Ha un infarto a 34 anni,
salvato dalla cognata infermiera:
«Grazie a lei è ancora con noi»

TOLENTINO - Elisabetta Buschittari durante una telefonata ha capito che l'uomo, Sebastiano Marano, era stato colpito da un infarto: «Mai sottovalutare i sintomi, anche nelle persone giovani». Il fratello Salvatore: «Se oggi posso ancora abbracciarlo lo devo a lei»

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L’arrivo del 118

di Francesca Marsili

Una domanda decisiva, dall’altro capo del telefono: «Oltre al dolore, stai sudando freddo?». La risposta: «Sì». È cosi che Elisabetta Buschittari, 38enne infermiera all’ospedale di Macerata, ha capito che suo cognato, Sebastiano Marano, aveva un infarto in corso mentre era al lavoro, a soli 34 anni.

Elisabetta-Buschittari-

Elisabetta Buschittari

«Se oggi posso ancora abbracciare mio fratello, lo devo a una telefonata e alla lucidità della donna che ho al mio fianco» racconta Salvatore Marano, commosso per quanto accaduto lo scorso primo aprile. E’ grazie alla sua fidanzata Elisabetta e alla sua professionalità se suo fratello è salvo.

Vivono tutti e tre tra Treia e Passo di Treia. Quel pomeriggio Sebastiano, come ogni giorno, era alla guida del suo furgone con cui consegna ossigeno nelle case dei pazienti. Si trovava a Tolentino, nei pressi del centro commerciale La rancia.

«Ha iniziato ad avvertire forti dolori al torace e alle braccia – spiega Salvatore -. Si è fermato. In preda al malessere, ha chiamato sua cognata per descriverle cosa stesse provando». Lui, che per mestiere consegna ossigeno a chi soffre, si è ritrovato d’improvviso a lottare per il proprio respiro.

Elisabetta, infermiera nel reparto di Ortopedia ma con un pregresso in Pronto soccorso, aveva già intuito che il dolore aveva natura cardiaca. Poi la domanda decisiva: “Oltre al dolore, stai sudando freddo?”.

«Alla risposta affermativa di mio fratello – prosegue Salvatore – lei ha capito immediatamente la gravità della situazione. Nonostante Sebastiano volesse minimizzare, dicendo di volersi solo fermare a fare “due passi” sperando che il dolore passasse, Elisabetta ha preso in mano la situazione chiamando d’urgenza il 112 e fornendo ai soccorritori un quadro clinico preciso».

Salvatore

Salvatore Marano

L’ambulanza è arrivata sul posto in soli 5 minuti. Sebastiano Marano è stato trasportato in codice rosso al Pronto soccorso e poi trasferito d’urgenza in Utic (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica), dove i medici hanno confermato l’infarto in corso e sono intervenuti immediatamente e dove è tuttora ricoverato.

Dopo aver vissuto e gestito quei drammatici minuti nel doppio ruolo di professionista e familiare, Elisabetta Buschittari, lancia un messaggio: «Come infermiera coinvolta direttamente – dice – vorrei sottolineare l’importanza di non sottovalutare mai i sintomi, anche nelle persone giovani. Dolore al torace che può irradiarsi a braccia, schiena o collo, sudorazione fredda, nausea, affanno: sono segnali che non vanno mai ignorati. In caso di dubbio, è sempre meglio chiamare subito il 112 e far valutare la situazione ai professionisti.A 34 anni nessuno pensa a un infarto, ma purtroppo può succedere. Per questo – conclude – è fondamentale riconoscere i segnali e agire subito: ogni minuto può salvare una vita. Nel caso di Sebastiano, la rapidità dell’intervento ha fatto la differenza».

Oggi che il peggio sembra passato, Salvatore sente il bisogno di ringraziare pubblicamente Elisabetta per la sua intuizione e i soccorritori per la straordinaria velocità, «che hanno permesso a Sebastiano di essere ancora qui con noi».

 



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