Il campo intitolato al “maestro”,
Macerata omaggia Tonino Seri:
«Uomini così mancano nel calcio di oggi»

RICORDO - In tanti hanno partecipato alla cerimonia nell'impianto di Collevario. L'assessore Sacchi: «Ha formato tanti giovani non solo calcisticamente ma anche a livello umano». A parlare a nome di tutti gli ex calciatori biancorossi è stato Giovanni Pagliari: «Ha cambiato la vita a me e a mio fratello Dino. Avrà per sempre un posto particolare nei nostri cuori»
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Il campo intitolato a Tonino Seri: l’assessore Riccardo Sacchi, l’avvocato Giancarlo Nascimbeni e Sebastiano Seri scoprono la targa

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

I ragazzi di Tonino Seri sono scesi di nuovo in campo per rendergli un meritato omaggio nel giorno dell’intitolazione del campo sportivo di Collevario. Erano davvero tanti quelli che hanno risposto alla chiamata del Comune di Macerata e dei suoi antichi compagni di tante battaglia con la Maceratese come l’avvocato Giancarlo Nascimbeni, all’epoca dirigente del club, ed Alberto Prenna con cui ha condiviso anni nello staff tecnico del sodalizio biancorosso.

ToninoSeri_CampoCollevario_FF-8-325x217Tantissimi i giocatori e gli amici di Seri presenti questo pomeriggio all’intitolazione dell’impianto calcistico di Collevario dedicato ai giovani che si stavano allenando in quello stesso momento. Da Giovanni Pagliari che ha portato i saluti anche del fratello Dino, a Moreno Morbiducci, i gemelli del gol scovati proprio da Seri e lanciati ad altissimo livello. Ma erano certamente molti di più coloro che hanno vestito il biancorosso e poi hanno fatto un’onesta e più che dignitosa carriera calcistica tra serie C e D imponendosi poi nella vita privata come Marco Mattiacci, Vincenzo Gagliardi, Pino Ciappelloni, Paolo Caramanti, Renato Principi, Sauro Trillini, Massimo Bertola, Roberto Lattanzi, Paolo Siroti, Stefano Maroni, Gianluca Brizi in rappresentanza del papà Giuseppe che non è potuto intervenire, Giammario Cappelletti, l’attuale presidente della Rata Alberto Crocioni, l’ex presidente Massimo Paci, Giovanni Orlandi presidente di Amici della Rata, Giorgio Ballesi e naturalmente non poteva mancare Sebastiano Seri, figlio del ‘maestro’ del calcio biancorosso.

ToninoSeri_CampoCollevario_FF-10-325x217Una cerimonia a cui ha partecipato gran parte della giunta comunale, dall’assessore allo Sport Riccardo Sacchi ad altri esponenti dell’esecutivo come Paolo Renna, Francesca D’Alessandro, Laura Laviano e Andrea Marchiori. «Non appena insediati un anno e mezzo fa eravamo a conoscenza dell’intenzione di intitolare questo impianto a Tonino Seri -ha esordito Riccardo Sacchi- e ci siamo adoperati per farlo nel più breve tempo possibile. Siamo stati felici che oggi qui ci siano tanti che hanno conosciuto Seri, ovviamente il figlio Sebastiano: siamo riusciti ad intitolare il campo sportivo di Collevario a Seri, un impianto scelto non a caso perché forse più di qualsiasi altro è quello che raccoglie un numero importante di giovani che imparano a giocare al calcio. Seri ha formato tanti giovani non solo calcisticamente ma anche a livello umano e questo lo abbiamo scritto anche nella targa che troverete all’interno del campo sportivo. La scelta di questo periodo è legata anche al fatto che la società festeggia quest’anno il centenario e quale migliore occasione per farlo».

