«Punto al ballottaggio,
se non ce la faremo
sarà tutto il gruppo a scegliere cosa fare»

MACERATA 2020 - Intervista a Roberto Cherubini, candidato sindaco dei 5 Stelle e due civiche: «Vogliamo una città aperta a tutti, oggi invece c'è una cultura fortemente elitaria. Gli altri parlano di partecipazione, noi l'abbiamo applicata»
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Roberto Cherubini, 55 anni, sempre attento alle tematiche ambientali, dal 2015 è stato consigliere comunale di opposizione con il M5S

 

Roberto Cherubini lo scorso febbraio è stato il primo a candidarsi sindaco di Macerata (pochi giorni prima delle primarie del centrosinistra vinte da Ricotta) ed è sostenuto da M5S e due liste civiche. Le elezioni sono poi state rinviate a causa della pandemia, come è stato questo suo lungo percorso?

«Partecipato è la definizione giusta. E sorprendente. Quando a settembre dissi che avrei accettato la candidatura se ci fosse stata partecipazione francamente non pensavo che potesse succedere ciò che è successo. Credo che saremo la prima città in Italia nella quale un candidato del M5stelle ha 3 liste aggregate. Tanta gente è venuta per costruire insieme un programma di 88 pagine al quale hanno davvero contribuito tutti. La partecipazione, le decisioni insieme ai cittadini sono il nostro primo obiettivo politico perché la socialità si ricostruisce se si decide insieme. Il co-governo che le associazioni di volontariato e di categoria chiedono ad ogni tornata elettorale dovrebbe essere la regola, ma dobbiamo francamente dirci, come mi insegnava la cara amica Barbara Pojaghi, che la condivisione implica cessione del potere ed i partiti tradizionali non hanno nessuna intenzione di cedere il potere. Basti notare che reputano partecipazione le scontate primarie tra forze diverse, perché le persone danno 2 euro e mettono una croce. Quella non è affatto partecipazione, la partecipazione è difficile e significa “ costruire insieme”. Quando poi Ricotta, scelto esattamente come me dal suo partito, dice che lui ha compiuto un percorso partecipato cade nel ridicolo».

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Roberto Cherubini con la sua ultima pubblicazione “Macerata ieri e oggi”

Una questione che ha tirato in ballo più volte: ritiene che altri candidati abbiano “copiato” dalle sue proposte? Per esempio nei giorni scorsi Parcaroli ha parlato di “sistema di potere” e “logiche clientelari” del centrosinistra.
«Ho sempre detto in consiglio che se altri copiano le nostre idee per noi è un grande piacere. Ho notato qualche “scopiazzatura” sia in alcuni punti del programma che ci caratterizzano, sia nelle metodologie di comunicazione. Ho notato nel programma di Parcaroli, con piacere, una mia vecchia idea di recupero dei sottopassi per far conoscere meglio la città ai maceratesi ed anche una evidente assonanza su ciò che già da giugno dicevamo sulla rivitalizzazione delle piazze e piazzette, sulla via degli artigiani, sulla socialità. Sembra che abbiamo in esclusiva i piccoli mezzi elettrici che aiutino la gente a salire in centro. I programmi sono molto simili, credo che gli elettori dovrebbero studiare la vita dei candidati. Osservare un centrosinistra che parla di consumo del suolo zero è paradossale. Ricotta è uno dei politici che ha approvato più cemento in città, ma forse quando parla di città giardino immagina i supermercati come fiori».

Ha detto che attacca sempre il centrosinistra perché nel centrodestra c’è il “nulla”… Può spiegare meglio questo concetto?
«L’ho detto quando il centrodestra non aveva ancora presentato un programma ed ho precisamente affermato che “non posso criticare il nulla, ma critico le proposte di chi le ha fatte”. Lontanissimo da me pensare che Parcaroli sia il nulla, lo conosco personalmente e penso che sia una persona sensibile, anche se la sua appartenenza è lontana dalla mia. Per educazione non giudico mai le persone dalla loro appartenenza, come è solita fare una certa sinistra radical maceratese che ha mutato i giudizi anche sul sottoscritto prima e dopo la candidatura col M5stelle».

