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«Ricotta fa pubblicità ingannevole:
“Zero consumo di suolo”?
Ha approvato lottizzazioni e Piano casa»

MACERATA 2020 - Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra, prende di mira i manifesti elettorali del suo competitor: «Si prende persino il merito del Superecobonus 110%, che è un progetto ministeriale». Attacca il centrosinistra anche Massimo Pizzichini dell'Udc: «Su sicurezza e immigrazione non ci hanno ascoltato, si sono mossi in ritardo»
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Sandro Parcaroli

 

I manifesti elettorali del candidato sindaco del centrosinistra di Macerata Narciso Ricotta finiscono nel mirino del contendente di centrodestra Sandro Parcaroli. In particolare sono quelli che riportano gli slogan «Zero consumo del territorio», «Super ecobonus 110%», «Miglioramento sismico ed energetico» a incontrare la dura critica dell’imprenditore.

«Si tratta di un manifesto di carattere elettorale, di cui non sono riuscito a comprendere il senso, sinceramente – spiega Sandro Parcaroli -. Nel commercio infatti la chiameremmo pubblicità ingannevole». Poi scende nel dettaglio. «Il superecobonus 110% è un progetto ministeriale, non del candidato sindaco Ricotta già emanato con un decreto-legge. E’ come se il candidato della sinistra Ricotta promettesse la creazione di una sanità pubblica per tutti i cittadini o la distribuzione della pensione a tutti i lavoratori della pubblica amministrazione al termine del ciclo naturale di attività – continua Parcaroli – qualcosa che non è in suo potere, né tanto meno in quello esercitato da un Comune, e che risulta ovvio per il solo fatto che è già materia di legge. Certamente l’eco bonus potrebbe essere un’arma per rilanciare l’economia (purtroppo ho i miei dubbi vista la complessità nella gestione del credito di imposta che lo contraddistingue, la complessità nel proporre un avanzamento di due classi energetiche e la responsabilità che viene lasciata ad architetti, ingegneri e geometri), ma il collega candidato della sinistra dovrebbe comunque semmai spiegare cosa ne farebbe, avendone facoltà e potere, per utilizzarlo al meglio. Magari dando agevolazioni o sgravi, cosa che a Macerata non è mai stata fatta, in materia di tributi per l’occupazione di suolo pubblico in caso di lavori o potenziando l’ufficio tecnico, in modo da renderlo in grado di velocizzare le pratiche relative agli stessi lavori. Se pensiamo poi che non solo a Macerata ancora non abbiamo un archivio tecnico interamente digitalizzato (sarà una delle nostre missioni), ma abbiamo una buona parte dell’archivio tecnico dell’urbanistica ancora inaccessibile dopo l’incendio avvenuto ormai otto anni fa; senza alcuna certificazione che sia recuperabile o meno ci rendiamo conto di come questi siano solo slogan da campagna elettorale».

Il candidato di Lega e centrodestra prende poi di mira lo slogan “Zero consumo di suolo”: «Mi chiedo come fa il candidato sindaco Ricotta, già assessore ai lavori pubblici del comune di Macerata in questi anni, a parlare di “Zero Consumo del Territorio” dopo che la sua giunta ha dato consenso favorevole alla nuova lottizzazione Simonetti a Piediripa, frazione già devastata dall’abbandono della lottizzazione di Valleverde? Come fa a parlarne dopo che ha approvato la costruzione di un nuovo supermercato nella zona delle Casermette? O vogliamo parlare del piano casa da 1,5 milioni di metri cubi del centro sinistra? E potrei andare avanti per ore».

