Ricostruzione, «impennata di richieste
Primi frutti di un grande lavoro»

SISMA - Il commissario Farabollini presenta alcuni dati provvisori: «Nell'ultimo trimestre del 2019 le domande di contributo per i danni lievi sono aumentate del 470%, quelle dei danni gravi del 138%». Nei prossimi giorni prima ordinanza sull'autocertificazione
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Piero Farabollini

 

«Negli ultimi tre mesi del 2019  le richieste di contributo per i danni lievi sono aumentate del 470%, quelle dei danni gravi del 138%. Un trend positivo per la ricostruzione privata dove emerge che i marchigiani vogliono tutt’altro che rinunciare ai loro borghi per trasferirsi sulla costa». Questa l’anteprima dei dati del 2019 fornita da Piero Farabollini, commissario alla ricostruzione. Dati con cui Farabollini sembra anche rispondere all’uscita poco felice di Paola De Micheli, che la settimana scorsa era finita al centro delle polemiche per aver detto che nessuno voleva rifarsi casa in montagna (leggi l’articolo). I dati forniti da Farabollini (consulta il file) e che riguardano Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, sono un’anteprima di quelli definitivi che saranno pubblicati una volta completata la raccolta.

Se le domande aumentano si registra comunque una difficoltà diffusa. In primis, nelle Marche mancano ancora all’appello (dopo oltre tre anni), quasi 7mila schede di rilevazione del danno. Un problema che secondo il commissario  si risolverà con «le proroghe contenute nell’ultimo decreto sisma che consentono ai professionisti di presentare unitamente al progetto la scheda periziata». Poi le seconde case e la ricostruzione pubblica per cui «resta il nodo ed è ancora molto lontana dall’aver aperto i cantieri». I dati: «Nelle quattro regioni sono 184 i progetti esecutivi ultimati su 1079 interventi previsti dalle ordinanze 23, 32, 33, 37 e 56. Non tutti hanno i lavori in esecuzione: ne risultano cantierati solo 156, pari al 14,5% della previsione di intervento totale. Per oltre il 6 % degli interventi (650) deve ancora essere avviata la procedura di gara per l’affidamento della progettazione. Emerge chiaramente che i Comuni non sono adeguatamente organizzati per gestire le attuali procedure e non solo per la quantità del personale a disposizione, ma soprattutto per la sua tipologia ed il know-how– conclude Farabollini – Continueremo a lavorare, di concerto con tutti gli attori della ricostruzione, perché percorsi e procedure siano il più possibile facilitati». Il prossimo passo comunque sarà, in settimana, la prima ordinanza che regola l’autocertificazione.

 



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