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Giungla Sae, incontro in Regione:
sul tavolo i contratti non rispettati
e la responsabilità in solido di Arcale

SISMA - Daniel Taddei, Massimo De Luca e il segretario generale Barbaresi hanno incontrato l'assessore Sciapichetti e il direttore della Protezione Civile Marche. In ballo la posizione di 20 lavoratori e gli accantonamenti della cassa edile
lunedì 26 marzo 2018 - Ore 17:40 - caricamento letture
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Taddei e De Luca alla sede della Regione

 

Giungla sae, incontro in Regione tra Cgil, l’assessore Angelo Sciapichetti e il direttore della Protezione Civile delle Marche David Piccinini. Nei giorni scorsi i sindacalisti Daniel Taddei e Massimo De Luca della Cgil avevano scritto una lettera per chiedere l’attivazione della responsabilità in solido nei confronti del Consorzio Arcale in merito alle inadempienze contrattuali e normative del subappaltatore Consorzio Gips e nello specifico delle consorziate Europa srl e Gesti One srl. In ballo ci sono da sanare le posizioni di 7 operai di Europa srl e 13 di Gesti One srl. A questo si aggiungono gli accantonamenti Cassa edile ed i contributi previdenziali e premi assicurativi. Durante l’incontro è stata esposta la documentazione specifica per la responsabilità in solido e quella relativa alla situazione generale dei cantieri post terremoto in merito anche a nuove situazioni emerse che riguardano ditte e lavoratori italiani. Presente all’incontro, con Taddei e De Luca (rispettivamente segretario generale Cgil Macerata e segretario generale Fillea) anche il segretario generale Cgil Marche Daniela Barbaresi. Sciapichetti e Piccinini «hanno espresso la massima partecipazione ed hanno comunicato di aver già messo in moto la procedura per l’attivazione della responsabilità in solido nei confronti del Consorzio Arcale, nella prossima settimana si aspettano i primi riscontri» scrive il sindacato in una nota. L’incontro è stato giudicato «molto positivo» dai delegati della Cgil. «La gravità della situazione determinata e l’inadempienza dei soggetti coinvolti impongono una risoluzione celere della vertenza sindacale – prosegue la Cgil –, nel rispetto dei lavoratori, dei terremotati e dei cittadini in generale. La grande preoccupazione riguarda il futuro dei cantieri del nostro territorio, con la ricostruzione vera e propria, quando finalmente partirà, i rischi di illegalità si accresceranno col moltiplicarsi delle stazioni appaltanti e dei committenti. Occorre che siano destinate maggiori risorse, sia quantitative che qualitative, a tutti gli organismi preposti ai controlli ed alla prevenzione».



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