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Busta paga pesante, Acquaroli:
«Partite Iva beffate»

SISMA - Il deputato di FdI e candidato governatore denuncia che «nonostante il decreto preveda diversamente l'Inps sta chiedendo indietro il 100 percento dei contributi previdenziali». Sarà presentata un'interrogazione parlamentare
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Francesco Acquaroli

 

«Ennesima beffa per i terremotati del centro Italia: l’Inps chiede indietro alle partite iva il 100 percento dei contributi previdenziali, nonostante il decreto sisma abbia disposto la restituzione delle somme, trattenute nella “busta paga pesante”, nella misura del 40 percento». A denunciarlo Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d’Italia e candidato governatore in Regione.

A riguardo «presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarezza sulle motivazioni per le quali Inps non ha applicato sin da subito lo sconto contributivo del 60 percento così come previsto dal decreto sisma», annuncia Acquaroli, che aggiunge: «Una battaglia portata avanti da Fratelli d’Italia in Parlamento. Questo è accaduto perché la riduzione contributiva del 60 percento per imprese e professionisti è soggetta ai limiti del de minimis, ma i controlli si sarebbero potuti effettuare dopo, senza chiedere oggi l’esborso di cifre non dovute a lavoratori terremotati e in difficoltà. Una procedura inversa, che avesse previsto da subito il pagamento del 40 percento dovuto e rimandato all’esito delle verifiche del de minimis il versamento della restante parte eventualmente non agevolabile, avrebbe garantito una ricaduta finanziaria minore su commercianti ed artigiani che si trovano oggi ad operare in contesti dove l’economia è ancora in forte crisi a seguito del sisma e dove è già difficile arrivare alla fine del mese. Ulteriori disagi creati dall’improvvisazione con la quale il Governo Pd-M5S continua a trattare un tema cruciale come quello della ricostruzione post-sisma e che pesa anche sugli operatori del territorio che lavorano nell’incertezza e con malfunzionamenti nelle procedure informatiche».

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