Casette marce, Federcontribuenti:
«Class action contro Arcale»

SISMA - Il segretario regionale Maria Teresa Nori punta il dito contro il Consorzio che ha realizzato le soluzioni abitative d'emergenza. In alcune aree di Visso le strutture sono da rifare dopo pochi mesi: «Hanno risparmiato su tutto, anche sulla pelle delle persone»
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Alcuni materiali marci ammucchiati dopo i lavori nell’area di Cesare Battisti II a Visso

«Soluzioni abitative d’emergenza messe su con il “cerotto” in fretta e furia e senza badare alla sicurezza delle persone che vi entravano, persone che hanno subìto un trauma che si porteranno dietro per anni e che ora si ritrovano ancora una volta sbattuti nei residence. Non c’è altro da fare che intraprendere una class action contro il consorzio Arcale da parte di tutti coloro che sono stati fatti uscire dalle Sae». Così Maria Teresa Nori, segretario regionale di Federcontribuenti, interviene sulla vicenda delle casette per sfollati realizzate da Arcale a Visso.

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Maria Teresa Nori

Qui sono almeno 50 le casette da rifare a causa dei rivestimenti interni montati già bagnati e che quindi, dopo l’estate, hanno rilasciato acqua che ha fatto marcire le strutture. Nori fa riferimento anche all’incontro avvenuto in Senato nei giorni scorsi tra il sindaco di Visso e senatore leghista Giuliano Pazzaglini e Antonio Veneziano del consorzio Arcale dove si è discusso sia della situazione delle sae sia della possibilità per Arcale di investire ulteriormente nel territorio marchigiano. «Veneziano – dice Nori in riguardo alle casette -, si è ben guardato da esporre a Pazzaglini la realtà della situazione». Realtà però che è lo stesso Comune ad aver segnalato ad Arcale, dopo che gli abitanti delle sae, impossibilitati a contattare il consorzio che non ha mai istituito il numero verde per le manutenzioni, si erano rivolti al Comune. Era stato quindi l’ente a creare un modulo per raccogliere le segnalazioni di disfunzionamento. «Il consorzio Arcale che vinse l’appalto e che poi ha subappaltato – prosegue Nori – è stata pagata ed è pagata con soldi pubblici. A questo punto non c’e’ altro da fare che intraprendere una class action contro il consorzio da parte di tutti coloro che sono stati fatti uscire dalle Sae. Il Consorzio deve ripagare danni morali e materiali perché é inaccettabile che questi lavori non siano stati fatti a regola d’arte. Hanno risparmiato su tutto – ha concluso Nori – anche sulla pelle delle persone». Ieri anche la Regione, per voce dell’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, ha annunciato che chiederà ad Arcale i danni anche d’immagine.



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