«Abbandonati dallo Stato
Sindaci, rinunciamo alle deleghe»

SISMA - L'appello di Luca Maria Giuseppetti, primo cittadino di Caldarola, ai suoi colleghi amministratori nelle zone del cratere. «Protestare a Roma non serve più a nulla. Non siamo pupazzi nelle mani di politici che non si preoccupano della vita dei nostri concittadini»

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Luca Maria Giuseppetti, sindaco di Caldarola

 

«Dimettiamoci dai nostri ruoli di amministratori, per inviare al governo un netto segnale di rottura». E’ la denuncia di Luca Maria Giuseppetti, sindaco di Caldarola, che facendo leva sull’orgoglio dei suoi colleghi fa il punto delle ricostruzione, invitandoli a rimettere le deleghe. «Nonostante le numerose richieste – spiega – di delineare una strada preferenziale per i Comuni maggiormente colpiti dal terremoto, i sindaci sono stati costretti ad arrendersi alla mancanza di volontà da parte del Governo. Decreto dopo decreto, le necessità del cratere sono state inserite in commi relativi ad altre emergenze, prima Catania, poi il ponte Morandi, quindi il terremoto di Ischia. Per queste situazioni sono state studiate delle norme ad hoc per accelerare il ritorno alla normalità, ma una progettazione specifica per i territori del centro Italia non è mai stata ipotizzata. Si continua a valutare la ricostruzione con norme ordinarie in una situazione assolutamente straordinaria. Una situazione di avvilimento e un senso di abbandono che levano la dignità ai cittadini e la forza di lottare agli amministratori».

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L’aula di Montecitorio vuota durante la discussione

A distanza di quasi quattro anni dal sisma, «nessuno sa che strada prendere, i commissari straordinari non sono stati in grado di far partire la ricostruzione e ogni volta che c’è una riunione con delle proposte dei sindaci, questi si sono visti bocciare circa l’80% delle richieste. Ne è una prova la foto della Camera che nel novembre scorso ha fatto il giro dei social, con soli sei deputati presenti, quando di lì a poco sarebbero stati discussi importanti argomenti relativi alla ricostruzione». «Questo senso di abbandono – prosegue Giuseppetti – ricade sugli abitanti dei bellissimi borghi del centro Italia, costretti a rinunciarvi in favore delle più grandi metropoli e zone rivierasche, senza valutare però i futuri, ma non troppo lontani, risvolti che potrebbero avere queste decisioni. Non è onesto che i cittadini subiscano sulla loro pelle le dinamiche politiche e partitiche».

sindaci-a-montecitorio-2-325x244«Per questa ragione – rilancia il sindaco di Caldarola – voglio fare un appello ai miei colleghi amministratori. Protestare a Roma non serve più a nulla, dobbiamo rimettere le fasce così come avevo proposto anche un paio di anni fa. Solo rimettendo le deleghe facciamo veramente capire che non siamo dei pupazzi nelle mani di politici che hanno altri interessi, anche più effimeri, della vita dei nostri concittadini». «Il territorio ha bisogno di certezze – conclude Giuseppetti – , non capisco perché le ordinanze e i decreti adottati per il terremoto del ‘97 siano stati stralciati in favore di nuove norme ingarbugliate, con procedure farraginose che stanno rendendo la ricostruzione praticamente impossibile. Così facendo, rendiamo difficili e umilianti agli anziani gli ultimi anni della loro vita, mentre ai giovani stiamo rubando il futuro nei paesi in cui sono nati e cresciuti. E’ un’immensa vergogna: qualcuno prima o poi dovrà rendere conto di quanto non è stato fatto per questo territorio».

 

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