Mercato, Silenzi a Ciarapica:
«Va revocato, ha il potere per farlo»

CIVITANOVA - Secondo il capogruppo del Pd il sindaco non è impotente rispetto al decreto. Il primo cittadino: «L'unico che può intervenire è Ceriscioli, sto cercando di contattarlo»
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Il mercato ortofrutticolo nel piazzale di via Leonardo da Vinci (foto scattata prima dell’inizio della pandemia da coronavirus)

 

di Laura Boccanera

Bufera sull’apertura di domani del mercato, l’opposizione chiede interventi: «Non è vero che Ciarapica non può fare nulla, nel decreto del 25 marzo c’è la possibilità di vietare il mercato all’aperto richiamando la mancanza di condizioni di distanziamento sociale». Ma il sindaco si dichiara impotente e fa appello al presidente della Regione: «E’ l’unico che può emettere ordinanze più restrittive».

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Fabrizio Ciarapica

Dipanare la matassa non è semplice, ma la possibilità per una decina di bancarelle di essere presenti domani al mercato ortofrutticolo e di generi alimentari suscita scalpore e contrarietà. E soprattutto si fa fatica a capire la differenza fra l’ordinanza emessa dal sindaco il 20 marzo scorso quando ha vietato l’apertura domenicale ai centri commerciali e botteghe alimentari rispetto alla possibilità di vietare anche il mercato sabato: «c’è una differenza – sostiene Ciarapica -, il primo decreto Conte quello del 29 febbraio (in Gazzetta ufficiale il 2 marzo, ndr) prevedeva l’apertura dei mercati e supermercati quali beni essenziali, ma non specificava che le ordinanze dei sindaci erano inefficaci, tanto che io stesso emanai un’ordinanza più restrittiva. Poi il 25 marzo un ulteriore decreto di Conte specifica invece che le ordinanze dei Comuni sono inefficaci. Noi avevamo emesso un’ordinanza di chiusura domenicale dei supermercati per il 22 e per il 29 marzo. Ma ad esempio il 29 marzo una grossa catena come l’Iper ha deciso di aprire e non abbiamo potuto impedirlo perché il decreto del governo supera l’ordinanza comunale. Solo il presidente della Regione può esprimersi, ho cercato anche il presidente Ceriscioli, ma ieri non sono riuscito a mettermi in contatto con lui. Riproverò oggi».

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Giulio Silenzi

Non è così secondo Giulio Silenzi: «il decreto ministeriale già il 2 marzo all’articolo 35 spiega che i sindaci non possono fare ordinanze perché altrimenti sono inefficaci. Nel decreto si dice: “A seguito dell’adozione delle misure statali di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non possono essere adottate e, ove adottate sono inefficaci, le ordinanze sindacali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza predetta in contrasto con le misure statali” – afferma Silenzi – Il sindaco invece fa un’ordinanza il 20 marzo anche se la legge lo vietava e i supermercati sono stati chiusi. E allora come è stata fatta quell’ordinanza si revochi la concessione del mercato. Ciarapica cita solo il decreto del 25 marzo e non quello del 2 marzo nel quale si dicono le stesse cose. Se non si vuole percorrere la via dell’ordinanza si può sempre revocare l’autorizzazione sostenendo che al mercato di Civitanova non sussistono le condizioni per garantire il distanziamento sociale e non c’è personale a sufficienza da utilizzare. Pertanto stando nella norma si motivi in questa maniera e si revochi l’autorizzazione al mercato».

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