Sanità, Martini e Felicioli alla Santucci:
“Non meni il can per l’aia,
ecco i nostri numeri”

SAN SEVERINO - Sindaco e assessore difendono i reparti di Oculistica e Ostetricia dell'ospedale settempedano
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Il sindaco Martini e l'assessore Felicioli

Il sindaco Martini e l’assessore Felicioli

Sulla sanità la battaglia prosegue a colpi di numeri. Il sindaco di San Severino Cesare Martini e l’assessore Vincenzo Felicioli rispondono a Marina Santucci, funzionario della Provincia di Macerata, che aveva chiesto l’applicazione delle reti cliniche anche all’ospedale settempedano (leggi l’articolo).

«Marina Santucci chieda scusa ai settempedani, agli operatori sanitari, a quanti, ogni giorno e ogni notte, garantiscono assistenza ai malati ricoverati al “Bartolomeo Eustachio” e a chi ha scelto questa struttura per curarsi. Se vuole i numeri esatti di ricoveri e prestazioni, eccola servita, ma non continui a menare il can per l’aia –  replicano Martini e Felicioli  e accusano  – è un attacco assurdo, strumentale e disinformato apparso nelle ultime ore sulla stampa a firma della stessa Santucci che critica la politica, di questo se ne assumerà le sue responsabilità, giudicandola assente e claudicante. Se la signora vuole conoscere i dati reali sull’attività della neonatologia la accontento subito fornendole, come già fatto, le cifre che sono della Direzione sanitaria e che parlano di 572 parti nel 2013 per 580 nati. Cifre, queste, che – ricordano Martini e Felicioli – hanno salvato  il materno infantile settempedano proprio in base ai contenuti della delibera regionale del 2013 che vincolava ad almeno 500 parti l’anno l’esistenza dei punti nascita nell’ambito del cosiddetto Riordino delle reti cliniche. Il nostro reparto – commenta il primo cittadino di San Severino  – è ancora funzionante, dunque, non per merito di poteri politi occulti ma perché ha i suoi numeri che non sono propri né del sottoscritto né della città di San Severino. Per la ragione opposta, numeri di nati sotto i 500, il materno infantile di Recanati ha chiuso».
La replica di Martini e Felicioli alla Santucci passa poi dalla ostetricia all’oculistica che, secondo quanto dichiarato dal direttore d’area vasta Gigliucci, rimarrà comunque a Macerata (leggi l’articolo): «Nel progetto di riordino delle Reti cliniche, quello iniziale che risale addirittura al periodo di Pietro Ciccarelli direttore generale dell’Area Vasta 3, poi confermato dai suoi successori, c’è scritto che l’oculistica sarà gestita in sinergia fra Macerata e San Severino, senza nessuno smembramento per il primo dei due presidi seppure sia da considerarsi una specialistica del secondo. Nel Piano d’Area Vasta elaborato la prima volta nel dicembre 2013 – ricordano ancora Martini e Felicioli – si parla dell’Oculistica del “Bartolomeo Eustachio” come di un’eccellenza. Concetto, questo, ribadito nel luglio 2014 dall’attuale direttore, Pierluigi Gigliucci, che prevede l’oculistica a San Severino. Nell’ultimo Piano che riguarda la riorganizzazione sanitaria territoriale, presentato alla Conferenza dei Sindaci, è prevista a San Severino  l’Unità operativa complessa di Oculistica nell’ambito del Dipartimento delle Specialità Chirurgiche. Ciò significa che l’oculistica resterà a San Severino e che il primario sarà a San Severino. Questo è quanto. Quello che leggiamo, dai numeri ai sofismi – concludono Martini e Felicioli – può animare il dibattito della campagna elettorale per l’elezione a sindaco del Comune di Macerata ma non una discussione seria sulla riorganizzazione della sanità provinciale perché con i malati non è giusto che si scherzi. Essi, al pari dei cittadini, meritano grande rispetto. E, se del caso, anche le dovute scuse».



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