Ariston Thermo Group riprende il lavoro
Il gruppo Ghergo chiede deroga

DI NUOVO operativi gli stabilimenti di Arcevia, Cerreto D'Esi, Sassoferrato e Albacina. Rocco Gravina (Cisl): «Attenersi a tutte le norme di sicurezza»
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Paolo Merloni

 

di Monia Orazi

Riaperti i cancelli dell’Ariston Thermo Group di Paolo Merloni. Da stamattina sono tornati al lavoro oltre seicento dipendenti dei quattro stabilimenti di Arcevia, Cerreto D’Esi, Sassoferrato e Albacina che producono caldaie e climatizzatori, dove lavorano anche dipendenti provenienti da Matelica e centri vicini.

L’azienda ha ottenuto l’autorizzazione ad operare, con deroga al decreto governativo in materia di Coronavirus, dalla Prefettura di Ancona. Già lo scorso 27 marzo, la direzione aziendale aveva annunciato in una nota di mantenere l’operatività minima: «Alla luce di quanto sancito negli ultimi provvedimenti del Governo e in accordo con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze sindacali unitarie di riferimento, Ariston Thermo ha deciso di continuare ad operare in assetto minimo, garantendo continuità alle attività di logistica e i servizi di mantenimento dei suoi plant in Italia, nel pieno rispetto delle prescrizioni per la tutela della salute dei lavoratori. Ariston Thermo continuerà, inoltre, a dare continuità alle funzioni centrali indispensabili per la gestione del Gruppo e il coordinamento delle attività a livello globale, in attesa di riorganizzare tutte le modalità lavorative e riprendere la piena operatività appena possibile».

Il resto del comparto metalmeccanico del Fabrianese, relativo a cappe ed elettrodomestici è fermo, tranne la Ghergo di Sassoferrato. Sono sempre rimaste operative le cartiere Miliani Fabriano, del gruppo Fedrigoni, con le linee produttive a Fabriano, Castelraimondo e Pioraco. E’ in attesa sul tavolo del prefetto di Macerata Iolanda Rolli, la domanda di far ripartire la produzione nello stabilimento di Matelica del gruppo Ghergo, che produce bombole e serbatoi per gas e gpl.

Rocco Gravina

Così analizza la situazione Rocco Gravina, della Fim Cisl: «Nel decreto governativo era previsto che una serie di aziende potessero presentare richiesta al prefetto della propria provincia, per garantire la continuità lavorativa, nella filiera essenziale, anche se sprovviste di codice Ateco con produzione autorizzata. Le Prefetture si stanno organizzando, ci sono richieste in istruttoria, circa 300 solo per la provincia di Macerata, tutte ditte che hanno richiesto la deroga alla chiusura prevista dal decreto, per tornare a produrre. Le Prefetture effettueranno dei controlli, per verificare che siano rispettate tutte le condizioni di sicurezza del lavoro, stabilite nel protocollo condiviso del 14 marzo scorso».

La questione delle riaperture in deroga, è seguita da vicino dal sindacato, prosegue Gravina: «Le aziende che riprendono il lavoro devono attenersi a tutte le norme di sicurezza, la priorità assoluta è la tutela della salute dei lavori, si devono osservare tutte le prescrizioni in materia di dispositivi di protezione individuale e mantenere le distanze previste. Noi abbiamo posto i nostri dubbi, siamo in costante contatto con la Prefettura. Le richieste di ripartire sono numerose, occorre capire se chi vuole riaprire riesce a far lavorare i suoi dipendenti in sicurezza, molti hanno timore di un possibile contagio da Covid 19, paura che si combatte permettendo ai lavoratori di svolgere la propria mansione in tranquillità, con tutte le garanzie per la propria salute, adottando tutte le precauzioni del caso. Abbiamo chiesto a chi non può garantire le condizioni di sicurezza di usufruire degli ammortizzatori sociali, in alcune aziende per la paura ci sono stati scioperi spontanei dei lavoratori, dove non c’era la percezione di sufficienti garanzie di sicurezza». Conclude il sindacalista: «Continueremo a vigilare, come organizzazioni sindacali chiediamo che vi siano controlli stringenti, riguardo la corretta applicazione del protocollo e verifiche continue per vedere se le aziende possono continuare a lavorare. La tutela del posto di lavoro è importante, ma prima di tutto si deve proteggere la vita e la salute dei lavoratori e delle loro famiglie, si ripartirà nei diversi settori, a seconda delle fasi di contenimento dell’epidemia di Coronavirus».

iGuzzini riprende la produzione, deroga accordata per alcuni reparti

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