«Cassa integrazione e bonus,
nulla sta funzionando
Mancano strategie economiche»

GLI ORDINI dei commercialisti e dei consulenti del lavoro di Macerata criticano le mosse del Governo e segnalano una serie di problemi legati a chi deve accedere ai siti per chiedere quanto gli spetta
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Riccardo Russo

 

«Dal sorgere dell’emergenza sanitaria tutto ciò che doveva funzionare non ha funzionato. La pubblica amministrazione non ha saputo snellire né rafforzare le procedure dell’Inps e nemmeno gestire, attraverso le Regioni, un’apposita piattaforma per gestire la Cassa Integrazione in Deroga pur immaginando l’enorme mole di lavoro che si stava preparando. Tutto ciò che abbiamo letto nelle norme in materia di emergenza Coronavirus non è altro che una goccia nel grande mare delle necessità. Non vi sono strategie concrete in favore delle aziende e dei professionisti ma solo adempimenti e relative sanzioni, concentrando un carico insostenibile intralciato da inutili processi che non creano soluzioni né sono frutto di concrete strategie per sostenere economicamente il Paese». Lo dicono Riccardo Russo, presidente Ordine consulenti del Lavoro di Macerata, e Rosaria Garbuglia, presidente Ordine commercialisti ed esperti contabili.

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Rosaria Garbuglia

Secondo i due Ordini «Le risorse ad oggi impegnate dal Governo sono insufficienti e approntate senza coerenza rispetto ai fatti accaduti. A fronte di questa emergenza ci si aspettavano strumenti efficaci ed efficienti, pratici e semplificati. Sarebbe bastata, ad esempio, una Cassa Integrazione Guadagni unica ed anche una sospensione delle imposte, dei tributi e dei contributi senza distinzione tra settori e operatori economici. Sarebbe stato sufficiente un diverso livello di coraggio piuttosto che propaganda politica. Le aziende ed i professionisti hanno bisogno di liquidità e quindi di accesso al credito veloce, senza formalità, senza garanzie se non a carico dello Stato. La vera emergenza è sostenere noi tutti, le nostre famiglie, impensabile credere che ciò avvenga (non per tutti oltretutto) attraverso l’indennità degli “autonomi” e di “ultima istanza” (600 euro)».

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA – «E’ gestita attraverso la piattaforma regionale CoMarche-Sistema Informativo delle comunicazioni telematiche datori di lavoro che si è rivelata immediatamente insufficiente, i tempi di lavorazione di una singola pratica arrivano in media fino a circa 90 minuti, totalmente inaccettabile. Diverse le annotazioni da fare, il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, con una comunicazione via twitter di ieri, ha corretto l’indicazione pervenuta dalle Regioni precisando che “le aziende che presenteranno la domanda alle Regioni non dovranno pagare l’imposta di bollo previsto dalla vecchia normativa” ma di fatto senza immissione dei dati della marca da bollo la procedura segnala l’errore non consentendo il proseguo. L’Intesa della Regione Marche, datata 20 marzo 2020, aveva previsto che la Cig in deroga sarebbe stata applicabile per la forza lavorativa alla data del 23 febbraio 2020 salvo possibilità di includere i lavoratori assunti dalla predetta data e fino a quella della firma dell’intesa regionale. Così non è. La Regione, attraverso un Dppf denominato “Allegato A – Guida procedurale per l’accesso alla Cassa Integrazione in deroga” ha scritto che “la comunicazione (alle organizzazioni sindacali) preventiva alla domanda deve contenere le informazioni essenziali” come “descrizione sintetica della situazione aziendale” e la “motivazione” quasi a disconoscere che l’emergenza sanitaria, definita dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) come una pandemia, non fosse già tale da giustificare la sospensione la riduzione dell’attività. Ricordiamo che molti operatori economici hanno sospeso il lavoro a norma di Decreti Legge, di Dpcm e di Decreti del Ministero della Sanità. Perché mai la Regione Marche anche in questa situazione ha trovato corretto doverlo ribadire alle organizzazioni sindacali?

INDENNITA’ AUTONOMI DELLA CIO E DEL FIS – «Anche il portale dell’Inps è collassato confermando l’inefficienza della struttura informatica che da anni lamentiamo noi professionisti. Sarebbe stato auspicabile che l’Inps avesse consentito agli intermediari, in primis ai Consulenti del Lavoro ed ai Commercialisti, uno spazio digitale maggiore e più qualificato che avesse permesso di lavorare sugli ammortizzatori sociali evitando l’intasamento degli accessi al portale dell’Istituto, concedendo una puntuale regolarità del caricamento dei flussi dei lavoratori subordinati, flussi che serviranno a pagare la Cassa Integrazione Guadagni. A tal proposito le due Categorie professionali suggeriscono all’Inps di ridurre ogni tipologia di ulteriore complicazione dell’intera procedura degli ammortizzatori sociali, come quello della compilazione del modello SR41 visto che gli stessi sono a disposizione dell’Istituto ed estraibili dalle denunce mensili (Uniemens) ed eventualmente solo da implementare con i dati per il pagamento tracciato. Ciò consentirebbe di poterci dedicare anche ad altre mansioni e non ultima a quella delle richieste delle indennità degli autonomi apparentemente semplice, ma non sempre, data la vastità dei soggetti ammessi ed esclusi. Abbiamo inoltre assistito ad uno scandaloso caso di violazione delle norme sulla privacy: chi é riuscito ad accedere si é trovato a visualizzare i dati di altri utenti. Aspettiamo che il Governo rimoduli l’intera gestione, ma dovrà farlo in fretta e seriamente».

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