Lo sguardo di Massimo Paci sul derby:
«Pochi maceratesi in biancorosso.
Che sfide quelle decise da Morbiducci e Cocchi»

VERSO IL BIG MATCH - L'ex presidente, a pochi giorni dall'incontro di domenica all'Helvia Recina, ricorda le due gare decise da giocatori provenienti dal vivaio e riflette: «Il Chiesanuova vincerà il campionato con tanti ragazzi arrivati dai settori giovanili, se guardo dentro le due squadre più blasonate della provincia non vedo poi questa grande presenza di calciatori nati in queste due città. Le società, che rappresentano un bacino complessivo di 80mila abitanti, non riescono a vincere neppure un campionato di Promozione il cui livello è davvero basso»
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L’allora presidente della Maceratese Massimo Paci in panchina durante un match dei biancorossi

 

di Mauro Giustozzi

Negli ultimi 21 anni di storia della Maceratese è stato tra i pochi presidenti del club, assieme all’attuale Alberto Crocioni, a non essere incappato in un fallimento o situazioni di criticità a livello societario. Ed è accomunato all’attuale patron dal fatto di aver fatto ripartire il calcio in città dopo una crisi societaria. Ma ha anche attraversato diverse epoche del calcio biancorosso ricoprendo più ruoli nella società principale del capoluogo, in epoche diverse, da segretario, consigliere fino ad essere anche presidente nel biennio 2009-2011 con la rinascita del calcio biancorosso dopo la fine della gestione Ulissi, con la Fulgor Maceratese per due anni pilotata nel campionato di Eccellenza prima di passare le redini a Maria Francesca Tardella. Massimo Paci guarda da appassionato calcistico e amante dei colori biancorossi il derby che è alle porte che lui, almeno negli anni in cui è stato al vertice della Fulgor Maceratese, non ha mai incrociato visto che la Civitanovese non militava in Eccellenza in quelle due stagioni.

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Il guizzo di Morbiducci decide il derby all’Helvia Recina della stagione 1980-81

Ma sono soprattutto due i derby che ha ben stampato nei ricordi e che rappresentano quelli a cui è più legato. Quello del 5 aprile 1981, partita decisa dal gol di Moreno Morbiducci contro una Civitanovese sin li imbattuta e la sfida dell’andata disputata sempre all’Helvia Recina nella stagione 1993-94 quella del ritorno in C2 della Rata che finisce 1-0 con gol di Alessandro Cocchi. «Diciamo pure che sono quelli i flash back che mi tornano in mente pensando ai derby con la Civitanovese, in particolare quelli casalinghi – ci dice Massimo Paci – partite che per diversi motivi resteranno per sempre nella storia del club biancorosso. Nel primo caso, inutile ricordarlo, per la cornice straordinaria di pubblico con 12 mila spettatori una cosa irripetibile nel calcio di oggi e che resterà unica nell’almanacco della Maceratese.

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Massimo Paci in tribuna durante un match contro l’Ancona, vicino a lui Maria Francesca Tardella

La seconda partita è legata invece alla rinascita del calcio biancorosso, quella cavalcata che portò società e squadra nel giro di quattro anni a passare dalla Promozione alla serie C2 tornando ad affrontare i ‘cugini’ coi quali era tempo che non incrociavamo le strade. E che fu giocato sotto una fitta nevicata col rischio di un rinvio. Sono anche i marcatori dei gol vincenti di queste due partite, finite entrambe 1-0, fanno sì che le abbia scelte tra le tante sfide susseguitisi in tanti anni: Moreno Morbiducci nel primo caso e Alessandro Cocchi nel secondo, entrambi maceratesi purosangue, giovani usciti dai settori giovanili di società del capoluogo come Santacroce e Maceratese. Purtroppo adesso vedo che i ragazzi di Macerata e del circondario sono distribuiti in molte squadre che affrontano la Maceratese in Promozione ma ce ne sono pochissimi nella nostra squadra. Credo che questo fatto debba far fare a tutti gli addetti ai lavori del calcio cittadino una profonda riflessione sul perché ciò sia avvenuto e se ci sono delle colpe specifiche per questo. Fermo restando che chi mette i soldi nel calcio oggi debba avere il rispetto e la considerazione dei tifosi e della città».

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I giocatori della Maceratese esultano di fronte ai loro tifosi dopo il derby vinto il 15 dicembre 2019

Il livello negli ultimi anni vede i confronti tra Maceratese e Civitanovese dipanarsi in una categoria davvero mediocre rispetto alla storia ed al blasone dei due club che in anni peraltro non lontanissimi si sono confrontati su palcoscenici di livello superiore come Eccellenza o serie D fino ad arrivare alla C2 negli anni Novanta. «L’altra cosa preoccupante che purtroppo accomuna le due società –prosegue Massimo Paci- è il fatto che oramai da parecchi anni nessuno dei due club riesca a risollevarsi da questi tornei minori dove sono relegate. Siamo di fronte a due città che, messe assieme, fanno più di 80 mila abitanti, sono le città più grandi e importanti della nostra provincia quelle che dovrebbero rappresentare una guida ed un riferimento anche nel calcio. Invece le società calcistiche che li rappresentano non riescono a vincere neppure un campionato di Promozione il cui livello è davvero basso.

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L’abbraccio fra Crocioni e Moriconi al termine del derby vinto il 14 ottobre 2018

Tornando al passaggio sui giovani, vedo ad esempio che il Chiesanuova, espressione di una frazione di Treia, sta primo in classifica e vincerà il campionato con tanti giocatori arrivati dai settori giovanili di Maceratese e Tolentino. Se guardo dentro Maceratese e Civitanovese non vedo poi questa grande presenza di calciatori nati in queste due città che giocano nelle rispettive squadre. E’ tutto il sistema che certamente non funziona perché basterebbe che, per questo livello, le due società puntassero sui elementi locali per vincere il sesto campionato nazionale ed il secondo regionale. La Maceratese è al terzo campionato di Promozione consecutivo col rischio di non riuscire neppure quest’anno ad abbandonare questa categoria. Domenica si disputa questo incontro in uno scenario come è l’Helvia Recina e ciò francamente a me mette ancor più tristezza al cospetto di confronti di ben altro lignaggio vissuti nel passato da semplice sportivo o da dirigente in qualche occasione».

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I tifosi biancorossi

Guardando all’attualità, almeno sulla sponda biancorossa quest’anno sono stati fatti ingenti investimenti per riuscire a vincere il campionato, ma i risultati non sono stati all’altezza di quelle che erano le aspettative della società, dei tifosi e dell’intera città. «Non è facile gestire una società di calcio e lo so per esperienza diretta – continua Paci- e c’è da dire grazie a chi si carica il fardello di fare il presidente. Però su alcune cose accadute in questo campionato nella Maceratese delle perplessità restano. Chiesanuova credo che abbia dato sinora una lezione a tutti gli altri club di questo girone su come si deve costruire e gestire una squadra che gioca nel campionato di Promozione. Se vincerà lo farà per suoi esclusivi meriti e non per demeriti degli avversari. Tornando al derby è sempre una partita a sé, credo che come spesso accaduto sarà deciso da episodi: si affronteranno due squadre che non sono troppo in salute e forse la paura di perdere potrà prevalere su quella di vincere, anche perché i biancorossi all’Helvia Recina non hanno mai perso contro i rossoblu».

 

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