«Parcaroli è l’alternativa al sistema
Per questo il Pd lo denigra»

MACERATA 2020 - Mattia Orioli del Ncdu accusa il candidato di centrosinistra Narciso Ricotta e l'assessore regionale Angelo Sciapichetti di «utilizzare l’handicap come offesa politica» nei confronti del patron di Med Store in corsa alle comunali
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Al centro Sandro Parcaroli, a destra Mattia Orioli

 

«Il rispetto reciproco, la difesa degli ultimi e via dicendo sono istanze tipiche della vera sinistra, ma ad oggi senza dubbio sembrano largamente disattese da questo Pd maceratese, il quale da tempo con toni di arroganza e sprezzante cattiveria attacca senza mezzi termini i competitor politici con paragoni e accostamenti privi di una correttezza morale oltre che certamente umana». A dirlo Mattia Orioli (Ncdu), in riferimento alle critiche ricevute dal candidato di centrodestra Sandro Parcaroli dagli avversari di centrosinistra e in particolare dal candidato sindaco Narciso Ricotta e dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti.

«Prima con Ricotta, che definisce “nani” i suoi avversari politici, e poi con Sciapichetti, che tramite social network rincara la dose e rafforza la strategia denigratoria dell’avversario sul piano personale e umano, lasciando intendere Parcaroli come una persona avente bisogno “d’insegnanti di sostegno” – dice Orioli -. Ebbene con i termini “nani” e “insegnanti di sostegno” si vuole utilizzare l’handicap come offesa politica e su questo richiamo l’attenzione e prendere le distanze, ritenendo alquanto preoccupante la bassezza e la deriva di tale linguaggio, non rispettoso di tutte quelle persone che invece hanno veramente bisogno e lavorano nel mondo del sostegno, alle quali si deve profondo rispetto, e questo attacco così immorale e disumano nasconde e fa emergere istintivamente la ferocia, la rabbia e la cattiveria di coloro che pur di mantenere il potere sono pronti ad abiurare con leggerezza le proprie stesse radici e ragioni politiche. Sembra evidente come il Pd Maceratese abbia paura di perdere “l’osso” – prosegue Orioli – e già perché Macerata è ridotta all’osso proprio da costoro che ininterrottamente da trent’anni amministrano la città, oramai ferma, immobile e di fatto morta rispetto alle altre realtà di capoluogo di provincia o delle città costiere, ove gli ultimi vengono spesso dimenticati da spot blasonati di una neosinistra di sistema, ben lontana dal popolo da ciò che fu la sinistra della prima repubblica, dimostrandosi invece molto più attaccata a tutto quel mondo radica chic, che di fatto se ne frega delle piccole attività commerciali che chiudono, o a tutti quei lavoratori costretti a spostarsi dalla città, perché come notorio è difficile se non impossibile fare impresa a Macerata».+

Orioli invita «tutti i moderati a prendere le distanze da questi toni lontani dal nostro Dna cristiano, democratico e popolare. E allo stesso tempo invito gli elettori di sinistra a riflettere sul Pd, se sia o no ancora un partito espressione della sinistra popolare o sia invece  come sostengo il partito “sistema”, rappresentanza plastica del centro di potere e d’interessi arroccato su se stesso e non aperto alle ragioni della gente e della città.
Per questo motivo oggi appare del tutto evidente proprio dagli attacchi subiti, come la figura di Sandro Parcaroli faccia tanto paura al Pd ed al suo entourage, proprio perché Sandro, non è parte di questo sistema, ma espressione di quel mondo della società civile, che parte dal basso, dalla gente, e la sua storia d’imprenditore, fatta di sacrifici e successi dimostra le caratteristiche dell’uomo del fare».

Orioli conclude: «Il 20 e 21 settembre non sarà solo il classico scontro tra centro destra e centro sinistra a Macerata ma sarà qualcosa di più profondo, perché Parcaroli è l’alternativa al sistema e per questo ha fatto scattare la rabbia sotterranea del Pd maceratese che ne è l’emblema, manifestandosi con le bassezze suddette, lontane dal bene della città e dai valori che essa rappresenta. Per questo non solo tutto il centrodestra unito è con Sandro, ma anche tutti coloro che vorranno liberare Macerata da questo sistema, affinché sia liberata non contro qualcuno mediante uno scontro personale come vorrebbe  il Pd maceratese, appiattendo le reali questioni politiche amministrative, e buttandola sul piano personale, ma contro qualcosa cioè il sistema stesso che il Pd Maceratese rappresenta su tutto il territorio».

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