Farinetti agli imprenditori maceratesi:
«Il vaccino sarà il nuovo 25 aprile
Bisogna avere fiducia e coraggio»

ECONOMIA - Il fondatore di Eataly è stato ospite questo pomeriggio degli approfondimenti di Confindustria Macerata: «Ma ora abbiamo bisogno di date certe per riaprire se avessimo un personaggio come Draghi ci saremmo già messi d’accordo con l’Europa». Il presidente Guzzini: «Collaborando con Unicam e ricercatori tutti uniti nella battaglia possiamo farcela a battere questo virus»
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L'incontro di questo pomeriggio con Oscar Farinetti organizzato da Confindustria Macerata

 

 

di Mauro Giustozzi 

«Fiducia che significa gestire le imperfezioni, speranza che sono i nostri budget che devono avere però date certe per la ripartenza e coraggio che nasce dalla paura. Sono questi sentimenti che devono prevalere nel mondo sulle regole per uscire da questa emergenza sanitaria rimodellando le nostre aziende ed avendo più rispetto per il pianeta». Parola di Oscar Farinetti, il noto imprenditore e fondatore della catena Eataly che ha partecipato questo pomeriggio agli appuntamenti di approfondimento di Confindustria Macerata  ‘Un Mondo Nuovo Conversazioni Antifragili’ momenti di riflessioni dedicati agli imprenditori per affrontare questa grave emergenza nel modo più costruttivo possibile. Il secondo incontro ha avuto come tema ‘I sentimenti della rinascita: speranza, fiducia, coraggio’ con Farinetti che ha lanciato anche la sua idea su che mondo uscirà alla fine di questa crisi. Che non sarà affatto meno globalizzato di come lo abbiamo conosciuto fino ad un paio di mesi fa.

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Un momento della video conferenza di questo pomeriggio

«Ci sposteremo di meno fino a che non ci sarà il vaccino contro il coronavirus –ha sottolineato l’ospite di Confindustria Macerata in video- ma ricordate che quando arriverà il vaccino, ed arriverà anche presto credo, sarà per noi italiani come il 25 aprile 1945: saremo tutti in piazza, ad abbracciarci, ad andare uniti al ristorante o riprenderemo quel viaggio in aereo che avevamo lasciato in sospeso. Il confine resta il vaccino: l’economia come la conosciamo non potrà che ripartire da lì. Però in attesa di ciò dobbiamo riaprire in condizioni di sicurezza e tornare a produrre e far girare l’economia che certamente non può troppo a lungo restare ferma».

A moderare l’incontro che ha avuto contati per oltre 250 persone collegate è stato Gregorio Di Leo, co-founder di Wyde School, con introduzione del presidente di Confindustria Macerata, Domenico Guzzini. «Oscar Farinetti è un visionario capace di affrontare le grandi sfide come dimostra l’impero di Eataly che ha costruito –ha detto Guzzini- ed è importante averlo in questa occasione in cui vogliamo stare vicini ai nostri soci per aiutarli a capire come rialzarci da questo momento. Farinetti dimostra di guardare lontano per affrontare un futuro incerto, capace anche di sfidare parole tabù come ha detto in questi giorni in merito al prelievo del 2% di solidarietà su conti bancari e stipendi superiori agli 80 mila euro per far ripartire il Paese».

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Oscar Farinetti durante l’incontro

Oscar Farinetti ha affrontato quelli che sono i temi proposti dall’incontro preparato da Confindustria Macerata partendo da quei sentimenti umani che in questo momento dovranno essere prevalenti rispetto alle regole cui siamo abituati. A partire dalla fiducia in se stessi e negli altri. «Primo sentimento è la fiducia, un’invenzione del Risorgimento –ha detto l’imprenditore-. Gli attuali sondaggi dicono che gli italiani hanno appena il 40% di fiducia in se stessi e il 20% negli altri. Senza fiducia non si cambia nulla. Vorrei ricordare agli imprenditori che sono a casa, reclusi come tutti in questi giorni, due personalità che questa fiducia l’hanno avuta ed espressa in situazioni analoghe: Shakespeare bloccato a Londra dalla peste del 1606 che scrisse due opere magistrali chiuso in casa come il Macbeth e King Lear e nel 1665 la peste nera che colpì Cambridge, con Isaac Newton che inventò la gravità. Esempi che indicano come chi ha i talenti può metterli sempre a frutto».

L’altro aspetto che bisogna tirar fuori in queste difficoltà che gli imprenditori attraversano è la speranza. «Noi imprenditori viviamo di speranza –ha ribadito Farinetti- i nostri budget sono speranza che noi abbiamo con numeri e analisi. Oggi povera gente siamo anche noi: ci raccontano di aver messo a disposizione 400 miliardi ma quanti mesi ci vorranno per spenderli? La Cig che non arriva ai nostri dipendenti e che noi dobbiamo anticipare. Abbiamo bisogno di date certe per riaprire e costruire le speranze e il governo ce le deve dare. Poi si può sbagliare e andare oltre, ma a noi serve per sperare. Ultimo aspetto è quello del coraggio. Un sentimento che nasce dalla paura che non può diventare però panico. Paura è bella se controllata, il panico ci manda in tilt. Il coraggio per un progetto per il dopo: io sono sicuro che ne usciremo nuovi, molto più delle crisi passate come quelle dopo le Torri Gemelle o il crack Lehman Brothers. Questo è uno shock molto più grande e duraturo che ci farà rivisitare il nostro rapporto con la terra madre che deve cambiare. Sono indispensabili nuovi atteggiamenti verso il pianeta, ci sarà più richiesta da parte delle persone di servizi compatibili con l’ambiente».

Dal canto suo il presidente Guzzini ha sottolineato come l’associazione «stia lavorando su questi temi legati ad ambiente, sicurezza nelle produzioni. Collaborando con Unicam e ricercatori tutti uniti nella battaglia possiamo farcela a battere questo virus. Io credo che già nell’arco di un mese si potranno vedere i primi risultati». Le ultime parole di Oscar Farinetti sono rivolte all’Europa in cui l’imprenditore di Alba crede ancora fortemente per la ricostruzione non solo italiana ma dell’intero continente dopo il coronavirus. «L’Europa è come una famiglia con persone che hanno caratteri diversi ma che però restano sempre fratelli. L’Italia è all’avanguardia nella produzione di manifattura, cibo, moda, scarpe, mobili, auto sportive: poi magari ha altri problemi ma io credo che smussando gli angoli si può convincere gli altri Stati a sostenerci in questa emergenza. Certo chi ci rappresenta oggi in Europa non è il massimo del personale politico: se avessimo un personaggio come Draghi ci saremmo già messi d’accordo con l’Europa ma io sono molto fiducioso che l’Europa non si sfalderà di fronte a questa crisi. Dove fare impresa al termine della pandemia? A livello di business –ha concluso Farinetti- sulla costa est ed ovest degli Stati Uniti, in Canada, zone di nuovo mondo. Come armonia dei luoghi indicherei invece India ed Etiopia».

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