Il ballottaggio si gioca a porte chiuse:
trattative, silenzi, tifoserie social
ma nessun confronto pubblico
DENTRO LE STANZE, FUORI LA CITTA' - Parcaroli, concentrato da giorni sul ricorso al Tar, rifiuta il 'faccia a faccia'. Tittarelli lavora per allargare il fronte moderato con Mari e Sigona, poi si chiude con i suoi nella sede di via Garibaldi: l'indicazione per ora è di non parlare. Su entrambi i fronti tanta strategia e poca partecipazione vera in questo rush finale

Gianluca Tittarelli (a sinistra) questa sera in riunione con i rappresentanti delle liste della sua coalizione
di Matteo Zallocco
Il ballottaggio si gioca nelle segrete stanze. Da una parte il candidato del centrodestra Sandro Parcaroli che da quattro giorni sembra essere concentrato solo sul ricorso al Tar presentato oggi per le 350 schede nulle (nessuna contestata dai rappresentanti di lista) e ancora scosso dalla mancata vittoria al primo turno per soli dieci voti. Parcaroli ha anche rifiutato di partecipare al “faccia a faccia” che Cronache Maceratesi avrebbe organizzato la prossima settimana. Confronto ovviamente accettato dall’avversario Gianluca Tittarelli che sta cercando di giocarsi tutte le carte a disposizione per cercare di recuperare lo svantaggio di 1609 voti del primo turno. Ma il ballottaggio è tutta un’altra partita come ha sottolineato a Cronache il governatore delle Marche Francesco Acquaroli (leggi l’articolo).

Le attività questa sera nella sede elettorale di Parcaroli in corso Matteotti
Peccato che questa partita i due candidati se la stiano giocando dentro casa assieme a pochi amici. Tittarelli ieri è andato a trovare Romano Mari per chiedergli un aiuto, anticipazione non gradita (leggi l’articolo), oggi è andato a pranzo con Marco Sigona chiudendo l’accordo per il ballottaggio con il candidato di Officina delle Idee (leggi l’articolo) e alle 19 si è rinchiuso nella sede elettorale di via Garibaldi assieme ai rappresentanti delle sette liste della sua coalizione. Sul tavolo appunto l’ingresso di Mari che – come d’altronde lo stesso Tittarelli – ha chiesto una indicazione unanime sul suo nome da tutte le forze politiche del centrosinistra prima di accettare la discesa in campo al fianco del candidato sindaco.
L’obiettivo è cercare di recuperare voti nell’area moderata con l’ingresso in prima linea del presidente dell’Ordine dei medici, molto apprezzato nel mondo cattolico, in una coalizione che presenta quattro liste su sette (Avs, 5Stelle, Strada Comune e L’Altra Macerata) marcatamente di sinistra. Bocche cucite e nessun commento sulla riunione di questa sera, nonostante tanti tentativi di contatto, l’unica cosa che trapela è che a una parte della sinistra l’idea Mari non piace e per questo l’accordo non è stato ancora trovato. Mettere d’accordo sette teste in questo momento è un’impresa ardua per Tittarelli tant’è che qualcuno nella sinistra non gradirebbe neanche l’accordo con quel Marco Sigona che aveva abbandonato il tavolo del centrosinistra per candidarsi in solitaria denunciando la mancanza di un metodo partecipativo (le primarie).

Parcaroli e Tittarelli, la campagna elettorale sta per iniziare
La partecipazione e l’ascolto sono al primo posto nel programma di Tittarelli e si auspica che il coinvolgimento non sia limitato ai rappresentanti delle liste. Essere trasparenti e parlare con la stampa – e questo vale per entrambe le coalizioni, “faccia a faccia” inclusi – significa parlare alla città. Noi non ci limitiamo a copiare e incollare comunicati stampa, non l’abbiamo mai fatto. La cittadinanza deve essere informata sugli aspetti più importanti della vita politica e non bastano certo video e post di parte e piuttosto inutili sui social – che tra l’altro entrambi i candidati non utilizzano in prima persona – con cose dette e ridette solo per prendere l’applauso delle proprie tifoserie. Parcaroli e Tittarelli questi giorni stanno facendo questo dopo che per un mese e mezzo hanno fatto a gara a chi era più presente, accanto a big nazionali che di Macerata sanno poco o niente.













































