Giungla sae, l’appello di LeU:
«Si faccia chiarezza quanto prima»

SISMA - Massimo Montesi torna sui casi denunciati dalla Cgil sulle condizioni dei lavoratori nei cantieri delle casette: «Maggiore attenzione e responsabilità di tutti i soggetti istituzionali»
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Massimo Montesi

 

«Nella tragedia del terremoto, nelle sue dimensioni, nei troppi ritardi, nella burocrazia che impera, nella confusione delle norme e degli ostacoli che impediscono ancora l’avvio della ricostruzione, pubblica e privata, c’è ancora la gestione dell’emergenza che deve terminare e c’è la partita della costruzione delle sae, ancora purtroppo lontana dall’essere terminata». Sono le parole di Massimo Montesi, esponente di Liberi e Uguali, che commenta quanto sta avvenendo nella ricostruzione dei centri colpiti dal sisma. In particolare per quanto sta emergendo nei cantieri delle casette, con le ripetute denunce di Cgil e lavoratori.  «Scopriamo – continua Montesi – che nei cantieri sono impiegati lavoratori senza il rispetto delle norme sulla sicurezza, sul diritto ad una retribuzione equa, sottoposti a turni di lavoro inaccettabili e addirittura impiegati in nero. Questo è quanto risulta, da controlli effettuati dalla Cgil e da autodenunce di alcuni, pochi lavoratori. In un sistema dove attraverso il meccanismo dei subappalti e della pura logica al massimo tornaconto, per strada si perdono i diritti e la dignità dei lavoratori ed anche la garanzia del ruolo dello Stato, che manca colpevolmente nel sistema dei controlli». Da qui l’appello alle istituzioni affinché si faccia quanto prima chiarezza.  «Intendiamo ringraziare chi, le forze sociali ed i lavoratori, hanno fatto emergere questo quadro triste e preoccupante – conclude Montesi – e nel contempo chiedere a tutti i soggetti istituzionali una maggiore attenzione e puntualità nelle risposte, facendosi carico anche del rapporto con le ditte coinvolte e facendo chiarezza su tutta la vicenda. Una vicenda che riguarda tutti e che per la nostra parte seguiremo con gli strumenti che abbiamo, in Regione ed in Parlamento».



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