Il futuro dell’ospedale di Macerata
tra criticità, polemiche
e 7 mila firme di cittadini

Diverse realtà a confronto durante l'assemblea promossa da comitato Anna Menghi, Lista Ballesi e Macerata è nel cuore. In attesa dell'inaugurazione dell'hospice il 20 dicembre, cittadini, politici e operatori hanno presentato le criticità della sanità locale
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Giorgio Ballesi, Anna Menghi. Americo Sbriccoli, Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni all’incontro sulla sanità maceratese alla sede di Idea 88

di Claudio Ricci

Tempo di rinnovamento per la sanità maceratese. Si susseguono annunci più o meno ufficiali sulle prossime inaugurazioni dei nuovi servizi dell’ospedale del capoluogo. Nell’immediato il taglio del nastro il prossimo 20 dicembre del nuovo reparto Hospice dell’ospedale di Macerata. Nel frattempo continuano i lavori per l’ampliamento del pronto soccorso e per il trasferimento degli uffici del Cup (leggi l’articolo). Senza trascurare l’h24 dell’Emodinamica che secondo i pronostici dovrebbe essere attivo per l’inizio di febbraio. Molti appuntamenti che suscitano però perplessità soprattutto in periodo di campagne elettorali.

La candidata alle comunali Deborah Pantana è intervenuta all'incontro promosso dalle liste civiche maceratesi

La candidata alle comunali Deborah Pantana è intervenuta all’incontro promosso dalle liste civiche maceratesi

Dubbi emersi anche all’incontro su criticità e prospettive della sanità maceratese organizzato dai consiglieri comunali delle liste civiche Comitato Anna Menghi, Macerata è nel Cuore e Lista Ballesi nella sede dell’associazione Idea 88 in via Panfilo a Macerata. Al dibattito, a cui si è presentata a sorpresa anche la candidata alle prossime comunali Deborah Pantana (leggi l’articolo) sono intervenuti Americo Sbriccoli che va verso la riconferma alla presidenza dell’ordine dei medici di Macerata (leggi l’articolo) e la vice presidente del collegio Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia) Gabriella Repupilli. «Molti sono i problemi ad oggi per il nostro ospedale –  ha detto Anna Menghi – la voce sanità nel bilancio regionale occupa uno spazio predominante e proprio adesso bisogna esercitare pressione sui vertici politici e amministrativi per ottenere risorse necessarie per l’ospedale di Macerata, punto di riferimento per l’intera provincia. Occorre che i cittadini tornino a pensare all’ospedale come un bene di tutti ed è per questo che oggi lanciamo un’idea: un sondaggio pubblico per dare un nome al nostro ospedale. Una mancanza di identità oggi non più tollerabile che dobbiamo sbloccare».

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La vice presidente del collegio Ipasvi Gabriella Repupilli

Sferzante l’analisi di Giorgio Ballesi. «Qui non si tratta di fare una battaglia contro gli altri poli della regione – ha detto – ma per tutelare il nostro ospedale che ci si aspettava potesse essere maggiormente tenuto in considerazione dai massimi vertici della sanità regionale al momento tutti maceratesi. Per entrare nella stanza dei bottoni occorre però schivare le facili seduzioni dei movimenti popolari e cercare di praticare la politica nella sua forma più alta». Denominatore comune a tutti gli interventi, compresi quelli di infermieri  e rappresentanti di associazioni cittadine- tra i contributi anche quello di Zelinda Piccioni, coordinatrice di Cittadinanza Attiva- il bisogno di conoscere l’ entità delle risorse e la modalità di ripartizione delle stesse per le  singole aree vaste.
«Il problema oggi riguarda la centralità – ha approfondito Sbriccoli – L’ospedale di Macerata rappresenta ancora un’eccellenza ma ha perso centralità nel territorio. Occorre potenziare i servizi, retribuire il personale medico e sanitario con stipendi adeguati e garantire strutture ed attrezzature sempre all’avanguardia». Più scettici gli infermieri, in quotidiano contatto con i problemi di corsia.

liste civiche sanità«Le risorse ci sono perchè, quando i politici vogliono, queste vengono stanziate – si sfoga l’infermiera Emanuela Speranza, in servizio a reparto di Radiologia dell’ospedale di Macerata – . C’ è il blocco del turn over, con personale che pur avendo maturato l’età non può pensionarsi  e giovani qualificati in attesa di poter lavorare. I turni sono diventati estenuanti. Inoltre i  livelli di igiene a volte non sono garantiti. Ad esempio per la ritinteggiatura di un reparto occorre aspettare anche dieci anni, quando al massimo andrebbe rifatta ogni tre».
Criticità appunto, che i civici voglio sanare nel più breve tempo possibile, forti di quasi 7mila firme raccolte (al momento) con una campagna sul territorio e online (leggi l’articolo). «Vedere persone anziane che si fanno accompagnare ai nostri banchetti per apporre una firma di sostegno alla nostra campagna – riferisce Francesca D’Alessandro di Macerata è nel Cuore –  è per noi una forte motivazione che ci spinge ad andare avanti su questa strada». «L’obiettivo non è più mantenere – incalza il collega di lista Fabrizio Nascimbeni- ma potenziare. Tra le carenze da colmare, l’immediata predisposizione di una stroke unit, unità per urgenza da ictus. In certi casi la velocità di intervento è fondamentale e non è pensabile che un’eccellenza come Macerata non disponga di un tale servizio con utenti costretti a recarsi all’ unità più vicina all’ ospedale di Jesi».

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