«Appartamenti per anziani all’ospedale?
Una balla grande come Barcellona»
ELEZIONI - Giordano Ripa, candidato sindaco di Futuro per Macerata, smonta la proposta di Parcaroli di trasformare il nosocomio, una volta realizzato il nuovo, in polo residenziale. «Impensabile e in sei anni non si è riusciti nemmeno a posare la prima pietra. Più importante e sensato riconvertirlo in servizi post ricovero per malattie acute»

Giordano Ripa
«Una balla grande come Amsterdam o Barcellona». Etichetta così Giordano Ripa, candidato sindaco di Futuro per Macerata, la proposta lanciata dal primo cittadino uscente e candidato del centrodestra Sandro Parcaroli di riconvertire gli spazi dell’ospedale, una volta realizzato il nuovo, in un polo residenziale per anziani.
«Nei sei anni del suo mandato, dell’ospedale per cui aveva giurato di incatenarsi se non fosse stato costruito, vediamo ancora con il binocolo la posa della prima pietra – evidenzia il consigliere comunale che nel 2020 aveva corso a sostegno di Parcaroli – di più: mai viste le ruspe che lui e la Regione spergiuravano avrebbero lavorato nel cantiere entro Natale 2025 e non sono nemmeno riusciti a fare ancora gli espropri del terreno su cui l’ospedale dovrebbe essere pronto tra almeno 10 anni, perché tanto ci vuole per costruirlo e metterlo a regime. Parcaroli, da sempre, le spara grosse quando non ha argomenti concreti da mettere sul piatto figuriamoci ora che sul tavolo dell’ospedale nuovo lui e la Regione non sono riusciti a mettere nemmeno uno straccio di tovaglia mentre svuotavano di competenze ed eccellenze l’ospedale attuale per dirottarle su Civitanova con la complicità dell’Ast. Parcaroli ha svenduto Macerata sui tavoli della politica regionale rispondendo signorsì solo ed esclusivamente per motivi politici invece di battere i pugni ed opporsi a spostamenti di attività chirurgiche (chirurgia delle tiroide), smembramento di unità operative complesse (pediatria), attivazione di unità operative semplici dipartimentali (chirurgia vascolare e pneumologia) delocalizzate e fuori dai circuiti funzionali, operativi e consolidati all’interno del nostro ospedale. Parcaroli non ha nemmeno mai preso posizione verso le istituzioni competenti circa le criticità del servizio di guardia medica createsi per turnazioni in cui un solo medico doveva garantire il proprio servizio a tre aree territoriali della nostra Ast per un totale di circa 120mila abitanti con l’impossibilità materiale di una assistenza adeguata ed omogenea e tutti i relativi rischi per la salute dei cittadini».

L’ospedale
Per il candidato di Futuro per Macerata, in soldoni, è inimmaginabile che il polo di Santa Lucia possa vivere una riconversione del genere, sicuramente non nel breve periodo. «Macerata non ha il pane e Parcaroli ci racconta che ai nostri anziani di dopodomani, visti i ritardi clamorosi sulla costruzione del nuovo ospedale, offrirà il caviale di un polo residenziale per la terza età di nuova generazione – prosegue Ripa – senza entrare in merito alle complesse problematiche della terza età che rappresentano un reale e forte problema, con tantissimi risvolti sociali che sono da analizzare in un contesto pluridisciplinare di politica sanitaria territoriale, tale progetto va completante al di fuori di quelle che sono le attuali e future esigenze di medicina territoriale di Macerata e provincia. Tra l’altro a Macerata non è previsto un ospedale di comunità, mentre è stato costituito e recentemente inaugurato a Treia ma sicuramente non potrà assorbire tutte le necessità post acuzie della nostra area».
Il riutilizzo dell’attuale ospedale, secondo Ripa, dovrà essere mirato alla «costituzione e realizzazione di tutto ciò che serve per garantire il potenziamento delle attuali ed insufficienti strutture dedicate alla fase post ricovero per malattie acute. In particolare, secondo il mio punto di vista, andrebbero attivate le seguenti attività sanitarie: posti letto per cure intermedie, posti letto per lungodegenza, rsa, riabilitazione motoria, riabilitazione cardiologica. Con tali scelte migliorerebbe sensibilmente la possibilità di accorciare i tempi di degenza nei reparti per acuti con maggiore disponibilità ogni giorno di posti letto senza estenuanti attese di una locazione post acuzie e con riflessi positivi per il pronto soccorso dove i malati non starebbero più per giorni e giorni in una barella in attesa del posto letto nei reparti. Poi se qualcuno volesse realizzare un polo residenziale per la terza età lo facesse pure, ma appare del tutto irrazionale, impensabile ed inaccettabile usufruire dell’attuale struttura ospedaliera quando verrà dismessa».
«Nel vecchio ospedale a Santa Lucia faremo appartamenti per anziani»