Qual è la prima cosa che farebbe da sindaco?
«1) Dobbiamo immediatamente pensare alle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali con investimenti importanti ed attivando i 5 step che ho descritto più volte e che possono essere riassunti così:
-recupero della socialità restituendo decoro a piazze e piazzette e mettendo dei palchi movibili per tutte le arti
-5 piccoli mezzi elettrici che dalle porte conducano al centro con attesa massima di 5 minuti
-calmierazione affitti ed incentivi a chi decide di imprendere in vie in difficoltà
-via degli artigiani e dei produttori locali
-mercato dei produttori locali in Piazza Mazzini
Queste operazioni porterebbe persone in piazza dell’intera Regione, ritorno della residenzialità e del commercio.
2) Attiverei subito i lavori di pubblica utilità che possono offrire i percettori del reddito di cittadinanza, circa 300 persone ad 8 ore a settimana che potrebbero pensare anche al decoro urbano. Operazione impossibile per chi assegna questi lavori a portatori di consensi.
3) Attiverei il bilancio partecipato per portare più trasparenza nei bilanci e far partecipare i cittadini a certe scelte economiche.
4) Penserei subito a rilevare la qualità dell’aria in città perché anziché controllarla hanno preferito togliere le centraline».

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Roberto Cherubini in Consiglio comunale

Quali sono le sue proposte per la cultura? Quali sono i primi progetti che proporrebbe alle associazioni?
«Abbiamo degli eventi culturali locali di altissimo livello come ad esempio Macerata Racconta e dobbiamo far sì che abbiano una crescita importante ed allo stesso tempo raggiungano più maceratesi. La cultura di questa città è fortemente elitaria, esattamente l’opposto di ciò che raccomandava Gianni Rodari del quale ricorre il centenario della nascita. Con le mie creazioni che tanti maceratesi conoscono (tombola dialettale, libri sulla città, calendari storici, carte maceratesei,ect) ho sempre cercato di far conoscere la città a tutti seguendo proprio l’insegnamento di Rodari. A Macerata purtroppo vi è un cerchio magico culturale che esclude dagli eventi la gran parte dei maceratesi. La cultura è anche musica moderna chiesta dai giovani, cultura sono le straordinarie collezioni di maceratesi (moto, presepi…) ignorati sistematicamente da quell’elite che ha una cultura di serie A e una  di serie B.
La cultura dovrà arrivare a tutti ed ora non succede e gli stessi eventi culturali debbono per prima cosa rispondere a questa esigenza. Penso ad esempio che mi piacerebbe una Macerata Racconta che duri un mese ma si svolga nei fine settimana per far sì che un umile lavoratore di azienda privata, come me, non debba perdere il 90% delle proposte. La cultura deve anche scendere nelle piazze e farsi conoscere. Penso spesso allo stupendo piano di Ivo Pannaggi che pochi maceratesi conoscono. Se in qualche modo Pannaggi scendesse nelle piazze e piazzette sono certo che tanti maceratesi avrebbero poi la volontà di andare a palazzo Buonaccorsi. La città dovrebbe vivere in ogni luogo le sue ricchezze ed i suoi eventi per evitare per esempio che il Mof porti solo turisti mordi e fuggi. Nella “Macerata città della musica” che sogniamo la musica si dovrebbe respirare in ogni angolo, come succede per esempio nella settimana della Controra di Musicultura».

L’ambientalismo e la riconversione energetica è sempre stato un tema portante per lei. Nella pratica come lo tradurrebbe a Macerata?
«Vivo con la famiglia in una casa ecologica, produciamo pochissimi rifiuti indifferenziati, consumiamo poca energia, mangiamo prodotti dei produttori locali grazie al Gruppo di acquisto locale del quale sono uno dei fondatori.
Porterei in città queste logiche esaltando l’economia circolare che porta vantaggi al territorio e non a qualche multinazionale. Ne programma abbiamo una ventina di pagine dedicate alla trasformazione ecologica. Pianteremo un albero per ogni bambino che nasce (con geolocalizzazione ed annotazione sul certificato di nascita), metteremo impianti fotovoltaici e solari ovunque sia possibile, dovremo efficientare i consumi delle scuole comunali, dovremo creare un trasporto pubblico efficiente che appaia conveniente agli occhi dei maceratesi , dovremo rilevare la qualità dell’aria, dovremo dire stop al consumo di suolo e cercare di tornare indietro sulle folli scelte del centro sinistra, dovremo curare i parchi e non solo inaugurarli, dovremo fare un percorso ciclo pedonale che mettono da 20 anni sui programmi per poi invece fare supermercati ovunque».

