«Caro Ricotta, non basteranno gli insulti
per star dietro a un vulcano come me»

MACERATA 2020 - Lettera di Sandro Parcaroli con una serie di risposte alle dichiarazioni di esponenti del centrosinistra. «La mia candidatura li ha spiazzati e cercano di denigrare la mia persona. Ancora aspetto le scuse da Sciapichetti. La sterzata è necessaria, lo hanno capito anche i sassi. Ed io sono l’unico elemento di novità di questa campagna elettorale»
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Sandro Parcaroli

 

«Che l’offesa e lo scherno fossero il modo con cui il candidato sindaco della sinistra Narciso Ricotta affrontasse l’avversario politico lo avevo capito già il 7 luglio scorso, quando, commentando la mia ormai imminente candidatura, dichiarò a Cronache Maceratesi (cito testualmente) “il centrodestra maceratese si nasconde dietro un’elegante foglia di fico, il candidato Parcaroli, avulso dalla scena politica maceratese e digiuno di cultura politica e amministrativa. Da qui l’inganno ai maceratesi: se dovesse vincere Parcaroli chi farà effettivamente il sindaco? È evidente che governeranno tutti i nani che gli si nascondono dietro”. Una dichiarazione, quella del Ricotta, che esprimeva grande insofferenza alla nuova situazione che si veniva a creare». Così il candidato sindaco del centrodestra Sandro Parcaroli replica alle dichiarazioni del candidato Narciso Ricotta fatte durante la presentazione di una delle liste che lo sostengono.

«Per lui, che da oltre due anni dei dieci in cui era stato in giunta con Romano Carancini, si preparava a fare il sindaco di Macerata, convinto di non avere ostacoli alla elezione, la mia candidatura è stata un vero colpo di scena – continua Parcaroli -. Eh sì, dopo che per giorni era andato in giro per la città facendo accordi ed elargendo benedizioni urbi et orbi, la nuova situazione ribaltava la realtà e poneva fra lui e l’obiettivo finale un ostacolo non indifferente: il voto. Il riferimento al nanismo, davvero di cattivo gusto, fu un chiaro segno del suo disappunto umano, oltre che politico. Mi chiesi, infatti, come poteva un assessore, un amministratore cittadino di vecchia data come lui, scendere così in basso da offendere gli altri tirando in ballo una condizione che, per alcune persone, è una vera e propria malattia. Chi ha esperienza politica dovrebbe sapersi comportare in pubblico, evitando simili commenti, tanto più quando, differentemente da me, la politica la si fa da una vita, come Ricotta ribadisce sempre. La cultura politica e amministrativa di cui parla è fatta anche di questo? Dell’offesa all’avversario, della messa al bando della sua persona, dell’incapacità di vedere in una competizione leale un arricchimento per la comunità e una legittimazione del principio democratico?».

«Dal giorno dell’ufficializzazione della mia candidatura, l’opera ripetuta e certosina di demolizione della mia persona ad opera dello staff politico del candidato Ricotta è stata una costante della campagna elettorale. Al netto del folklore rappresentato da alcuni siti costruiti ad hoc da militanti della sinistra maceratese per stigmatizzare la mia ancora acerba capacità oratoria, il resto della campagna è stato un continuo definirmi inadeguato al ruolo che mi ero candidato a ricoprire – prosegue il candidato del centrodestra -. Verrebbe da chiedersi: cosa vuol dire per la sinistra essere adeguati per fare il sindaco? La risposta è arrivata dallo stesso Ricotta, quando il 25 agosto scorso, in occasione della presentazione della lista Italia Viva, Partito Socialista e Demos, riferendosi ad alcune mie affermazioni circa l’importanza che nella vita avevano sempre avuto i sogni prima di realizzare progetti ed imprese, ha detto (cito testualmente): “la candidatura è a servizio di un progetto e i sogni non si improvvisano, si realizzano con competenza e capacità, sennò diventano degli incubi”, concetto ripreso dall’avvocato Francesco Mantella del Psi, quando, in contrapposizione all’esperienza amministrativa, alla serietà e alla capacità dimostrata dal suo candidato Ricotta, dichiarava l’inadeguatezza di un imprenditore (il sottoscritto) che, non avendo problemi economici, non poteva certo rappresentare il bisogno delle persone. In pratica, secondo Mantella, chi non ha problemi economici perché magari ha saputo fare l’imprenditore capendo, per prima cosa, i bisogni dei consumatori, per dirne una, non è in grado di comprendere i bisogni delle persone, quindi di fare il sindaco. Da lì a qualche ora, non ero solo inadeguato, ero anche un improvvisato. “Non ci si improvvisa per amministrare una città come Macerata”, ha successivamente dichiarato Ricotta, facendo eco alla mia decisione di non partecipare a confronti pubblici. In assenza di argomenti da usare contro un passato politico che, diversamente da lui, non ho, screditare la mia persona è divenuto l’unico tema della sua campagna elettorale contro il centrodestra, il quale, non ha mai nascosto le divisioni degli ultimi anni, ma proprio sulla mia candidatura ha ritrovato unità, determinazione e compattezza».

