I 5 Stelle accusano Ceriscioli:
“Campagna finanziata dalla sanità privata”
Il governatore: “Sono solo 16mila euro”

REGIONE - I grillini di Fabriano fanno girare i dati sulle imprese che hanno contribuito alla candidatura lasciando intendere una causalità con la riforma sanitaria. Tra questi il Santo Stefano, Villa Pini e Sanatrix. Il deputato Cecconi: "Si dimetta dal ruolo di assessore"
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Il governatore Luca Ceriscioli

Il governatore Luca Ceriscioli

 

di Monia Orazi

Finanziamenti dalla sanità privata convenzionata con il servizio sanitario nazionale, alla campagna elettorale del presidente della Regione Luca Ceriscioli. Il Movimento 5 Stelle di Fabriano punta il dito sul governatore. Il deputato grillino pesarese Andrea Cecconi accusa: «Non sorprende che Ceriscioli sia così apertamente a favore della sanità privata. Sarebbe, però, bene che ricordasse quale sia il ruolo dell’assessore alla sanità e si decidesse a dimettersi da quella carica». Da parte sua Ceriscioli respinge ogni accusa: «Posso solo ringraziare quelle imprese che in modo trasparente mi hanno sostenuto con il frutto del loro lavoro».

SANATRIX, VILLA PINI E SANTO STEFANO TRA I FINANZIATORI – Il Movimento 5 Stelle di Fabriano ha pubblicato il resoconto dei finanziamenti ricevuti, disponibile da diverso tempo, anche sul sito del consiglio regionale. Scorrendo l’elenco si scopre che Ceriscioli ha ricevuto 1.500 euro dalla casa di cura privata Marchetti di Macerata, 2mila euro dalla Sanatrix, società che gestisce la clinica privata Villa dei Pini di Civitanova, 4 mila euro dall’istituto di riabilitazione Santo Stefano di Potenza Picena che ne ha versati altri 2mila per la campagna elettorale del consigliere regionale Pd Francesco Micucci di Civitanova. Dal mondo delle analisi cliniche private sono andati a Ceriscioli 900 euro complessivi (150 ciascuno) da laboratori analisi Scorcelletti di Senigallia, Salus di Macerata, Clini Test di San Benedetto, dottor Marte Cardinali di Pesaro, Ab di Ancona, Lab 3 di Falconara, mentre il laboratorio di analisi di San Benedetto “Dottor Fioroni” ha contribuito con mille euro. Altri mille euro sono stati versati dalla Nanni Srl che gestisce una serie di studi e cliniche odontoiatriche tra Marche ed Umbria. Presto il Santo Stefano avrà una nuova sede nell’ex ospedale di Camerino, ristrutturato con i fondi post-sisma, con il presidente Ceriscioli che ha compiuto un sopralluogo nel cantiere circa un mese fa (leggi l’articolo). “Analizzando i nomi dei finanziatori della campagna elettorale di Ceriscioli si trovano informazioni interessanti – scrivono i grillini fabrianesi – oltre alle strutture sanitarie private ci sono anche società di costruzione e ingegneria. Visti i numerosi progetti messi in campo per la realizzazione di nuove strutture ospedaliere (ospedale unico di Pesaro, ospedale Unico di Fermo, ospedale ad Ancona, ospedale unico di Macerata) e di infrastrutture, sarà importante tenere questi nomi sotto osservazione”.

