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Casette marce, Arcale:
«Le aree consegnate erano in condizioni difficili
avevamo chiesto una sospensiva alla Regione»

SISMA - Il Consorzio interviene con una nota sulla questione delle 50 casette che hanno pannelli da sostituire a causa di infiltrazioni. «Stiamo lavorando per risolvere i problemi, ma non ci stiamo a finire sul banco degli imputati»
giovedì 18 Ottobre 2018 - Ore 21:11 - caricamento letture
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Giorgio Gervasi

 

Il Consorzio Arcale interviene sulla vicenda delle casette marce di Visso: «Stiamo lavorando per risolvere le insufficienze ma non ci stiamo a finire sul banco degli imputati». Il Consorzio ricostruisce la costruzione delle Sae di Visso dove una 50ina hanno pannelli che sono marciti a causa di infiltrazioni. «Le soluzioni abitative d’emergenza sono state costruite nelle aree del comune di Visso di Villa Sant’Antonio e di Cesare Battisti 1, individuate dalla Regione Marche d’intesa con il Comune medesimo, e di cui era prevista la consegna come aree approntate per il montaggio delle Sae con urbanizzazioni predisposte tra la fine di agosto e gli inizi di settembre 2017 – si legge nella nota di Arcale –. Tali aree sono state consegnate parzialmente ed in maniera frazionata al Consorzio tra la fine di ottobre 2017 e febbraio 2018, durante un periodo meteo difficile e con eventi climatici di particolare intensità. Il materiale e i relativi pannelli, che teniamo a precisare non rappresentano elementi strutturali (in riferimento ad alcuni post apparsi sui “social”) realizzati dalla nostra consorziata LaCost erano in alcuni casi presenti in cantiere nel periodo previsto per l’inizio di montaggio. Le condizioni delle aree via via consegnate sono risultate difficili e non completate in modo da permettere agevolmente il montaggio. Per questa ragione Arcale aveva sollecitato dalla Regione Marche una sospensiva per la realizzazione e la consegna della Sae. Questa richiesta è stata respinta, motivata con il fatto dell’incipiente stagione invernale e la necessità di dare un tetto alla popolazione.

Una delle sae di Villa Sant’Antonio con il soffitto marcio

Nel frattempo – continua Arcale – per accogliere le sollecitazioni e le istanze del territorio e delle amministrazioni, la nostra consorziata LaCost dopo una prima ispezione visiva aveva ritenuto montabili i pannelli nonostante le condizioni atmosferiche ed il lasso di tempo intercorso. Chi oggi “scopre” e utilizza la grancassa mediatica per denunciare infiltrazioni e muffe nelle Sae (anche se i nostri tecnici procedono a un controllo a tappeto) lo fa probabilmente ignorando gli antefatti. Arcale non si è mai tirato indietro rispetto alle denunce pervenute da parte dei Comitati dei terremotati. Prova ne è che ben prima dell’arrivo di stampa e Tv i nostri tecnici erano già impegnati a sistemare le unità abitative». Arcale nella nota continua dicendo che «Va sottolineato a tal proposito che il Consorzio, al di là di qualsiasi obbligo contrattuale, aveva intrapreso a distanza di qualche mese dall’avvenuta consegna delle Sae a tappeto ed in tutte le aree dell’evento del sisma un controllo generale (accompagnato dai tecnici delle Amministrazioni) denominato “tagliando Sae” proprio per verificare a distanza di qualche mese dalle avvenute consegne definitive ai cittadini le condizioni ed il “confort” delle Sae. E che inoltre sin da subito, conscia dell’avvenuta realizzazione in situazione di emergenza sia temporale che climatica, ha attivato una procedura di contatto e di pronto intervento su segnalazione per le amministrazioni comunali e gli assegnatari delle Sae». Arcale conclude dicendo di comprendere «bene le esigenze di visibilità connesse a incarichi pubblici, specialmente se elettivi, ma non può per questo accettare di finire sul banco degli imputati per responsabilità che noi per primi ci siamo assunti, senza attendere denunce pubbliche da parte di chicchessia. Stiamo lavorando per risolvere le insufficienze rilevate nelle abitazioni e intendiamo farlo in stretta intesa con chi vi abita e con il comitato di coordinamento dei terremotati. Lo dobbiamo a loro e alle loro famiglie, ma lo dobbiamo anche al buon nome del nostro Consorzio che ha sempre operato ben consapevole delle responsabilità sociali connesse al ruolo di impresa».

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