“Fumata bianca” per Romano Mari:
scende in campo con Tittarelli
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - La coalizione di centrosinistra ha sciolto le riserve e il presidente dell'Ordine dei medici ha accettato. L'accordo sarà illustrato nel corso di una conferenza stampa

Gianluca Tittarelli e Romano Mari
di Matteo Zallocco
«Accetta», «accetta», «ti prego accetta». Il telefono di Romano Mari da giovedì sera, quando è uscita la notizia su Cronache, è stato un susseguirsi di decine di messaggi da parte di esponenti e simpatizzanti del centrosinistra che lo invitavano ad accettare la proposta del candidato sindaco Gianluca Tittarelli: scendere in campo al suo fianco per il ballottaggio del 7 e 8 giugno e fare il vicesindaco in caso di vittoria (la coalizione del centrosinistra ha chiuso il primo turno 1609 voti dietro al centrodestra di Parcaroli).

La riunione di ieri sera con i rappresentanti delle liste per discutere il caso Mari
Romano Mari oggi ha sciolto la riserva ed ha accettato. Il centrosinistra illustrerà l’operazione tra qualche ora con una conferenza stampa nella sede elettorale di via Garibaldi. Stesso luogo dove ieri sera si erano riuniti i rappresentanti delle sette liste con Tittarelli e qualche esponente della sinistra non era d’accordo sull’operazione ma oggi si è rimesso alla volontà del candidato sindaco.
L’obiettivo è cercare di recuperare voti nell’area moderata con l’ingresso in prima linea di Mari, molto apprezzato nel mondo cattolico, in una coalizione che presenta quattro liste su sette (Avs, 5Stelle, Strada Comune e L’Altra Macerata) marcatamente di sinistra.

Tittarelli ieri sera ha tenuto un incontro organizzativo a Corneto con i candidati delle liste di centrosinistra
Mari, 73 anni, presidente dell’Ordine, è il medico di base più anziano in servizio a Macerata (andrà in pensione a dicembre). Ex sindaco di Colmurano, è stato presidente del Consiglio comunale a Macerata dal 2010 al 2015.

Romano Mari
Nel 2010 era stato candidato col Pd alle primarie del centrosinistra. «Se serve il mio contributo sono pronto a darlo – ha detto Mari – a patto che questo impegno sia condiviso da tutti».





































Mossa tardiva e sbagliata, sia da parte di Tittarelli che di Mari, che non cambierà probabilmente le sorti del ballottaggio (sempre che ci si arrivi veramente dopo il prossimo verdetto del TAR) e intanto guasta irrimediabilmente l’immagine dello sfidante Tittarelli, sino ad oggi dimostratosi un leale e pulito combattente, al di fuori e lontano dai giochi e dai giochetti della politica, quella più cinica e priva di pudore (di cui il PD è maestro), disposta a tutto pur di mantenere o conquistare il potere.
Ora questo imbarazzante magheggio dell’ultimo minuto inevitabilmente nuoce, oltre che a lui, anche a Mari (già erroneamente rifiutato mesi fa per la candidatura a Sindaco dal campo largo), che viene trasformato nella classica “ruota di scorta”, tirata fuori solo per necessità, non per scelta convinta, dopo un foramento che impedisce di proseguire la strada.
Sono convinto che anche il buon Romano Mari non ne uscirà bene e si tirerà addosso sin da subito un mare di critiche e di fuoco “amico”.
Ma chi cazzarola sono questi cervelloni del PD che mettono in piedi queste candidature a sindaco e a vicesindaco del tutto sbagliate? Forse gli stessi che l’anno scorso scelsero Ricci per le regionali, ben sapendo che gli gravava sulla testa un pesante procedimento penale (che è poi puntualmente esploso e peraltro si è nel frattempo anche aggravato nei contenuti)? O quelli che in questa tornata amministrativa a Fermo hanno imposto una candidatura letteralmente “suicida”, che ha portato ad una vera e propria debacle di tutta la sinistra?
Autolesionismo allo stato puro, per il quale non paga mai nessuno.
Interessante articolo: visto che nel centrodestra la destra regna sovrana, Parcaroli alla voce della possibile entrata in campo di Romano Mari si è precipitato a far visita al Vescovo. Ieri è stato visto di buon mattino entrare nel palazzo di Piazza Strambi. Chissà a chi darà retta questo famigerato elettorato cattolico, magari alla propria coscienza?
Il gradimento di Ippocrate. Il ballottaggio è una partita nuova e allora Tittarelli, che per di più è lo sfidante ed è indietro al primo turno, ha fatto una mossa, insieme alla frittata con Sigona. La suggestione c’è, sui benefici reali si può opinare, non mancano effetti boomerang. Si ammette che a Tittarelli serve un restyling politico-elettorale, che lo squilibrio a sinistra non era un’accusa strumentale degli avversari e che la parità di genere eccetera non è una battaglia così cara: che male c’è a piazzare due uomini al comando se serve alla causa? Quanto al voto cattolico, esso non va confuso con quello di curia o di alcuni apparati clericali e laicali. Il dramma del cattolicesimo italiano sta nell’ essersi diviso secondo le appartenenze e i settarismi degli schieramenti politici contrapposti, perdendo una sua autonomia culturale e una sua capacità e libertà di interlocuzione politica. Il vangelo stesso diviene talvolta non l’ evento e il messaggio che interroga e provoca i fedeli impegnati nei diversi schieramenti e li spinge magari all’ unità se non alla comunione, ma uno strumento aggiuntivo di scomunica clericale dell’avversario.
Vergogna !!! Macerata rispondera’ di conseguenza a questo scempio !!
2 posti nell’ipotetica e poco probabile giunta Tittarelli già assegnati: Mari vicesindaco e Sigona ( o chi per lui ) assessore !! Ed il mercato delle vacche grasse ( vedi Ripa ) non si è ancora chiuso.. Come si spartiranno i pochi posti rimasti le altre sette liste? ahiahi la vedo dura !!!!
Bartolò… ti hanno richiamato in panchina, ti hanno sostituito. La partita continua senza di te. Ora però scétate… che il mister ha già fatto il cambio e tu stai ancora lì a pensare di essere in campo.