Ospedale unico, lei lo porterebbe avanti?
«Ho più volte espresso la nostra posizione in consiglio comunale: lo stanno portando avanti dando l’impressione ai cittadini di farlo per agevolare le strutture private. Non si può arrivare alla realizzazione di un polo di eccellenza smantellando tutto l’esistente e costringendo le persone sistematicamente a ricorrere alle strutture private. I Paesi che hanno fatto il percorso di poli di eccellenza sono partiti da presidi locali eccellenti, per migliorarli. Questo modo di procedere mi fa pensare che non abbiano a cuore la salute pubblica, ma interessi privati. Nei tanti anni che impiegheranno per realizzarlo i cittadini si saranno rivolti alle strutture private in assenza di un servizio pubblico all’altezza. Questo succede nonostante operatori della sanità che sono eccezionali per abnegazione e sacrificio, ma che lavorano in situazioni di emergenza costante».

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Nel 2015 Cherubini con Carla Messi, allora candidata sindaca dei 5 Stelle

Qual è il suo giudizio sull’amministrazione Carancini?
«Qualche luce, molte ombre. La città dopo 10 anni vive un’asfissia commerciale, sportiva, di socialità, finanche culturale perché nonostante si siano fatti passi in avanti la cultura è ancora più elitaria. Non si può governare una città da “uomo solo al comando”, credo che la condivisione delle scelte sia il sale della democrazia. Carancini e Ricotta hanno approvato nel 2010 il centro commerciale Simonetti a Piediripa, negli anni precedenti hanno avallato un Piano Casa assurdo; per me, che combatto da sempre contro il consumo del suolo, sono operazioni imperdonabili, come il supermercato davanti alle scuole alle ex Casermette. Di positivo mi viene in mente il riassetto economico del Mof che dovrà corrispondere ad un’ innalzamento della qualità. Non parlo della piscina».

Ci parli delle sue tre liste.
«Credo che siamo i primi ad aver inserito nel sito www.robertocherubini.it le facce i curriculum ed i certificati penali di tutti i candidati. MaceratAmica è stata formata da tanti amici che vivono da decenni il mondo del commercio, dello sport, della cultura. Un gruppo di ragazzi di MaceratAmica ha realizzato la parte di programma relativa alle politiche giovanili e noi affideremo l’assessorato ad un/una nativo/a digitale che possa rispondere alle esigenze giovanili vivendole. Macerata per l’ambiente, come recita il nome, è costituita da persone che mirano alla qualità della vita e che certe pratiche le vivono quotidianamente. Tombesi Danilo è sicuramente la persona più conosciuta, ma ognuno di loro è impegnato per l’ambiente. Orgogliosissimo di avere presidente e vice del Gruppo di acquisto solidale che racchiude molti principi dell’economia solidale e locale».

Chi sarebbero i suoi assessori?
«Sicuramente persone competenti, sicuramente non scelte col manuale Cencelli, sicuramente non ho promesso 150 assessorati (come altri). Un problema enorme del nostro Paese, che pagano i nostri giovani, è il mancato riconoscimento delle competenze e delle professionalità ed occorre iniziare da una Giunta che sia composta da persone competenti».

La stanno tirando per la giacchetta per il ballottaggio? Più il centrodestra o più il centrosinistra? Lei che orientamento ha?
«Mi sto accorgendo che abbiamo lavorato bene, mettendo al centro le proposte ed iniziando a farle, tramite i video, già da giugno. Noi possiamo puntare al ballottaggio e credo che saremmo gli unici a poter battere sia centrodestra che centrosinistra. Non faccio politica di professione ma ho la sensazione che il centrosinistra non avrebbe scampo col centrodestra per cui gli elettori che non amano il centrodestra dovrebbero scegliere noi. L’eventuale scelta, se non dovessimo arrivare al ballottaggio, non sarebbe mia ma di tutti i candidati, con quello spirito di gruppo che ci contraddistingue».

Come vede il mancato accordo tra Pd e 5 Stelle alla regionali dove non ci sarà il ballottaggio?
«Gli accordi sono una cosa seria e richiedono tempo e discussione e soprattutto richiedono la volontà di entrambi. Il fatto che il Pd ci abbia ignorato per 5 anni e poi chieda l’aiuto è abbastanza curioso. Credo abbia fatto bene Mercorelli a marcare le distanza da un centrosinistra che anche in Regione ha governato molto male. Spesso confondiamo la situazione nazionale con quelle locali, che sono molto diverse. Ci possono essere territori nei quali gli accordi sono possibili e territori, come Macerata, dove il M5stelle ha visto bocciarsi ogni proposta pregiudizialmente dal Pd e se facesse l’accordo perderebbe la dignità.
In questi giorni mi sento molto in linea con le dichiarazioni di Roberto Mancini (candidato governatore della civica Dipende da noi, ndr) che non risparmia giudizi durissimi su Pd che è “impermeabile nei confronti di qualsiasi spirito partecipativo da parte dei marchigiani».

(m. z.)

 

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