficile. Perché dunque non dare il timbro burocratico dell’eccellenza ai luoghi dove veramente c’è eccellenza ? Perché favorire politici d’occasione destinati a trovarsi un lavoro quando non saranno più favoriti dal minuscolo dio che li protegge? Perché non ridare alla città candidata ad essere capitale mondiale della cultura tutte le istituzioni che l’hanno fatta tale?

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