Riforma Area Vasta, Bartoloni:
“Non facciamoci la guerra fra poveri”

SAN SEVERINO - Il presidente del tribunale per i diritti del malato interviene nel dibattito sulla riorganizzazione dei serivizi sanitari: " Apprezziamo la presa di posizione di Martini e Felicioli. Per l'ospedale settempedano non si può non tener conto della capacità di attrarre utenza da realtà quali Oculistica e Ostetricia"
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L'ospedale di San Severino

L’ospedale di San Severino

E’ un dibattito in continuo divenire quello sulla sanità provinciale, messa al banco di prova dalla riforma delle reti cliniche. L’ultimo contributo in ordine di tempo è quello di Veros Bartoloni, presidente del tribunale dei diritti del malato di San Severino.

«Qualche polemica, ed alcune recenti iniziative politiche in ambito provinciale – si legge nella nota inviata da Bartoloni –  rimettono al centro dell’attenzione il dibattito in atto su la riorganizzazione dei Servizi sanitari che riguardano l’ area vasta 3. Attenti a quanto evolve in tema di Sanità, abbiamo apprezzato la puntuale presa di posizione del sindaco Martini e dell’ assessore Felicioli riguardo l’unità operativa di Oculistica (leggi l’articolo), ma pensiamo sia indispensabile puntare anche ad obiettivi più ambiziosi. Crediamo che la logica di lasciare dislocate alcune Unità Operative specialistiche in presidi ospedalieri diversi, presenti in Area vasta, sia cosa saggia ed a tutto vantaggio della popolazione del territorio, tenuto conto anche dei limiti di ubicazione e spazio che l’ Ospedale di Macerata pone. Per San Severino non si può non tener conto della capacità di attrarre utenza, anche da altre regioni, certificata dai numeri, da realtà quali Oculistica e Ostetricia. Come da noi sostenuto in altre occasioni, occorre non disperdere o vanificare gli investimenti fatti sulla struttura ospedaliera di San Severino. Una indispensabile riorganizzazione dei Servizi, oltre a cercare di eliminare sprechi di risorse e rispondere alle moderne esigenze della medicina, deve porsi l’obiettivo di non ridurre capacità ed efficacia assistenziale ai cittadini».

Bartoloni prosegue poi con una serie di suggerimenti per intervenire su vari aspetti ormai critici nell’offerta del polo settempedano

 

oculistica«Per San Severino, oltre alla salvaguardia delle eccellenze, a nostro avviso, si evidenziano  delle priorità – dice Bartoloni –  ci sembra indispensabile recuperare la capacità di offerta riguardo alle prestazioni ambulatoriali. Non è tollerabile che un numero sempre maggiore di utenti, causa liste di attesa assurde, siano “costretti” a rivolgersi alle strutture private pagando le prestazioni, con grave discriminazione per chi ha difficoltà economiche;  è urgente migliorare i servizi sul territorio e di prevenzione, anche qualitativamente con  équipe specialistiche. Occorre riconvertire, almeno in parte, servizi o reparti che già si sono persi o sono invia di smobilitazione. L’assistenza alla popolazione anziana pone nuove esigenze, anche a livello di strutture. Ad esempio una esigenza forte è quella di avere posti letto per la riabilitazione, carenza riscontrabile nel complesso del territorio provinciale. Queste alcune istanze che ci auguriamo siano sostenute da tutte le forze politiche locali e fortemente rappresentate nella conferenza di Area vasta e nelle altre sedi competenti, certamente non per spirito campanilistico, ma per raziocinio, per sfruttare al meglio la struttura ospedaliera locale, a vantaggio di tutto il territorio di riferimento. Un’ultima raccomandazione di non farci la guerra fra poveri, che non avvantaggia nessuno, anzi si scende sempre più nel ridicolo e sterile campanilismo».

 

 

 



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