Trasferimento di oculistica, Anna Menghi:
“E’ solo la punta dell’iceberg”

MACERATA - I dipendenti sono stati annunciati dello smantellamento. La consigliera comunale ricorda l'ordine del giorno approvato all'unanimità per chiedere il mantenimento delle specialità. Interviene anche Marina Santucci: "la politica e i vertici della Asur tacciono, lasciando che voci allarmate passino per i corridoi"
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Anna Menghi

Anna Menghi

di Claudio Ricci

Non tardano ad arrivare le reazioni di società civile e parte della politica cittadina sul presunto trasferimento dell’unità operativa di oculistica dal presidio Maceratese all’ospedale di San Severino. All’indomani delle indiscrezioni secondo cui i dipendenti sarebbero già stati avvisati dello spostamento dell’attività chirurgica al Bartolomeo Eustachio (leggi l’articolo) la consigliera comunale Anna Menghi interviene ricordando l’ ordine del giorno del consiglio comunale sulla sanità dello scorso 7  luglio, con cui si cercava di arginare i possibili effetti negativi per il polo maceratese a causa del piano di riforma della sanità regionale.  Nell’atto presentato dalla Menghi e da altri consiglieri di maggioranza e minoranza e votato all’unanimità si invitava il sindaco, Romano Carancini, ad intercedere presso il presidente della regione Gian Mario Spacca affinchè venisse garantito il mantenimento di tutte le attuali specialità (posti letto e reperibilità) dell’ospedale di Macerata, a far riportare il laboratorio di batteriologia momentaneamente trasferito a Civitanova dopo l’incendio dell’aprile scorso (leggi l’articolo) e ad aumentare gli orari di copertura del servizio di Emodinamica fino a garantire un servizio h 24. «Oculistica è solo la punta dell’iceberg – commenta la Menghi –

L'ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata è in grandissima difficoltà per tutta una serie di criticità. Un degrado che si può ricondurre ad una quindicina di anni fa con la costituzione dell’Asur. Con quella riforma ente si sono via via favorite altre strutture (basti pensare che l’ospedale di Torrette è diventato un vero e proprio paese) a scapito proprio del nostro polo ospedaliero. Il trasferimento di Oculistica fa parte di un piano più ampio di smantellamento che è in atto da anni». Dunque la sensibilità di alcuni politici,  presagendo eventuali detrazioni ai danni del polo provinciale, aveva in un certo senso preso precauzioni, dando seguito ad un altro ordine del giorno, relativo alla sanità maceratese del consiglio comunale del 24 aprile in cui lo stesso Sindaco si impegnava a mantenere e potenziare la centralità dell’ospedale di Macerata rispetto al territorio circostante. «E’ giunto il momento che l’amministrazione comunale e il Sindaco si facciano sentire per fare chiarezza su quanto sta realmente accadendo. Non ci può nascondere dietro ad un dito quando ormai la realtà è sotto gli occhi di tutti e sempre più rischiosa per la qualità del nostro servizio sanitario».

A rimpinguare la dose, chiedendo a gran voce una presa di posizione chiara da parte della politica e della dirigenza sanitaria regionale e locale arriva anche una nota della dipendente della provincia  Marina Santucci.

Marina Santucci

Marina Santucci

«Non si può certo dire che la gestione della sanità maceratese, in questi giorni, non riservi sorprese. I dati da riassumere sono questi: un allarme dato, la settimana scorsa, dal personale di Oculistica dell’ospedale di Macerata che sarebbe prossimo alla chiusura ; l’immediata ma sibillina smentita del direttore area Vasta 3 Gigliucci, che ha detto che si sta solo preparando uno spostamento di “alcuni”ambulatori all’Ex Inail ; la nuova notizia, di ieri, per cui il personale di oculistica di Macerata sarebbe già stato informato di dover togliere le tende e trasferirsi a San Severino. Si apprende inoltre che l’ospedale di San Severino ha una sola sala operatoria e personale non sempre reperibile, mentre a Macerata il sesto piano dell’ospedale ( interamente ristrutturato pochi anni fa per ospitare la “nuova”oculistica) avrebbe già pronta una nuova sala operatoria per la microchirurgia, macchinario nuovo di zecca mai usato e in più due sale operatorie già funzionanti a pieno ritmo. Il condizionale è d’obbligo (anche perché Gigliucci non ha chiarito, non ancora), ma se succedesse quanto ventilato (chiusura di Macerata, conseguente sperpero dei soldi spesi per la nuova oculistica al sesto piano dell’ospedale di Macerata, spostamento dell’intero bacino di utenza a S. Severino), si creerebbero disservizi sia per gli utenti di Macerata che per quelli di San Severino, nonché di tutti quelli che ai due poli attualmente si rivolgono.  

L'ospedale San bartolomeo

L’ospedale San Bartolomeo Eustachio di San Severino

Nel frattempo i vertici della Asur tacciono, lasciando che voci allarmate passino per i corridoi: con la conseguenza che il tanto sbandierato piano di riorganizzazione della sanità marchigiana ( e maceratese)   appare per quello che è: chiusura di reparti, diminuzione di posti letto, riduzione dei servizi in qualità e quantità.  La cosa sarebbe già grave per l’episodio in sé  (taglio di un reparto dall’ ospedale provinciale senza il coraggio di dirlo chiaramente, ingente spreco di denaro pubblico, assenza di miglioramenti per operatori e utenti dalla manovra posta in essere), se non fosse che nella vicenda si inseriscono altre “perle” della “Governace” sanitaria regionale. Mi riferisco in primis al bando nuovo di zecca (Det. Asur 501 di agosto 2014) per cui sarebbe indispensabile assumere un indeterminato numero di nuovi dirigenti amministrativi (che hanno un ingente costo che va a incidere sul bilancio della sanità, è ovvio) e di cui Cgil, Cisl e Uil non si erano accorti fino a che, su questo giornale, non è stato fatto notare (leggi l’articolo). Si aumentano i dirigenti passacarte si falcidiano in quantità e qualità servizi sanitari che l’ Asur dovrebbe garantire a tutti i cittadini.

In secondo luogo, è da notare la totale assenza di intervento da parte dell’Amministrazione comunale di Macerata e del Pd cittadino e provinciale che, invece, si trastullano in questioni di secondaria importanza come prese di posizione tetragone su (finta) pedonalizzazione in centro, ultimatum a iosa su piscine di Fontescodella (scaduto uno, se ne fissa un altro ,poi un altro ancora, tanto per fare), indizione di assemblee pubbliche sull’urbanistica e di azioni di sfiducia al presidente della Commissione Ambiente, entrambe lanciate mezzo stampa dal Segretario del PD cittadino Micozzi, entrambe rimaste senza seguito.  In terzo luogo lascia perplessi il silenzio imbarazzante del Direttore Area vasta 3 Gigliucci ( il quale, va ricordato, è fra gli aspiranti vincitori del concorsone regionale per l’assunzione di altri dirigenti a tempo indeterminato, in numero di 13, di cui tanto si è già detto) che, se le cose stanno come riferito dagli stessi   dipendenti del reparto di oculistica, non ha neanche il coraggio di dire il reale stato delle cose e di esporre pubblicamente le ragioni e i vantaggi di tale scelta. Sintomo che non deve trattarsi di una opzione poi così tanto positiva per i cittadini che rientrano nell’AreaVasta 3.  Gli interrogativi posti sono parecchi e, mi pare, interessino molte persone. Chissà se qualcuno risponderà con dati di fatto».



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