«Micarelli si candida per favorire la Lega»
Le accuse di Miliozzi all’ex alleato

COMUNALI, DIARIO ELETTORALE - Botta e risposta tra i due, un tempo insieme nella lista Pensare Macerata: «La sua è una lista civetta di destra? Le dichiarazioni di Gabriele tradiscono quelle delle tante discussioni di questi mesi». Replica anche Paolo Micozzi: «Macerata Rinnova è una vera civica, non una costola del Pd». Il candidato sindaco Alberto Cicarè indica i sei punti per "una città dei bambini". Cotognini (Udc): «E' stata l'associazione La Tenda ad organizzare la messa di benedizione ai candidati sindaci, nessuna iniziativa del vescovo»
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David Miliozzi

 

Un tempo alleati, ora in pieno scontro. David Miliozzi, capolista di Macerata insieme (in appoggio al candidato sindaco Narciso Ricotta), si dice sconcertato dalle dichiarazioni di Gabriele Micarelli a Cm (leggi l’intervista). Quest’ultimo, candidato sindaco con la civica dei commercianti con Macerata lavora, ha sparato a zero sul centrosinistra, che invece un tempo lo ha visto protagonista con Pensare Macerata. Micarelli aveva fondato la lista insieme a Massimiliano Bianchini, lo stesso che ora, dalle ceneri di quel progetto, ha creato la civica che ha candidato Miliozzi alle primarie del centrosinistra e che ora sostiene Narciso Ricotta. L’accusa di Miliozzi è che la mossa di Micarelli sia fatta per portare voti alla Lega, e quindi al candidato Sandro Parcaroli. E non è l’unico a reagire. Anche Paolo Micozzi, ex segretario e consigliere del Pd ora in corsa con la civica Macerata Rinnova, difende la sua posizione e quella della coalizione. 

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Gabriele Micarelli

«Leggiamo con sconcerto le dichiarazioni di Micarelli che si candida sindaco senza volerlo fare – dichiara David Miliozzi. Sorge il sospetto che, visto che si prospetta uno scontro centrodestra contro centrosinistra, la sua candidatura alla fine dei conti sia solo un modo per portare voti al candidato della Lega. La sua è una lista civetta di destra? Le dichiarazioni di Gabriele tradiscono quelle dei tanti incontri e delle tante discussioni fatte insieme in questi mesi. Che cosa è questo gioco al massacro contro Narciso Ricotta? Il candidato sindaco di centrosinistra ha sempre dimostrato ascolto e disponibilità nei riguardi di tutti, siamo anche organizzatori e testimoni di un incontro tra Ricotta e Micarelli che fu da entrambi descritto come proficuo. Su una cosa siamo d’accordo con quanto dice Gabriele nella sua intervista: Macerata Insieme è una lista civica vera, un progetto innovativo che guarda al presente e al futuro di Macerata, che ha trovato in Ricotta il candidato giusto per valorizzare il nostro lavoro e le nostre competenze».

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Paolo Micozzi

Paolo Micozzi difende lo spirito delle civiche in appoggio a Ricotta: «Dice Micarelli che la lista civica Macerata Rinnova, ed in verità anche altre, è solo una messa in scena voluta dal Pd per garantirsi il potere in città. Premesso che non mi piace una politica volta più a screditare l’avversario che ad evidenziare i propri obiettivi, voglio precisare che Macerata Rinnova è una vera lista civica dove non ci sono fratelli, sorelle, coniugi, figli eccetera. Al contrario, è composta per la quasi totalità da persone che per la prima volta si sono affacciate al mondo della politica e che, spontaneamente mosse dalla necessità di apportare il proprio contributo nell’interesse della città, hanno deciso di candidarsi – dice Micozzi -.  La mia presenza al suo interno è dettata dalla sola volontà di dare corpo, insieme al mio amico Marco Sigona, ad un nuovo soggetto che certamente non è in contrapposizione al Pd ma non ne costituisce neppure una pertinenza. D’altro canto è sfuggito al disattento Micarelli un fatto importante e cioè che io ho ricoperto il ruolo di semplice, ancorché onorato, consigliere comunale per un solo mandato e non da 25 anni come affermato. Il fatto che nella coalizione di centrosinistra ci sia una prevalenza di liste civiche lo leggerei più come un merito che non un limite: la volontà dei maceratesi di volerci mettere la faccia ancorché non schierati politicamente. D’altro canto lo stesso candidato Narciso Ricotta è stato scelto dai cittadini con le primarie dello scorso febbraio e questa è la differenza sostanziale rispetto agli altri candidati che non hanno sostenuto un simile percorso democratico. Tutto qui, Ricotta votato dai cittadini, altri no. Ed allora in queste ultime tre settimane che ci dividono dal turno elettorale lasciamo da parte gli attacchi personali e confrontiamoci sui temi che possono essere il vero motivo di scelta dell’uno o dell’altro candidato (anche se curiosa mi pare l’affermazione di candidarsi…per non voler essere eletto). Su questo nessun dubbio che l’ultima parola spetterà agli elettori».

