Civita Park, il Comune
nomina un avvocato
Dirà come recuperare Imu e Ici

CIVITANOVA - Lo ha annunciato il sindaco durante il consiglio comunale dove ha tenuto banco la polemica del centrodestra di rinviare la discussione del fallimento della società ad una assise ad hoc. La richiesta di rimandare non è passata nonostante l' errore di Costamagna che ha votato a favore
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consiglio comunale aperto sicurezza civitanova (30)

Il sindaco Tommaso Corvatta durante il consiglio comunale

di Laura Boccanera

consiglio comunale civitanova (3)

Il consiglio comunale di Civitanova

Comune e Civita Park: verrà nominato un legale esperto di diritto fallimentare per capire come le imposte di Imu e Ici degli anni precedenti non versate nell’erario pubblico possano essere recuperate, ma non c’è alcun pericolo di azioni revocatorie sul palazzetto. Questa l’estrema sintesi del consiglio comunale che si è svolto ieri sera. Alla fine il dibattito sulla Civita Park c’è stata. In realtà più che sui contenuti del fallimento e le implicazioni relative palas fieraai rapporti con il Comune, la discussione per oltre un’ora si è protratta sulla proposta di rinviare o meno il punto all’ordine del giorno come chiesto dal centrodestra che giorni fa voleva ritirare il punto e avere un consiglio comunale ad hoc sull’argomento. L’assise per la prima ora si è aperta con le interrogazioni del consigliere Giovanni Corallini sulle questioni relative alle spese per la pista di pattinaggio, agli eventi natalizi, alla presenza alla bit e sulle grotte. Due anche le interrogazioni discusse dalla maggioranza presentate da Lidia Iezzi per la “censura” su Facebook e sulle spese relative ai rifiuti. Solo attorno alle 23,30 si è iniziato a discutere di Civita Park e subito gli animi si sono scaldati sulla correttezza della formulazione della richiesta di convocazione. Il presidente del consiglio Ivo Costamagna ha respinto il fatto che si fosse parlato di un consiglio comunale ad hoc in conferenza dei capigruppo e si è detto stupito della richiesta formulato in seguito di rinvio. Claudio Morresi della lista Insieme per Civitanova si è impuntato sulle date di convocazione e ha parlato di uno sforamento dalla data di richiesta che è andato oltre i 20 giorni previsti dal regolamento. Si è arrivati al punto di mettere ai voti la richiesta di rinvio con l’opposizione che ha chiesto di rimandare e la maggioranza che invece ne voleva discutere: 11 contro 11. Per un errore nella votazione dello stesso presidente del consiglio comunale il punto poi si è discusso. Le domande dell’opposizione sulla vicenda hanno spaziato dal contratto di gestione, ai rapporti in essere, passando per il rischio per il Comune di azione revocatorie sul Palas e sulla fiera, ma anche sui tributi dovuti da Civita Park per Imu e Ici e non riscossi dall’Ente. Rassicurazioni in merito a presunte azioni revocatorie sono state fornite dal segretario comunale Piergiuseppe Mariotti e dall’ingegnere Stefano Stefoni: «Il contratto di gestione del Palasport è stato sottoscritto dalla Palace, rapporti diretti con Civita Park non ci sono. Alla notizia del fallimento tutto quello che doveva essere consegnato era stato consegnato ed è stato accatastato a nome del Comune. L’ultimo onere, ma a carico della Palace, è il contratto sull’area tra palazzetto e fiera. Le opere di urbanizzazione primaria sono state prese in consegna e collaudate a febbraio, l’agibilità c’è».

«L’udienza di fallimento c’è a marzo 2016 – aggiunge il segretario comunale – ad oggi non siamo in grado di dire con certezza le potenziali conseguenze quali saranno. Vero è che è stata presentata un’istanza di fallimento per 60mila euro e la Civita Park ha movimentato qualcosa come 64 milioni di euro. Inoltre il

Piergiuseppe Mariotti, segretario generale del comune di Civitanova

Piergiuseppe Mariotti, segretario generale del comune di Civitanova

Comune non è creditore, ha ottenuto la realizzazione della fiera, impianti, le strade, le fognature e tutto è regolato da un contratto che risale al 2007, tutte operazioni che dovrebbero essere perfettamente in regola». Sui crediti di natura tributaria invece il segretario ammette: «E’ evidente che occorrerà promuovere azioni di riscossione del passivo fallimentare per tentare di recuperare i crediti e sarà la Civita.s a farsi appaltatrice». Non si sa a quanto ammontano le cartelle esattoriali, ma secondo i calcoli della società di riscossione dei tributi la somma dovrebbe superare i 200mila euro. Una polemica è poi scoppiata in merito al contributo di 70mila euro che il Comune concede alla Palace. «Si parla di questo contributo come se fosse scandaloso – spiega l’assessore al bilancio Giulio Silenzi – o come se fosse una pratica nuova utilizzata dal Comune, ricordo che per altri impianti come la palestra di Civitanova alta, oltre al contributo di 40mila euro annui alla società, l’Ente spende anche 122.570 euro di rata del mutuo. Stesso discorso per la piscina dove a fronte di un contributo di 79mila euro paghiamo una rata di 36mila euro. Per il palazzetto invece non c’è mutuo, ma solo il contributo annuo». Dopo la discussione il consiglio è proseguito a notte inoltrata e ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno tranne l’ultimo.

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