In riferimento al tema del Miglioramento Sismico ed Energetico il candidato della Lega e del centrodestra non ha mezze parole. «Chi mi conosce sa che il terremoto mi ha toccato da vicino, avendo visto familiari e amici perdere tutto. Invece che parlare in modo vago di argomenti seri, il collega candidato Ricotta chiarisca la sua posizione e quella della Giunta di cui ha fatto parte sui molti ritardi, tra cui in primis quelli legati al Convitto. Dal 2018 (data di stanziamento dei fondi) ad oggi non è stato infatti ancora presentato il progetto per richiedere i fondi per la ricostruzione. I soldi ci potrebbero anche essere, ma nessuno si è ricordato o ha voluto presentare il progetto per richiederli, tanto che le famiglie dei bambini interessati stanno combattendo dal 2016 per avere una giusta sistemazione in locali d’emergenza prestati per l’occorrenza».

Parcaroli, che a Camerino ha vissuto il dramma del terremoto sulla propria pelle, conosce bene la normativa legata al miglioramento sismico degli edifici e sul come sia stata utilizzata per la città di Macerata solleva molti dubbi.

«La prossima settimana presenterò il programma elettorale – conclude -. Un documento che ho voluto scrivere personalmente, curandone il contenuto passo passo e che da solo basterà a chiarire cosa penso della città e perché non c’è più tempo da perdere in merito alle decisioni da prendere per il suo futuro. Macerata ha bisogno di un progetto a lungo termine, ed è quello che presenterò. Perché i Maceratesi sono stanchi di contentini e false promesse. Sento sulle mie spalle il peso del futuro di questa città e pertanto voglio prendermi fino all’ultimo giorno che ho a disposizione per elaborare il miglior progetto che Macerata abbia visto negli ultimi anni, senza perdere nemmeno un minuto inutilmente. Perché Macerata e i Maceratesi se lo meritano».

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Massimo Pizzichini

All’attacco del centrosinistra anche Massimo Pizzichini dell’Udc, partito che ha sostenuto il sindaco Romano Carancini alle ultime elezioni e ora al fianco di Parcaroli.  «Il declino nell’ultimo decennio della città di Macerata è certificato anche dalla diminuzione della popolazione del nostro Comune. Macerata al 31 dicembre 2009 aveva 43002 abitanti e, dopo esattamente dieci anni, se ne ritrova 41163, mentre Civitanova nello stesso periodo contava 40661 abitanti e ora ne ha 42524. Dobbiamo interrogarci perché Macerata non è più attrattiva. La visione degli anni Ottanta e Novanta in cui era o avrebbe dovuto essere capitale dei servizi del nostro territorio è ormai tramontata – con la digitalizzazione, l’accorpamento dei servizi e ultimamente con il lavoro da remoto. Questa tendenza non è un fatto temporaneo ma andrà oltre il Covid 19. Il ruolo che ricopriva la città e creava ricchezza è ormai un bel ricordo. La politica portata avanti dal PD, da Carancini e dall’attuale candidato a sindaco Ricotta, non ha saputo mettere all’ordine del giorno, nell’ultimo decennio, una visione diversa della città. Si è andati avanti svolgendo solo l’ ordinario, non rendendosi conto che la città stava cambiando».

L’Udc prende le distanze anche in materia di sicurezza, immigrazione e sport: «Anche per quanto riguarda la sicurezza, solo dopo i tragici fatti di inizio 2018 con la morte di Pamela e la sparatoria di Traini si è cercato di fare qualcosa ed anche in questa occasione ci si è mossi a cose avvenute. Eppure l’Udc aveva preteso di mettere sul programma elettorale del 2015 la mutualità di vicinato, ma solo dopo vari solleciti e a fine consiliatura si è riusciti ad ottenere un protocollo con la prefettura e che ora dovrà essere attuato. Per non parlare dell’immigrazione incontrollata, di un fenomeno che da anni sconvolge anche la nostra città. Il Pd non riesce a dare risposte se non con programmi a breve termine attraverso il Gus. Spesso i giovani extracomunitari girovagano per la città, senza un minimo di integrazione. Non dimentichiamoci della Lube che, dopo aver chiesto inutilmente per anni un nuovo palazzetto dello Sport o un miglioramento dello stesso, è stata costretta a trasferirsi a Civitanova, creando un notevole danno d’immagine alla città».

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