L'ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata

Ceriscioli ha dichiarato 44.250 euro di entrate. I contributi maggiori li ha presi dal consorzio di imprese “Italia Impresa” di San Benedetto che si occupa di internazionalizzazione e promozione sui mercati stranieri (5 mila euro), Namirial di Senigallia società di software per computer (5 mila), Renco di Pesaro del settore logistico per estrazione di gas e petrolio (sistemi di stoccaggio e distribuzione, metanodotti ecc) oltre che impegnata nel settore delle costruzioni e del turismo (5 mila). La Renco controlla la Tolfa Care, che gestisce una residenza per anziani in provincia di Roma. Altri 5 mila euro sono stati donati dalla Lancia srl impresa edile di Pergola, 2 mila e 500 euro dalla Cilento Ingegneria di Roma che ha al suo attivo numerose progettazioni esecutive ed incarichi in appalti Anas di autostrade ed altro, altri mille euro dallo studio legale Alessi e Petrelli di Pesaro, 500 euro da un concessionario di Pesaro per la fornitura di un’auto. Unico contributo personale superiore a 5 mila euro quello del fermano Umberto Simoni, titolare della Consulchimica ambiente, laboratorio di analisi chimiche e batteriologiche con sede a Civitanova (5 mila 150 euro). Esaminando le dichiarazioni dei contributi elettorali degli altri consiglieri la sanità privata finanzia anche l’ex sindaco di Ascoli Piero Celani, eletto nelle fila di Forza Italia, con 500 euro donati dalla casa di cura Villa San Marco di Ascoli Piceno, convenzionata con il servizio sanitario nazionale. L’Acom servizi di Montecosaro, produttrice di farmaci per terapie oncologiche ha finanziato con mille e 500 euro la campagna elettorale dell’assessore regionale Fabrizio Cesetti, un’azienda farmaceutica di Fossombrone la Laboratori Dottor Ermann ha versato 500 euro al vicepresidente del consiglio regionale Renato Claudio Minardi del Pd.

CERISCIOLI: “ORGOGLIOSO DEI MIEI FINANZIATORI – “Sono orgoglioso di avere tra i finanziatori della mia campagna elettorale aziende come la Renco che portano il nome delle Marche nel mondo”. Risponde così il presidente Ceriscioli alle accuse dei 5Stelle e aggiunge: “Posso solo ringraziare quelle imprese che in modo trasparente mi hanno sostenuto con il frutto del loro lavoro. Venti aziende hanno contribuito alla mia candidatura, in tutto con 40 mila euro. Di questi, 16 mila euro fanno capo a 12 imprese del settore sanitario. E’ evidente che solo chi ha una visione ottusa e strumentale della politica può leggere un qualsivoglia condizionamento in tutto questo. Invece di gettare fango su aziende oneste che danno lavoro, farebbero bene a gioire, visto che ancora non ho sentito farlo ad alcuno, per i 21 milioni di euro in più che la Regione riceverà dallo Stato per i servizi sanitari, portando i trasferimenti complessivi a 2 miliardi 824 milioni per il comparto”.

