Un restauro lungo 13 anni:
lo stendardo del Pomarancio
torna alla luce alla pinacoteca
RECANATI - Oggi la cerimonia a Villa Colloredo Mels, l'opera risale al Seicento. Il sindaco Emanuele Pepa: «Così la città sa porsi al centro della cultura del territorio, valorizzando il proprio patrimonio»

Lo stendardo di Santa Lucia
Il seicentesco stendardo del Pomarancio, raffigurante Santa Lucia e per anni conservato in uffici amministrativi Ircer, è da oggi esposto al pubblico alla pinacoteca di villa Colloredo Mels, nel cuore di Recanati. Una scoperta fortuita, dal grande valore artistico per tutta la città, che torna alla luce del sole dopo un restauro fiume durato circa tredici anni.
L’evento è stato celebrato con una cerimonia di riconsegna alla città, cui hanno partecipato il comune di Recanati, rappresentato dal sindaco Emanuele Pepa e dall’assessore alla cultura Ettore Pelati, Alessandro Marini, direttore di Ast Macerata, Giovanni Issini e Pierluigi Moriconi per la soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Ascoli-Fermo-Macerata, le restauratrici dell’Istituto Centrale per il Restauro, ente che ha condotto le operazioni conservative sull’opera. Presente anche il professor

Il taglio del nastro
Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli, che ha attribuito il vessillo devozionale al Pomarancio.
Lo stendardo ha superato la prova di un lungo accantonamento e, grazie alla collaborazione tra comune di Recanati, soprintendenza, Ast Macerata e Istituto Centrale per il Restauro, il tesoro seicentesco è pronto a riprendersi la scena in un allestimento degno dell’importanza e della storicità dell’opera.

Il pubblico all’evento
«Il restauro dello stendardo è la prova che Recanati sa porsi al centro della cultura del territorio, valorizzando il proprio patrimonio culturale – ha sottolineato il sindaco Pepa – e dialogando con partner di rilievo anche nazionale per raggiungere l’obiettivo. Ringraziamo Ast Macerata e Soprintendenza per il supporto ricevuto per il recupero e la finalizzazione del restauro».
Soddisfatto anche l’assessore Pelati, che ha commentato: «Ripercorriamo oggi le tappe di una lunga storia dal lieto fine, grazie anche a tutti i soggetti coinvolti che hanno reso possibile questo traguardo, tra cui Ast Macerata e soprintendenza Abap, con il contributo operativo dell’Istituto Centrale per il Restauro senza il quale lo stendardo non sarebbe tornato al suo antico splendore. Non possiamo, infine, non ricordare l’impegno determinante di Sergio Beccacece e Nikla Cingolani, che si sono spesi per far tornare l’opera a disposizione della città».