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Paolo Cotognini

E’ l’associazione La Tenda ad aver organizzato la messa di benedizione dei candidati che sarà celebrata il 5 settembre all’istituto San Giuseppe da don Andrea Leonesi.  «Nessun elemento  – fa sapere il direttivo dell’associazione rappresentato da Paolo Cotognini, candidato al Consiglio comunale con l’Udc, di cui è anche coordinatore comunale – consente di attribuire alla Diocesi e al vescovo Nazzareno Marconi né l’iniziativa del confronto tra i candidati sindaci svoltosi il 30 luglio scorso, né la Messa che sarà celebrata il prossimo 5 settembre da don Andrea Leonesi. L’iniziativa è stata nel primo caso di una rete di associazioni cattoliche coordinate da La Tenda, Agorà e le Acli provinciali, nel secondo caso da La Tenda. La Tenda non è longa manus né copertura di nessuno; quelle iniziative sono nostre e basta, senza imprimatur di chicchessia. Don Andrea ha accettato di celebrare la Messa solo in quanto prete stimato e amico, non come rappresentante del vescovo».

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Alberto Cicarè

«In che modo si rende Macerata (davvero) una città dei bambini». A dare la ricetta in sei punti sono Alberto Cicaré, candidato sindaco per la coalizione Strada Comune – Potere al Popolo e Stefano Casulli, pedagogista e ricercatore, candidato al consiglio comunale con Potere al Popolo.

«Soprattutto a partire dalla firma posta sul Protocollo Regionale nel settembre 2019, – scrivono –  a Macerata si fa un gran parlare dei bambini e delle bambine. “Città a misura di bambini”, si dice continuamente. E per fortuna! Ma nella realtà a che punto siamo? Al tanto parlare hanno fatto seguito dei fatti rilevanti?
Che città sarebbe, quella a misura di bambino e bambina?
Immaginare i bambini come veri attori protagonisti nella città non significa predisporre dei progetti di qualche ora attorno alla lettura, dei laboratori occasionali o degli ambiziosi programmi di riqualificazione arricchiti di paroloni (“progettazione partecipata dei parchi” si scriveva qualche mese fa, ma nessuno l’ha vista). Fortunatamente, infatti, la nostra città è piena di realtà associative e sociali, di ogni provenienza culturale, capaci di realizzare attività o festival spot di buona qualità per i bambini e le bambine».
Secondo la forza politica in corsa alle comunali l’amministrazione comunale ha un compito ben diverso di guida e coordinamento. «I bambini e le bambine di oggi, ancor più durante e dopo il lockdown, vivono condizioni di “impoverimento educativo”: perché? Perché le nostre città sono prive di stimoli, perché gli adulti (e gli amministratori quanto mai) proiettano paure e timori rispetto al vivere la città. E allora cosa fare?
La nostra proposta mira a trasformare profondamente Macerata, riprendendo le migliori sperimentazioni del territorio marchigiano e ripensando la nostra città attorno al concetto di quartiere. Come?
1. in ogni quartiere si aprirà un Centro Socio-Educativo (CAG) per bambini, ma anche per ragazzi e adulti, con educatori qualificati. Un luogo dove fare esperienza del gioco e della socialità, ma anche un supporto per le famiglie e una straordinaria occasione di apprendimento informale per i bambini;
2. in ogni quartiere i parchi andranno in gestione a realtà associative o a gruppi di cittadini che se ne prenderanno cura come bene collettivo, favorendo la presa in carico dei luoghi da parte degli stessi cittadini: il protagonismo è la base della crescita.
3. la mobilità cittadina sarà modificata in funzione della creazione di aree pedonali e di zone per circolazione con mezzi alternativi (monopattini, skate, biciclette) al fine di favorire la libera uscita di bambini e ragazzi in autonomia, proprio per raggiungere i luoghi di vita.
4. i centri di quartiere saranno luoghi di libera cultura e condivisione, grazie all’accordo quadro con la SIAE che permetterà di fare musica, cinema e teatro in forma libera: diventeranno spazi di incubazione, dove coltivare passioni e dove sperimentare fin da piccolini la vita di quartiere come una volta.
5. la Giunta Cicaré valorizzerà progetti e attività nelle scuole che promuovano l’educazione all’aria aperta, le attività itineranti in città e le forme di educazione alternative e d’avanguardia.
6. non esisterà alcun rapporto privilegiato e diretto con specifiche realtà associative che si occupano di educazione: i diritti dei bambini non possono essere un terreno di scambio e interesse politico. La trasparenza sarà una modalità costante di operare anche in questo campo».

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Marco Alfei

Sul tema interviene anche Marco Alfei, candidato consigliere della lista Macerata Insieme che sostiene Narciso Ricotta. «Macerata può essere a misura di famiglia. E cosa serve ad una nuova famiglia? Sostanzialmente 3 cose: una casa, il lavoro e tanti servizi. Cosa può fare il Comune per la casa? Può aiutare i giovani genitori nel momento della stipula del mutuo: con delle garanzie (quando i giovani non hanno un lavoro stabile) e con dei fondi (per finanziare il 20% del costo della casa, non coperto dal mutuo). Cosa può fare il Comune per il lavoro? Aiutare fortemente la nascita di piccole imprese private, intanto. Attrarre imprese da altri luoghi, offrendo condizioni favorevoli. Incrementare il turismo. Cosa può fare il Comune per i servizi alle famiglie? Tutto. Aumentare i posti negli asili. Costruirne di nuovi. Supportare i giovani genitori che lavorano nella crescita dei figli, anche al di fuori della scuola. Oggi il paese dipende dai nonni. E chi abita lontano dai propri genitori come fa? E’ necessario creare una rete sociale di servizi che renda pensabile crescere almeno 2 figli, anche in una famiglia monoreddito, senza dipendere dai nonni. Altrimenti il paese non ha futuro».

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