ToninoSeri_CampoCollevario_FF-3-325x217Due le intitolazioni a Seri: una targa all’arrivo prima dell’ingresso in campo ed una vicino agli spogliatoi. A ripercorrere la storia di Tonino Seri è stato l’avvocato Giancarlo Nascimbeni che ha ricordato i tanti aspetti e aneddoti che lo hanno legato non solo calcisticamente ma anche umanamente a Seri, scomparso nel 2009. «Questa cerimonia rappresenta per me una grande emozioni visto il legame che ho avuto con Tonino -ha detto Nascimbeni- che era un grande appassionato non solo di calcio ma anche di pesca, sport che lo rilassava il lunedì dopo i fine settimana calcistici.

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Sebastiano Seri

Dal 1960 sino al 1989 ha fatto parte della storia di questo club biancorosso, dove in precedenza aveva anche militato da calciatore. Oltre venti anni di vita trascorsa al suo fianco alla Maceratese. Seri ha sempre avuto la passione dei giovani, al punto che nelle rare occasioni in cui l’ho costretto ad accettare la panchina della prima squadra perché avevamo delle difficoltà, subito dopo concluso il suo operato ha preferito tornare a lavorare in mezzo ai giovani. Ha sempre avuto il fine di istruire il calcio ai giovani, il risultato non era il suo scopo finale, ha curato anche lo studio ed il lavoro di quei calciatori che poi sono rimasti a giocare con noi o in zona. Una persona che ha sempre vissuto per i giovani ed ha consentito a tanti di loro di far diventare il calcio anche una professione ad alto livello: solo per ricordare qualche nome che ha scoperto basti pensare ai Malizia, Guerrini, Dino e Giovanni Pagliari, Morbiducci. Se oggi fosse qui con noi sarebbe orgoglioso che Macerata ha un impianto del genere dedicato alle squadre giovanili della città. L’intitolazione a lui di questo campo è una soddisfazione per chi lo ha conosciuto ed apprezzato».

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Giovanni Pagliari e Moreno Morbiducci

Più parco di parole, ma molto emozionato, anche Sebastiano Seri che ha scoperto la targa commemorativa che si trova all’interno del campo sportivo dove c’è la dedica fatta dal Comune a suo papà. «Voglio ringraziare l’amministrazione comunale, l’associazione Amici della Rata -ha detto il figlio- e tutti coloro che si sono impegnati nella realizzazione di questa intitolazione. Grazie agli ex calciatori venuti in gran numero stasera. Spero che ci possano essere altri Tonino Seri che possano insegnare ai giovani prima a vivere e poi a giocare al calcio». A parlare a nome di tutti gli ex calciatori biancorossi è stato Giovanni Pagliari, ‘Pagliarittu’ come lo etichettava il maestro Seri.

ToninoSeri_CampoCollevario_FF-4-325x217«Sono venuto con piacere oggi qui – ha detto l’ex biancorosso – perché alla nostra famiglia, a me e Dino, Tonino Seri ha cambiato la vita, la nostra esistenza. Avrà per sempre un posto particolare nei nostri cuori. A Dino lo prese a Cingoli in mezzo ad un raduno di ragazzini e poi io arrivai dopo qualche anno. Adesso che alleno da molti anni mi ritrovo ad insegnare ai miei giocatori molte cose che ho imparato da lui: il famoso ‘concetto’ di cui lui parlava sempre e che io provo ad inculcare ai miei giocatori oggi. I suoi termini dialettali insegnavano sempre qualcosa. Un grande conoscitore di calcio, lui parlava prima che le cose accadessero. Adesso sono tutti bravi a parlare dopo la partita, lui invece parlava prima. Ci diceva sempre ricordatevi che per quanto possiate esser veloci, con un passaggio ben dosato la palla viaggerà sempre molto più rapidamente di voi… per cui imparate a stopparla bene e a passarla “giusta” al compagno più conveniente. Questa intitolazione è dovuta a Tonino Seri e mi auguro che qualcun altro segue il suo esempio perché uomini così mancano nel calcio di oggi».

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Il presidente della Maceratese Alberto Crocioni con mister Sauro Trillini e il dg Enzo Vissani

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