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Sae marce, sopralluogo tecnici Arcale:
«Elementi strutturali a posto,
continuiamo con i tagliandi»

VISSO - Il punto dopo la sostituzione dei pannelli che erano danneggiati dall'umidità nelle casette dell'area Battisti. Cristiano Costanzo, ingegnere del Consorzio: «Siamo sul territorio, non rispondiamo da numeri verdi in Paesi sconosciuti». Alessandro Morani, rappresentante dei comitati: «L’importante è che la gente sia rientrata definitivamente. Speriamo di ricostruire il tessuto sociale»
lunedì 5 novembre 2018 - Ore 21:28 - caricamento letture
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Da sinistra l’ingegner Cristiano Costanzo con Alessandro Morani e Mario Amari durante il sopralluogo di oggi a Visso

 

di Monia Orazi

Sopralluogo congiunto a Visso dei tecnici del consorzio Arcale, insieme al referente locale dei comitati, sulle Sae riconsegnate agli inquilini sabato scorso, dove sono stati sostituiti soffitti e pannelli marci. Alla presenza degli ingegneri Cristiano Costanzo e Mario Amari di Arcale, di Alessandro Sasha Morani del comitato terremotati, è stata verificata la situazione dopo i lavori. «Le nostre non sono casette come tutti le definiscono, ma case con una loro dignità a risparmio energetico – spiega Costanzo –, di classe A nel risparmio energetico. Non sono marce dal nostro punto di vista. Da contratto ci sono quattro anni di garanzia, per qualsiasi problema siamo pronti ad intervenire. La garanzia copre i vizi occulti ed i difetti di fabbricazione, ma di certo non copre la manutenzione ordinaria o straordinaria. Noi siamo qua sul territorio, non solo con numeri verdi che rispondono da Paesi sconosciuti, ma con i nostri tecnici».

Rispetto ai problemi riscontrati il referente di Arcale aggiunge: «Se qualcuno rompe una sedia, un mobile, un bambino scrive su pareti, non è nostra competenza. C’è un distinguo rispetto alle reti ed ai servizi esterni. Noi abbiamo spesso segnalazioni di bagni che non scaricano. Facciamo l’esempio di Polverina, tanto per intenderci. E’ un problema di buona gestione del sistema fognario, dove ogni tanto si devono svuotare le fosse settiche e le fosse imof, inserite nella rete fognaria. Su questo la manutenzione non può essere nostra, noi cerchiamo di essere vicini a cittadini e Comune. I tecnici comunali per contratto dovrebbero fare un distinguo ed un primo filtro, per far capire a chi compete cosa. Quando c’è stata una risalita delle fogne, perchè non erano svuotate le fosse imof, con bagni intasati ed acqua nera, non era responsabilità nostra, su questo da luglio siamo intervenuti, sono venuti tecnici regionali, che hanno cercato di intervenire con la ditta che fatto opere di urbanizzazione».

I lavori a Visso, nella zona di via Cesare Battisti, sono ormai terminati, sono in corso in alcune Sae della zona di Borgo San Giovanni, stamattina c’era in azione uno dei tecnici delle ditte che si occupano di porte ed infissi. Riguardo al problema dei pannelli impregnati di acqua, che è stato necessario sostituire in 56 abitazioni sino ad oggi, sulle 1.593, pari al 3 per cento del totale, come ricordano gli ingegneri Arcale, così ricostruisce gli avvenimenti l’ingegnere Cristiano Costanzo. «Le Sae non sono marce, gli elementi strutturali sono a posto. I pannelli che hanno avuto gli strati di umidità sono stati montati in un periodo complicato, la prima delle aree in cui si sono rilevati questi problemi ci è stata consegnata a fine ottobre 2017, sino al 12 febbraio, ciò significa concentrare i lavori in una situazione climatica avversa come accaduto l’anno scorso. I materiali di isolamento hanno preso umidità nella fase di montaggio – spiega Costanzo -. Non dovevano essere stoccati. Di solito i materiali arrivano e li montiamo. Tra l’altro abbiamo un programma imponente, questo è il più grande cantiere europeo di opere in legno, con una contemporaneità che ha fatto spavento a ditte straniere. Noi siamo andati avanti ugualmente, pur avendo chiesto alcune sospensioni dei lavori non accordate dalla Regione, non lo dico in tono polemico. Eravamo pressati dal dare le soluzioni abitative. Alcune di queste case, sono state consegnate nei tempi da noi e solo dopo sei mesi sono state consegnate ai cittadini». L’ingegnere ha aggiunto che i pannelli sono stati montati da un’azienda leader sul mercato, esperta in questo tipo di produzione, consorziata ad Arcale. Un altro problema ha riguardato la decisione di diversificare i lavori, con Arcale che ha montato le Sae in contemporanea all’esecuzione delle opere di urbanizzazione, per velocizzare la consegna delle casette. «Abbiamo condiviso questa decisione, ci è stato richiesto dai nostri committenti Protezione civile e Regione di diversificare – ha detto ancora Costanzo -, ci siamo trovati in aree difficilmente agibili, la movimentazione del materiale ha generato questo problema, i pannelli di isolamento hanno preso umidità, ci sono state anche precipitazioni forti durante il montaggio».

