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Caporalato nei cantieri Sae,
chiusa prima tranche d’indagini:
una decina i casi scoperti

RICOSTRUZIONE - La procura ha completato una parte dell'inchiesta relativa a presunti episodi di sfruttamento avvenuti a Pieve Torina, Ussita, Visso. Il dipendente di una ditta del Nord Italia, Gheorghe Carp, deve rispondere di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Ad un altro indagato viene contestato di aver minacciato un operaio che si era infortunato
venerdì 1 Febbraio 2019 - Ore 13:27 - caricamento letture
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Nell’immagine due operai nei cantieri sae senza dispositivi di sicurezza

 

Dipendenti costretti a lavorare anche 12 ore al giorno e che magari dormivano in otto in una stanza che era per due persone: reclutati in Romania tramite allacci di un romeno che è dipendente di una ditta del Nord Italia, Gheorghe Carp, l’uomo ora è indagato dalla procura di Macerata. L’indagine è dei carabinieri della Compagnia di Camerino, diretta dal capitano Roberto Cara, e nasce da un infortunio avvenuto in un cantiere delle Sae nel dicembre 2017. Si era fatto male un romeno che poi ha raccontato la sua vicenda alla Cgil che pubblicamente segnalò quello che era accaduto. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che l’uomo, che si era fatto male cadendo sul ghiaccio in un cantiere di Ussita, era stato minacciato da un connazionale (pure lui indagato, in questo caso per minacce) che gli avrebbe detto di non dire nulla dell’infortunio o sarebbe stato cacciato dal cantiere. L’indagine si è allargata e sono emersi presunti episodi di caporalato. Una parte dell’indagine è stata chiusa dalla procura: riguarda la posizione di Carp.

Da sinistra: il capitano Roberto Cara con il colonnello Michele Roberti

L’uomo è accusato di aver fatto venire in Italia una decina di persone per conto della ditta di cui era dipendente e che aveva un subappalto nei cantieri per la realizzazione delle casette. Si tratta di alcuni cantieri che si trovano a Ussita, a Visso e nell’Ascolano. Chi arrivava veniva poi retribuito tramite pagamenti su Poste Pay. Si parla di 800 euro, anche mille. Ma il problema sono le ore di lavoro: la procura parla di turni da 12 ore, senza differenza tra festivi e orari notturni. Inoltre il romeno faceva leva sullo stato di necessità delle persone che arruolava in Romania, tramite contatti con parenti che ha in quel Paese. Inoltre finito il turno di lavoro gli operai si trovavano a dover convivere in otto in locali che erano per due persone in un’area della ditta, che si trova a Pieve Torina. Inoltre ancora mancavano, secondo i carabinieri, le tutele previste dalle normative sul lavoro. Indagine è coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio. Al momento una parte dell’indagine resta coperta da segreto istruttorio e ci sarebbero altri indagati nella vicenda. A Carp viene contestato il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

(Gian. Gin.)

(Ultimo aggiornamento alle 16,40)

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