Sanità, le civiche rispondono
al gran rifiuto di Carancini:
“Stanchi di essere presi in giro da lei”

MACERATA - Reazione immediata alle dichiarazioni del primo cittadino dopo la proposta di guidare una task force per ottenere chiarimenti sul futuro dell'ospedale in Regione. Rivolgendosi poi al gruppo di maggioranza Pensare Macerata che aveva appoggiato l'iniziativa incalzano: Discordi nella coalizione"
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D'Alessandro_Menghi_Nascimbeni (1)E’ immediata la risposta dei gruppi consiliari Comitato Anna Menghi, Macerata è nel Cuore e Lista Ballesi al “gran rifiuto” del sindaco Romano Carancini al quale avevano proposto di mettersi alla guida di una delegazione composta da tutte le forze politiche cittadine che in Regione potesse ottenere risposte definitive sul futuro dell’ospedale di Macerata (leggi l’articolo).

«Siamo stanchi di essere presi in giro da lei – scrivono le civiche rivolgendosi al primo cittadino – sa perfettamente che i tecnici da lei indicati hanno il dovere di mettere in pratica le soluzioni decise dalla politica e cioè dalla maggioranza di centro sinistra al governo della Regione del governatore Spacca. Il problema sussiste perché da sindaco del comune capoluogo nonché presidente della conferenza dei sindaci dell’Area vasta numero 3 lei non ha ottemperato agli impegni che tutto l’intero consiglio comunale di Macerata aveva individuato sugli importanti temi della sanità maceratese. Infatti il il gruppo “Pensare Macerata” ha aderito alla nostra iniziativa, allo stesso gruppo però diciamo che se il sindaco a capo della coalizione di cui fanno parte  è in disaccordo,  è giusto trarre le dovute conclusioni. Non è stato capace di rappresentare l’intero territorio sulle questioni dell’ospedale del capoluogo pensando piuttosto di spartire insieme ai suoi compagni di partito il patrimonio di professionalità di Macerata e non tenendo conto delle reali esigenze dell’utenza sacrificandole anzi per una bieca e miope logica di potere. Dietro il propagandistico slogan del taglio dei costi si celano in realtà ben altre logiche. A questo punto non ci accontenteremo che magari visto il periodo elettoralistico vengano lasciate in stand by le questioni sollevate, ma continueremo a batterci perché l’ospedale di Macerata torni ad essere baricentrico al territorio, con servizi qualitativamente efficienti e con mezzi e risorse adeguati ad una sanità da capoluogo».

 

 



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