Alessandro Sasha Morani, del comitato terremotati, che non ha mai lasciato Visso dopo il 26 ottobre 2016 traccia un bilancio dell’intervento del consorzio: «I tempi che Arcale ha indicato nel sopralluogo di due settimane fa, sono stati rispettati. Ci sono ancora problemi in due Sae a Borgo San Giovanni 1, con la necessità di rifacimento dei tetti e dei soffitti perchè ci sono stati pannelli bagnati, ma sembra che il problema sia in via di risoluzione. Come referenti del comitato abbiamo segnalato problematiche per infiltrazioni pannelli lasciati sotto pioggia o neve, dovute ad antenne non ben coibentate, boiler che hanno avuto problemi soprattutto nel periodo dello scorso inverno, dove non erano stati coibentati. Vediamo se la protezione messa sarà utile questo inverno, altre problematiche hanno riguardato gli scarichi dei bagni, le docce». Conclude Sasha Morani: «La Sae è tecnicamente un’ottima soluzione, ma lasciano a desiderare le rifiniture, non lo dico perchè dobbiamo avere per forza la puzza sotto al naso, ma per i problemi che ci sono stati. Ora l’importante è che la gente sia rientrata definitivamente. Speriamo di ricostruire il tessuto sociale di prima del sisma, il venti per cento dei residenti non sono rientrati in attesa della ricostruzione, altro grosso problema il fatto che non riparte. Il mio negozio ha avuto danni lievi B e soltanto da poco è stato erogato il contributo, poi forse partiranno i lavori, mentre per il centro storico, il bello di Visso che ha sempre attirato turismo, non se ne parla.

Speriamo che le messe in sicurezza in corso, servano per riaprire la piazza al transito, al passaggio pedonale. Anche se non ci sono attività, chiunque così potrà vedere la bellezza di Visso. Speriamo che parta al più presto la ricostruzione, che servirà anche per far ripartire l’economia di queste zone». Intanto nelle Sae prosegue l’operazione “Tagliando Sae”, con i tecnici di Arcale che controllano casa per casa, dopo sei, otto mesi dalla consegna ai cittadini se qualcosa non va. «E’ stata voluta dal consorzio, è al di fuori del contratto – conclude Costanzo – la facciamo come il tagliando dell’auto, per capire il funzionamento dopo, a distanza da sei, otto mesi dalla consegna in tutti i luoghi. Da alcune ispezioni a Visso nostre è stato rilevato il problema dell’umidità nei pannelli e ci siamo attivati per risolverlo. Poi è arrivata la notizia della casetta marcia. A Visso in alcune aree, come Villa Sant’Antonio 3 o Cesare Battisti, ci sono state date aree non perfettamente approntate per il montaggio, noi abbiamo terminato il montaggio a seconda dei casi tra dicembre e febbraio scorsi, poi le Sae sono state consegnate ai cittadini tra maggio e luglio 2018, a sei mesi dalla fine del nostro montaggio, con il collaudo delle reti fatto a posteriori».

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