 

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PALLAVOLO – Sandro Parcaroli ieri sera a San Giuliano durante la presentazione della Med Store Macerata

 

«Infine, domenica 30 agosto, durante la presentazione della lista “I moderati per Ricotta sindaco” (leggi l’articolo), Ricotta sforna l’ultimo degli attacchi nei confronti della mia persona dicendo (cito testualmente):dietro a Parcaroli c’è gente che fa politica da trent’anni, Parcaroli non lo mandano in giro da solo, non sa cosa dire”. Bene. Confermo al collega candidato che non ho mai pensato che fosse un gioco, parafrasando il suo riferimento a quello del morra, e proprio per questo credo sia arrivato il tempo di chiarire un po’ di cose, prima fra tutte, che quando dico ai maceratesi di chiudere gli occhi e sognare la Macerata del futuro, lo dico perché mentre scrivevo insieme ai miei il programma, io l’ho fatto, visualizzando ogni sua pur minima parte. Sono stato in grado di farlo perché ho personalmente lavorato al progetto – continua Parcaroli -. Un programma che non ho copiato da nessuno, tanto meno da lui, visto che ha più del doppio delle pagine di quello che ha presentato meno di 24 ore prima di me. Il continuo riferimento da parte del Ricotta ai miei sogni (che cito spesso è vero, ma perché sono tra coloro che possono affermare di aver realizzato quasi tutti quelli che aveva nel cuore) mi pare indichi un suo disagio profondo. Comprendo che non averne affatto possa far apparire quelli degli altri non all’altezza della realtà, ma se non hai un sogno, un ideale per la tua città, cosa puoi fare per lei? Amministrare l’esistente non basta, occorre avere una visione reale di ciò che si vuol realizzare, altrimenti si finisce al punto in cui siamo oggi, con tutto quanto questo significa e che i cittadini da tempo chiedono di cambiare. I sogni ti danno la forza di lottare per un obiettivo. Il mio obiettivo è Macerata, non una poltrona e uno stipendio. Quelli ce li ho già. Io voglio vivere e lavorare in una città di cui essere orgoglioso, dove ogni progetto guardi ad un suo posizionamento tra le grandi realtà italiane ed europee. Ricotta non può ambire alla stessa cosa, perché il suo obiettivo non è farle spiccare il volo, ma amministrarla, tenere tutto sotto il suo controllo, che è anche quello di un apparato di potere che governa Macerata da oltre 20 anni».

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Il post di Angelo Sciapichetti del 14 agosto

«La sterzata è necessaria, lo hanno capito anche i sassi. Ed io sono l’unico elemento di novità di questa campagna elettorale, l’unico capace di rappresentare un positivo cambiamento per i maceratesi. Ricotta, parlando della mia persona, invita a non credere al marketing che evidentemente, a suo dire, rappresento. Detto dall’uomo dei campetti in ogni quartiere sembra quasi un complimento, ma voglio sorvolare, perché credo che certe frasi offendano più l’intelligenza di chi lo ascolta e legge, che la mia – prosegue il candidato sindaco -. A Ricotta auguro tanta fortuna. Non è facile, mi rendo conto, star dietro ad un vulcano come me, ma se sono riuscito a creare un’azienda che dà lavoro ad oltre 200 persone, con negozi in tutta Italia e all’estero, credo di poter essere all’altezza di quello per il quale mi propongo ora. Che poi ci sarebbe da capire come avrei fatto ad arrivare fin qui se fossi stato così incapace da non poter essere lasciato solo o mi fosse stata necessaria una maestra di sostegno, come ha dichiarato in un post pubblico su Facebook l’assessore regionale del Pd uscente Angelo Sciapichetti una decina di giorni fa. Quella sì l’offesa più grande di tutte, per la quale non ho mai ricevuto scuse».

«Concludo dicendo che un errore è un errore, ma due errori (molti di più in questo caso) dello stesso tipo sono un modo di pensare. Ed è questo che intendo combattere, il modo di pensare di una sinistra presupponente e cattiva, che da troppi anni gestisce la cosa pubblica a Macerata in modo inappropriato, per non dire imbarazzante, almeno stando ai bilanci che ho visionato e alle scelte fatte, alcune perfino ai limiti dell’etica amministrativa. Credo sia il tempo di far emergere la verità. I maceratesi ne hanno bisogno, più degli show televisivi che tanto piacciono ai ricottiani. Se dopo tanti anni di amministrazione di questa città l’unico argomento di cui la sinistra è capace di parlare è l’avversario, che peraltro non l’ha mai governata, mi chiedo quale sia il senso della sua stessa esistenza politica – conclude Parcaroli -. In questo mese di campagna elettorale ho cercato di far emergere i fatti, mentre ho ricevuto insulti di tutti i tipi. In questo clima non può esserci alcun confronto pubblico. Dedicherò tutto il tempo che rimane a parlare con i cittadini, spiegando loro perché è necessario cambiare. Quando penso che da oltre 20 anni la sinistra governa con le stesse persone Macerata, mi fa un effetto incredibile. Credo che praticare il principio dell’alternanza sia il cuore stesso di una democrazia. Macerata merita un destino migliore di quello a cui la politica degli ultimi anni l’ha condannata».

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