Pneumologia in affanno
I dipendenti del reparto: “Gigliucci
venga a vedere in che condizioni siamo”

MACERATA - E' emergenza personale all'ospedale. Infermieri e oss lanciano un appello al direttore dell'Area Vasta 3
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DSCN0231di Marco Ribechi

Un reparto in emergenza di personale da oltre 10 anni. Questa la situazione a Pneumologia e Area Critica dell’ospedale di Macerata. A porre la questione in evidenza è la totalità degli infermieri e degli operatori socio sanitari (oss) attivi nel reparto, ormai stremati da una turnazione insostenibile. Il personale si appella a Pierluigi Gigliucci, direttore dell’Area Vasta 3, chiedendo un intervento urgente per garantire il numero minimo dei dipendenti necessari al mantenimento del servizio. Il reparto ha bisogno di cinque nuovi infermieri di ruolo da aggiungere ai 19 già presenti sulla base di un calcolo non arbitrario ma legato al numero delle ore di assistenza al paziente. Ogni infermiere mancante determina per il personale un monte di ore straordinarie che in alcuni casi ha raggiunto dei numeri elevati.

DSCN0232«Il reparto è di estrema importanza ed è l’unico di tutta la regione che prevede la presenza di una semi-intensiva respiratoria – afferma Lorella Rastelli caposala di pneumologia e area critica – questo significa che abbiamo dei pazienti in condizioni critiche non sedati. Questi pazienti sono i più delicati e imprevedibili per questo è necessario assicurare la presenza del numero necessario di infermieri poiché ad esempio è complicatissimo affrontare più emergenze contemporaneamente. Finora il personale non ha mai abbassato il livello di guardia e assistenza, dimostrando una professionalità e una passione veramente ammirevole, però siamo arrivati ad un livello di sconforto e di stress tale che rende la situazione non più sostenibile». Il reparto offre un servizio fondamentale da vari punti di vista. Per il trattamento del malato si prestano delle cure poco invasive che non aggiungono ulteriori sofferenze al paziente. Da un punto di vista economico permette un risparmio notevole sui costi di ospedalizzazione. Se per una giornata di rianimazione i costi si aggirano tra i 1.500 e 2mila euro al giorno, stando al personale in Area Critica i costi si dimezzano con un notevole risparmio per tutto il circuito ospedaliero. «Il reparto è sempre stato in queste condizioni – afferma una delle infermiere – sin dall’apertura, circa 10 ani fa, il personale è stato calcolato su un monte ore inferiore a quello reale, questo probabilmente perché rappresentava una novità e non si poteva presupporre la situazione attuale. Ora però è necessario adeguarsi a quello che impongono le regole, assumendo il personale mancante nel numero minimo di 5 infermieri che dovranno poi entrare a far parte del personale di ruolo e non essere dirottati in altri reparti come è successo in passato». Gli infermieri rivolgono questo appello al direttore Pierluigi Gigliucci invitandolo anche ad andarli a trovare in reparto e ascoltare di persona tutte le situazioni critiche che sono costretti ad affrontare quotidianamente per carenza del numero minimo di personale.

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