Sanità, Cacciolari:
“Come non sostenere Roberto”

L'esponente di Forza Italia a fianco della battaglia di Pioli in sciopero della fame da ieri in difesa del punto nascita di San Severino
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Barbara Cacciolari con Roberto Pioli

Barbara Cacciolari con Roberto Pioli

“Una grande battaglia per il bene di tutti”. Barbara Cacciolari di Forza Italia si schiera a fianco di Roberto Pioli che ha iniziato unio sciopero della fame contro la chiusura del punto nascita di San Severino (leggi). L’esponente forzista definisce quella di Roberto una scelta delicata ma allo stesso tempo molto coraggiosa: “Il suo dissenso è anche il nostro, quando ci siamo sentiti telefonicamente non ho esitato a sostenerlo perchè la sua protesta non appartiene ad un comune ma appartiene all’intero territorio della nostra provincia.Nei giorni scorsi, già il senatore Ceroni, nostro coordinatore regionale, in una sua nota aveva invitato il presidente Ceriscioli ad ascoltare i territori ed assegnare la delega (leggi l’articolo), sottolineando come le scelte intraprese abbiano creato un tale subbuglio da far protestare sindaci, operatori e organizzazioni sindacali, ma soprattutto i cittadini, la vera parte lesa in tutta la questione sanitaria”

sciopero_fame_foto_gruppo (2)Cacciolari ricorda il documento sottoscritto da 55 sindaci del Pesarese su 60 che chiede un passo indietro al presidente Ceriscioli, e la denuncia alla procura da parte del sindaco di Cagli che ha provocato  l’autorizzazione ad assumere personale medico a tempo pieno: “Mi chiedo se questo atteggiamento di stop and go, non manifesti in realtà una mancanza di visione programmatica e strutturale della riforma sanitaria. Nella nostra Area vasta 3 si chiudono i pronto soccorso, si chiudono i presidi dei medici di guardia nelle aree interne, viene tolto il medico a bordo H24, si chiudono i reparti nascita, si chiude il reparto di chirurgia dell’ospedale di Recanati con tremila interventi l’anno, gli ospedali che dovevano diventare Case della Salute alla fine diventano Ospedali di Comunità, vengono tolti i reparti e gli ambulatori, anche perchè l’applicazione della delibera prevede l’accordo con i medici di base che non è mai stato fatto. Si vuole potenziare l’Ospedale di Macerata ma, il reparto nascite sarà operativo forse nel 2017 e solo pensando ai parcheggi ha un enorme handicap ricettivo. La politica del presidente Ceriscioli vuole sostenere lo sviluppo solo dell’area costiera, dimenticando i territori interni, ma soprattutto calpestando il diritto sacrosanto alla salute dei cittadini. La gestione della sanità significa gestire il potere e non ci si può far sfuggire di mano il controllo di un bilancio che sfiora i 3 miliardi di euro, impiega 22 mila unità lavorative e rappresenta più  dell’80% del bilancio totale regionale.  La salute e la sua tutela non possono essere strumento di esercito di potere, ritengo morale e doveroso un ravvedimento dell’intera situazione ritirando le determine in questione e procedendo con un riassetto della sanità congiuntamente a tavoli tecnici condivisi con i sindaci dei territori interessati.”

 

 



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