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi

IL DEPUTATO CECCONI DEL M5S: “CERISCIOLI SI DIMETTA” – Sui finanziamenti della sanità privata a Ceriscioli, interviene anche il deputato pesarese del Movimento 5 Stelle Andrea Cecconi. “Scorrendo in rassegna i fondi ricevuti dall’assessore alla sanità ad interim, si rimane subito colpiti da un dato: dei quasi 40.000 euro racconti dal presidente per la propria campagna elettorale, quasi il 40% proviene dalla sanità privata”, scrive Cecconi, “istituti riabilitativi, laboratori privati, cliniche e case di cura si sono uniti per finanziare l’ascesa del Govenatore che, una volta eletto, ha pensato bene di tenersi l’assessorato alla sanità, forse per essere certo di poter ridistribuire i favori ricevuti”. Nel mirino di Cecconi non soltanto i fondi donati dalla sanità privata: “Nell’elenco, oltre a Cilento Ingengeria, ditta che si occupa di infrastrutture stradali, e Namiral, che, invece si occupa di piattaforme informatiche e gestionali, che siamo certi verranno ricompensate a dovere, compare anche Renco, società di ingegneria di spicco del panorama pesarese, che opera essenzialmente all’estero, ha un ramo di azienda che si chiama Renco Health Care, che si occupa, niente meno che di residenze sanitarie, aggiungendola al computo delle aziende sanitarie private che hanno finanziato Ceriscioli, si raggiungerà la quota del 52% dell’intera campagna”. Aggiunge il parlamentare sulla Renco: “Oltre a comparire nell’inchiesta per i fondi neri a Finmeccanica, è anche coinvolta nell’inchiesta Mafia Capitale, sia perché parte della galassia di società controllate dalla holding di Buzzi, la Sarim Immobiliare s.r.l., sia per le quote della cooperativa Tolfa Care”. Cecconi spiega così le scelte regionali: “Alla luce di tutto ciò non sorprende che Ceriscioli sia così apertamente a favore della sanità privata. Sarebbe, però, bene che ricordasse quale sia il ruolo dell’assessore alla sanità e si decidesse a dimettersi da quella carica. Sono in arrivo 2 miliardi e 800 milioni di finanziamento per la sanità marchigiana. Quasi 3 miliardi di soldi dei cittadini che vanno gestiti e indirizzati all’efficientemento del settore pubblico e non semplicemente usati per ricambiare i favori elettorali e mettere in piedi un impero sanitario privato”. Il deputato denuncia il taglio dei servizi sanitari. “La nostra regione continua a subire la riduzione dei servizi sanitari in maniera totalmente arbitraria, basti pensare alla chiusura dei punti nascita e degli ospedali dell’entroterra, e tutto viene gestito con superficialità e senza alcuna attenzione.” Elenca il parlamentare “Ma vi è di più: gli autisti di ambulanze non percepiscono lo stipendio da oltre 6 mesi e lo stallo è dovuto al blocco dei pagamenti da parte della Regione, mentre vi sono una serie di reparti che continuano a funzionare, o meglio a sopravvivere, con un organico cronicamente sotto numerato, che, Dio non voglia, non avrebbero alcuna capacità di fronteggiare una qualsiasi emergenza.”

INTEGRAZIONE PUBBLICO-PRIVATO, UN SEMINARIO DELLA FONAZIONE CARISJ – Si parlerà di “Integrazione pubblico-privato in sanità: realtà e prospettive nelle Marche” giovedì prossimo 11 febbraio alle 17.30 a Jesi, nellaa sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nell’ambito del ciclo di seminari Incontri in Fondazione. L’obiettivo è quello di approfondire i possibili futuri scenari della collaborazione fra pubblico e privato in campo sanitario, con due importanti attori del settore, relatori il dottor Alessandro Marini direttore generale Asur Marche ed il dottor Enrico Brizioli amministratore delegato del gruppo Santo Stefano.

FOCUS SULLE CLINICHE PRIVATE CONVENZIONATE – Risale allo scorso 15 luglio la delibera 559 della giunta regionale che ha dato il via alla riorganizzazione delle cliniche private, in vista delle scadenze imposte dalla normativa nazionale (il decreto ministeriale 70 del 2015 sui requisiti dell’assistenza ospedaliera) che dal primo gennaio del 2017 vieta di sottoscrivere contratti con strutture che abbiano meno di 60 posti letto. Sono otto le cliniche multispecialistiche della Regione aderenti all’Aiop (Associazione italiana ospitalità privata) tra cui due in provincia di Macerata, Casa di Cura Marchetti di Macerata con 25 posti letto per acuti, Villa Pini di Civitanova con 91 posti letto per acuti e 18 di lungodegenza riabilitazione. La delibera ha previsto che le cliniche si consorzieranno tra loro, sotto forma di reti di impresa, strutturate a seconda dell’area vasta, per raggiungere il numero di posti letto necessari secondo la legge nelle cinque cliniche con più di 40 posti letto ci saranno aumenti per raggiungere i sessanta per acuti previsti. In provincia di Macerata è prevista la riconversione per la casa di cura Marchetti, che diventerà una struttura senza posti letto per acuti, ma con una cinquantina di posti letto di lungodegenza, legata alla residenzialità e servizi post acuzie, oltre all’aumento sino a 95 dei posti letto a Villa Pini per acuti, e fino a 24 per l’altra tipologia.



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