Covid-tax, per Parcaroli è una via d’uscita:
«A patto che i soldi siano utilizzati bene
e con pochissima burocrazia»

PATRIMONIALE - Il titolare di Med Store esce dagli schemi della politica e guarda in faccia la realtà economica: «I 400 miliardi stanziati dal governo non basteranno e se non arriveranno gli aiuti dall'Europa, non vedo come far partire l'economia. Basterebbe un prelievo con una percentuale anche minima per risolvere il problema di tutte le persone in difficoltà dando anche a tanti imprenditori che altrimenti difficilmente ripartiranno, non dei prestiti, ma dei soldi a fondo perduto»
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Sandro Parcaroli

 

L’imprenditore Sandro Parcaroli, titolare di Med Store, torna a parlare dell’emergenza economica anche per rispondere ad alcuni commenti dopo l’intervista rilasciata l’altro ieri a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). E si inserisce nel dibattito sulla proposta del Pd di una Covid-tax, la “tassa” che dovrebbe riguardare i cittadini con redditi più elevati di 80mila euro, chiamati per il 2020 e il 2021 a versare, appunto, un “contributo di solidarietà” sulla parte eccedente tale soglia.

«Nella mia ultima sono stato da alcuni criticato sulla mia frase Più Europa. Forse non ho spiegato bene quello che intendevo dire. Quando io dico più Europa , intendo una nuova Europa, che deve sentirsi una comunità vera. L’Europa deve riuscire in tutti i modi a mettere al centro la Solidarietà, deve fare meno calcoli e meno conti e deve capire che da questa lotta contro il virus deve uscire una nuova Europa, Molto più vicina a i cittadini e ai suoi bisogni. Sono giuste le regole ferree, ma queste devono essere scavalcate quando vi sono situazioni di questo tipo. Oggi non entro in merito alla scelta tra eurobond e Mes, voglio solo dire se Mes deve essere bisogna togliere le condizioni e le regole che sono state impostate quando il Mes è nato. Chi ci rappresenta in Europa deve essere forte e far capire che la fase che viviamo non dipende da colpe del paese, ma da una catastrofe che nessuno poteva immaginare. Deve fare capire che “Italia: Europa = Europa: Italia”. Se cade questa equazione, l’Europa non esiste più e non deve esistere più. Non oso pensare però a quello che potrebbe succedere quando non ci sarà più una Unione europea. Allora se questi aiuti dall’Europa non arriveranno o arriveranno sottoposti a condizioni molto pesanti , mi domando che fare. Penso anche che i 400 miliardi stanziati dal governo, quando e a che condizioni arriveranno, non basteranno per superare la crisi economica in atto e quella che ci sarà. Noi italiani siamo un popolo buono, fiero, intelligente, pieno di inventiva, potremo digerire un’altra patrimoniale come quella che fece Amato nel 1982, magari non chiamarla patrimoniale ma ad esempio Covid-tax. Certo in una fase attanagliata da un’infinità di tasse e tributi, lo spettro di un nuovo prelievo di soldi dai nostri conti correnti non è sicuramente la migliore proposta per risolvere i problemi. Però mi chiedo, senza una Covid-tax dove troveremo i soldi per gli investimenti necessari perché l’economia riparta. Quando una famiglia ha problemi finanziari e a soldi in banca, va in banca e utilizza i propri risparmi. Gli italiani hanno una ricchezza di circa 10.000 miliardi, circa il 50% in beni immobili, il 5% in investimenti bancari, gli altri in soldi liquidi. Basterebbe un prelievo come Covid-tax, con una percentuale anche minima per risolvere il problema di tutte le persone che son in difficoltà e per fare ripartire l’economia, dando anche a tanti imprenditori che altrimenti difficilmente ripartiranno, non dei prestiti, ma dei soldi a fondo perduto. Io come imprenditore sarei contento di sostenere questa Covid-tax, ma a condizione che questo soldi siano utilizzati bene e con pochissima burocrazia».

La ricetta di Sandro Parcaroli: «Più Europa, meno burocrazia e liquidità per le imprese»

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